
Originariamente Scritto da
Adalberto
Mi fai venire in mente un episodio di qualche tempo fa che mi ha sorpreso, malamente sorpreso, quando una nipotina acquisita (la mia compagna è sua prozia) ci ha allegramente informato che l’attività preferita dalla combriccola delle sue amiche (12/13 anni) era quella di spettegolare sulle frequentazioni della loro cerchia
. Informandoci meglio per approfondire, si è pure scoperto che lei stessa ne soffriva quando diventava oggetto dell’altrui maldicenza. Tentando di portare il discorso su binari più riflessivi sui danni che si stavano facendo reciprocamente, ci ha guardato come marziani, quali evidentemente siamo perché non apprezzavamo questo gioco perverso (non in senso morale, quanto per l'alternanza di essere carnefice e vittima al contempo) . Poi non so come sia finita, viste le scarse frequentazioni del parentado.
Resta lo stupore che in una città, in un ambiente medio e civile, di genitori che lavorano, possano attecchire e diffondersi o questi retaggi di una mentalità antiquata, che supponevo mediamente in disuso, se non nelle fasce marginali della società. Evidentemente sono un ingenuo: i mostri gettati dalla finestra rientrano dalla porta.
Non frequento giovani e giovanissimi: funziona così anche altrove?