Ed ora una pausa di ristoro, per dirvi che in questo topic nel mio primo post ho fra l'altro scritto

Sigmund Freud col suo libro “L’interpretazione dei sogni”, introdusse il concetto che il mondo onirico potesse fornire le chiavi per aprire l’accesso agli strati profondi e nascosti della psiche.

Evidenziò l’importanza dell’immaginazione nella psicoanalisi e come essa possa influenzare il nostro modo di comprendere la realtà. Considerò l’immaginazione come una forza creatrice nel pensiero e nell’arte.

Scoprì nel sogno la strada principale per l'esplorazione dell'inconscio attraverso l'interpretazione simbolica.

I sogni si manifestano tramite immagini, perciò è necessario, secondo Freud, esplorare sistematicamente il suo linguaggio.

L'attività immaginativa che emerge non solo nei sogni ma anche nello stato di veglia (fantasticherie, immagini creative) è una esperienza normale, non patologica, interagisce con il reale.
Ed ora passiamo da “L’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud all’ingegneria degli incubi, studiati dalla psichiatra canadese Michelle Carr, docente di psichiatria nell’Università di Montreal e autrice del saggio: “Nightmare Obscura”. L’ha recensito la giornalista Federica Colonna per l’inserto culturale del Corriere della Sera dello scorso 21 dicembre. L’articolo è titolato: “L’ingegneria degli incubi per vivere meglio da svegli”.

Conosciamo gli effetti degli incubi (sudorazione, affanno, battito accelerato del cuore) ma non le ragioni profonde.

Perché facciamo sogni inquietanti ? La Carr racconta le ipotesi più avanzate nell’ambito dell’ingegneria dei sogni: è un ramo della ricerca che mira a stimolare il cervello nel sonno per influenzare i sogni a scopo terapeutico.

Questa psichiatra negli ultimi vent’anni ha trascorso centinaia di notti ad osservare le persone dormire nel laboratorio dell’Università, arredato come una confortevole stanza d’albergo. Qui ha monitorato le onde cerebrali e la frequenza cardiaca per cercare di capire cosa avviene nel cervello durante un’esperienza onirica minacciosa.

La sua conclusione: sogni e incubi hanno una funzione evolutiva e sono importanti per la nostra vita da svegli. “Sognare ci aiuta a elaborare le esperienze”, spiega la psichiatra nel citato libro, pubblicato lo scorso novembre in Usa e nel Regno Unito.

Nei sogni non solo incorporiamo i ricordi recenti ma creiamo collegamenti con esperienze passate: un sogno alla volta, costruiamo il nostro sistema di archiviazione interno, che è fondamentale per organizzare la memoria autobiografica, per capire chi siamo e come comportarci in futuro. In questo quadro assumono significato anche i piccoli incubi, che la Carr denomina “sogni di inefficacia”: tornare a scuola impreparati, fallire un esame, perdere le chiavi. Sono esperienze oniriche in cui lo stress emotivo è incorporato in una scena quotidiana fallimentare.

Non solo questi sogni insidiosi ci aiutano a liberarci dal peso di un’emozione in uno scenario ricreato a livello neurale, ci allenano anche a estrapolare dall’ansia una parte performante.

La psichiatra cita una ricerca in cui studenti che hanno avuto un sogno ansioso prima di un esame importante, sono andati meglio nella prova.

Esistono però anche gli incubi patologici che fanno balzare dal letto e alimentano strategie per evitare il sonno. Chi li ripete più volte a settimana, spiega la Carr, dice di sentirsi in cattiva salute. E’ come se tra i neuroni del sognatore patologico il meccanismo che genera lo scenario onirico si inceppasse impedendo al sogno di completare la propria funzione biologica.

Carr consiglia di trattare direttamente l’incubo tramite tecniche mirate, dalla semplice ri-narrazione del sogno, immaginando per esempio un finale diverso e positivo dell’incubo ricorrente, fino a pratiche (stimolazioni sensoriali, visualizzazioni, mindfulness) che consentano di sviluppare un piccolo grado di consapevolezza durante i cosiddetti “sogni lucidi”. Un’esperienza che lei stessa ha sperimentato, descrivendola come una simulazione immersiva: “Nel sogno lucido diventiamo consapevoli mentre stiamo ancora dormendo. Così assumiamo un controllo sul sogno stesso”.

Nei sogni lucidi riscriviamo la trama di un incubo come sceneggiatori della mente e mettiamo in atto un livello di pro-attività. Quando le persone maturano l’abilità di orientare l’azione onirica acquisiscono maggiore empowerment anche nello stato di veglia, sviluppano più creatività e fiducia.