la forma è irrilevante; potresti ritenerla rivedibile in termini di parametri ambientali in una società con istituti famigliari e figure di riferimento radicalmente diverse; per ora, non è così;
appunto:Quali fattori nel comportamento animale? Se guardiamo ai mammiferi, ti pare che per sopravvivere ci sia solo aggressività e riproduzione? Cure parentali, socialità, gioco, forme di cooperazione e altruismo? Un esempiuccio, i suricati che fanno la sentinella al branco a turno. I lupi, che sono branchi di individui della famiglia, con qualche membro esterno che si aggiunge. E di sicuro non stanno lì a scannarsi l'uno con l'altro per l'aggressività reciproca. Per dire
Le strategie di comportamento e sopravvivenza sono varie.
io ti parlo di PULSIONI; tu mi citi "strategie di adattamento", che sono una cosa diversa;
anzi, nella loro evoluzione diventano esattamente quel fattore di freno sociale che limita le pulsioni e anche gli istinti;
nel caso umano è oltremodo evidente che la progressione delle astrazioni "convenienti" è al limite dell'esponenziale; nel mondo animale la selezione opera sugli istinti in tempi congrui su popolazioni stabili, garantendo il non-conflitto;
ma quando il cervello trova convenienti processi di collaborazione e adattamento in tempi relativamente rapidissimi, la quantità inedita nel mondo animale di sovrastrutture manda in crisi il sistema-individuo;
è una cosa osservabile anche a livello fisiologico tra popolazioni diverse esposte a una stessa dieta:
noi agricoltori da 10mila anni siamo molto più resistenti al diabete rispetto a popolazioni che solo un millennio fa o meno vivevano ancora di caccia e raccolta;
tempi brevissimi comunque.







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