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Si ma nella vicenda in fattispecie si parla di riprese fatte "di nascosto".
Ma se le riprese vengono fatte di nascosto da parte di un coniuge nei riguardi dell'altro, secondo te a cosa è dovuto tutto ciò? Insomma si è già in una situazione critica, cioè una separazione in vista, e uno dei due si procura le foto proprio per sostenere che dato il tipo di situazioni riprese la donna o l'uomo in questione si è reso responsabile di matrimonio "non consumato", il che sarebbe una prova a sostegno del fatto che l'imminente divorzio sia colpa dell'altro coniuge, e quindi essere posto in una condizione di privilegio per quanto riguarda la ripartizione della "comunione matrimoniale".

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Appunto. Infatti il problema non è che marito e moglie si riprendano in pose intime, che sono fatti loro, è se uno dei due diffonde le immagini all'insaputa dell'altro. Come, appunto, nel caso in questione.
Si. Le pose intime però devono rispettare certi standard di pudore anche e soprattutto del matrimonio e quindi della famiglia, che l'art. 29 della Costituzione definisce "società naturale fondata sul matrimonio" e sancisce anche l'obbligo di "fare figli" ed è questo il punto, ma dato che tu mi accusi di celebrare il concetto di famiglia "nazista", allora "mi taccio". Ma potrei continuare.

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A parte che nella vicenda di cui parlo erano di mogli non consenzienti, e non fatte dopo la separazione. E comunque anche diffuse dopo, rappresentano reato. Revenge Porn.
Allora. Quello che dici per ora non è reato e le vittime non sono solo le donne. Il reato peraltro c'è già ed aggravato se c'entra il matrimonio. Si chiama "violazione della privacy".

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E che c'entra questo con ciò che ho detto io? Certo, uno può pubblicare tutte le foto che vuole sui social. Le sue, però. Non può invece prendere quelle di altri per pubblicarle altrove. Al massimo può usare il tasto "condividi" per postarle sulla propria pagina. Altrimenti, immette un illecito, non perseguibile penalmente ma amministrativamente.
Ti faccio un'esempio: quando le multinazionali dello star system americano musicale querelarono youtube, che diffondeva mettiamo i video di Michael Jackson gratis sulla rete, l'organo giudicante diede ragione a youtube e torto alle multinazionali della musica, proprio sulla base del fatto che quei video non toglievano un centesimo alle stesse multinazionali perché erano diffusi al solo scopo di "condivisione" o per il meno "per uso personale". Tutto ciò è stato fatto "cosa propria" dai social che si basano sullo stesso assunto: contenuti condivisi per uso personale. Quali siano questi contenuti deve essere oggetto di legge, legge che però ancora "non c'è".

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No, se vuoi esporre o pubblicare le foto di qualcuno devi farti rilasciare una liberatoria, altrimenti sei passibile di richiesta risarcimento.
Ma quale liberatoria? Se vuoi comparire sui giornali il fotografo lo devi chiamare tu e pagarlo anche se no non te ne fanno foto. Stai tranquilla.

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E questo cosa c'entra con il discorso dell'utilizzo indebito di immagini? Direi nulla.
Utilizzo indebito, cioè violazione della "privacy".

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No. Non è dare un consenso. E comunque, ribadisco per l'ennesima volta, che il caso dei gruppi "Mia moglie" e del sito internet Phica sono tutt'altra cosa. Si parla di foto scattate di nascosto. E di utilizzo di immagini per sessualizzare le persone ritratte, con commenti pesanti.
Ecco. Questo mi sa che è reato, per adesso solo un illecito amministrativo, d'altra parte. L'illecito comunque c'è e richiede di essere qualificato. Possibilmente con legge.