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Discussione: Metal detector

  1. #31
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    L'impressione che oggi i tempi siano peggiori ce l'ho anche io ma forse dipende sia dall'informazione di cui siamo continuamente bombardati con continui casi di cronaca nera
    forse è anche che da giovani ci sentivamo immortali e invincibili, avevamo meno paura; gli altri giovani, per quanto potessero essere minacciosi, eravamo in grado di capirli; per i ragazzi di oggi, Hassan e Chung sono i compagni di classe, non una categoria;

    certo, anche io sono vecchio: la trap mi fa cagare, ma è giusto che i sedicenni abbiano la loro musica che non piace ai vecchidemme;
    l'unica cosa che deploro è la moda di radersi la patata; 'u pilu ha un suo perché, anche come protezione; vabbè, tanto la cosa non mi riguarda comunque più, perché quella generazione sotto i 40 non la vedo nemmeno
    c'� del lardo in Garfagnana

  2. #32
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    Buongiorno Nina, le signore e i signori di questa comunità virtuale penso che conoscano il loden. Non sono adolescenti.

    Stamane mi hai “illuminato”. Ero convinto che il loden fosse un tipo di cappotto. Ho scrutato in Internet ed ho appreso che, nell’ambito della moda, per loden s’intende un pregiato tessuto di lana cardata con superficie ruvida.

    Il cappotto in loden era di colore verde bottiglia, ma disponibile anche in grigio, blu o cammello. Nato come abbigliamento funzionale per i contadini del Tirolo, il loden divenne un capo d'abbigliamento elegante e versatile.

    Il cappotto Loden fu di moda negli anni ’70 e ’80.

    Ho citato gli anni ’70, allora ho il pretesto per allungare il brodo e affliggervi, ricordando alcuni avvenimenti.

    Quel decennio fu un periodo di significativi cambiamenti: lo scontro tra destra e sinistra diventò tragico.

    Le lotte operaie e studentesche culminarono nel cosiddetto “Autunno caldo” del 1970.

    Si svolsero tre elezioni politiche (1972, 1976 e 1979) nelle quali la Democrazia Cristiana rimase stabile al 38%, il Pci subì più variazioni (dal 27% del 1972 al massimo dei voti conseguiti nel 1976 quando superò il 34% per poi scendere al 30%.

    I partiti classificabili come nuova sinistra (dallo Psiup al dup, da Dp al Manifesto e al Mpl), che si consideravano interpreti e rappresentanti delle lotte, non riuscirono ad arrivare al 2%; nel 1972 il Psiup (che era stato fondato in opposizione all’ingresso del Psi nel governo) non ottenne nessun seggio e si sciolse.

    Le stragi terroristiche, come quella di Gioia Tauro nel 1970; nel 1974 in piazza della Loggia a Brescia, due stragi sui treni, l’uccisione di Aldo Moro nel 1978; le “gambizzazioni” verso giornalisti e altri professionisti erano diventate una “moda”;

    27 novembre 1970. Manila (Filippine): attentato a Paolo VI nell’ultima tappa del viaggio del pontefice in Asia e Oceania.

    le riforme legislative (varo della legge sul divorzio, della riforma psichiatrica, ecc.);

    la crisi energetica.

    Il 15 marzo 1972 l’editore Giangiacomo Feltrinelli muore dilaniato da una carica di dinamite che stava collocando su un traliccio dell’energia elettrica a Segrate.

    17 maggio: viene ucciso a Milano il commissario Luigi Calabresi.

    21 maggio: un pazzo sfregia a martellate la “Pietà” di Michelangelo Buonarroti nella basilica di San Pietro.

    5 settembre: un commando di 8 feddayn palestinesi entra nel villaggio olimpico di Monaco di Baviera durante le Olimpiadi di Monaco e sequestrano gli atleti israeliani. Rimangono uccise 17 persone.

    Ecc. ecc.
    Caro Doxa, scusa ma te lo devo proprio "dire". Non è che te ne puoi uscire citando come un Bignami qualche fatto "rilevante" per la storia del Paese. Devi anche inquadrare gli accadimenti, cioè ogni singolo episodio che citi va collocato in un preciso contesto politico e anche a livello internazionale. Gli attentati di cui parli hanno una accezione rappresentativa di uno stato di cose "reale" di cui quei fatti sono solo l'epifenomeno. Ti potrei citare la logica bipolare che interessava all'epoca il rapporto tra Nazioni, insomma la logica di "contenimento e reciproco timore" di una guerra nucleare innescata da un potenziale default della situazione internazionale stessa. Per quanto riguarda il contesto interno, nostro, italiano, ripeto, gli attentati che sommariamente hai descritto derivano da cause precise e cioè la "contestazione sociale" con i postumi terroristici che sfociano nel delitto Moro. E su quest'ultimo ci si potrebbe scrivere anche libri come quelli della Kaos Edizioni. Insomma ci sarebbe tanto da dire e hai ragione nel sostenere che qui siamo su un forum e ci dobbiamo rilassare. Probabilmente tu hai l'età per farlo. Io no. Però ripeto elencare senza argomentare fatti storici mi pare un po' riduttivo. Per la storia non per me.

  3. #33
    Opinionista L'avatar di Ninag
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    difficilmente, per gli ultimi tre secoli
    Non ti facevo così agè,
    però il tuo discorso contiene una specie di filosofia implicita, di un presente decadente a fronte di un passato migliore; è un'opinione vecchia di millenni, e non la giudico nel merito;
    .

    Vivere è un gioco complicato per tutti, non sto dicendo che il passato era fantastico, meraviglioso, se posso esprimere il mio pensiero da comune mortale, mi chiedo solo perché abbiamo dovuto rinunciare ad alcune cose che un tempo erano normali, come già detto da Doxa nel suo post sulle apparenze, credo che in una certa qual misura esse si rendano necessarie anche solo per il quieto vivere.
    Se perdiamo di vista il punto essenziale, ovvero la nostra umanità, pur possedendo agiatezze o beni, e tutte le tecnologie che il mondo attuale ci consente, abbiamo perso la nostra battaglia in partenza, primo il rispetto per noi stessi, in secondo luogo per gli altri. Questo dovrebbe valere per ogni essere umano, nulla di complicato.

  4. #34
    Opinionista L'avatar di Ninag
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    Citazione Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
    Bene, dal “metal detector” al viale delle rimembranze: “nun se famo manca niente, dicheno a Roma”; ma si “continuiamo a farci del male”, direbbe il regista Nanni Moretti (nel film del 1984 “Bianca”).

    Axe ha scritto



    Il giovane Axe negli anni ’70: indossa l’eskimo di cotone con colorazione verde militare.

    Inizialmente in vendita nei negozi di articoli ex militari, l'eskimo divenne un giaccone di moda dopo le rivolte studentesche del 1968.

    Veniva indossato da maschi e femmine come segno di riconoscimento della cosiddetta “controcultura”, nella quale si riconoscevano i militanti e i simpatizzanti della sinistra.

    L'eskimo era un giaccone in cotone, impermeabile e non, lungo fino alle ginocchia o a mezza coscia, dotato di cappuccio cucito alla giacca e chiudibile sul davanti con una coppia di bottoni metallici, dotato di larghe tasche, chiuso con cerniera lampo, bottoni a pressione metallici; C’erano quelli con la pelliccia sintetica interna, staccabile.

    Gli anni '70 furono il decennio della cosiddetta “liberazione femminile”, le marce per la parità dei diritti tra i sessi.

    Se vi va possiamo continuare ad argomentare dalle rivolte studentesche del ’68 agli anni ’80.

    Grazie per questo viaggio nel tempo e nella storia.

  5. #35
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    ..ancor meno per quanto riguarda montgomery sfoderato con lacciuoli in cuoio e "bottoni" di legno, jeans rifle con due/tre dita di risvolto, giaccone di lana a quadroni rosso/nero, sfoderato, da "boscaiolo canadese"...delle boutiques di via Sannio..
    Il montgomery sfoderato, ovvio che era un capo super desiderato, ah le mode...

  6. #36
    Opinionista L'avatar di Ninag
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    Citazione Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
    Io lo so.
    Pure io ho portato il loden quando frequentavo le superiori e potevo scegliere come vestirmi, il primo grigio, il secondo color cammello, ma per un breve periodo credo alle medie inferiori ho indossato anche l'eschimo che mi comprava mia madre
    Che epoca... ricordo vagamente anche degli scarponcini. Anche se facevo fatica a resistere alle scarpette rosse di Bruno Magli.

  7. #37
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    Stamane mi hai “illuminato”. Ero convinto che il loden fosse un tipo di cappotto. Ho scrutato in Internet ed ho appreso che, nell’ambito della moda, per loden s’intende un pregiato tessuto di lana cardata con superficie ruvida.
    Sì è vero, loden era la stoffa pesante che si usava per produrre quei cappotti, era comunque un modo per definire il cappotto.

  8. #38
    Opinionista L'avatar di Ninag
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    Per quanto riguarda il contesto interno, nostro, italiano, ripeto, gli attentati che sommariamente hai descritto derivano da cause precise e cioè la "contestazione sociale" con i postumi terroristici che sfociano nel delitto Moro. E su quest'ultimo ci si potrebbe scrivere anche libri come quelli della Kaos Edizioni. Insomma ci sarebbe tanto da dire e hai ragione nel sostenere che qui siamo su un forum e ci dobbiamo rilassare. Probabilmente tu hai l'età per farlo. Io no. Però ripeto elencare senza argomentare fatti storici mi pare un po' riduttivo. Per la storia non per me.
    Era un'epoca molto complessa di cui ancora oggi si sa veramente poco, riassumere quelli eventi in un post sarebbe impossibile per chiunque, ti faccio l'esempio di Bologna, con la bomba che esplode alla stazione il 2 agosto 1980 provoca 85 morti e 200 feriti.
    Ancora oggi non si è sicuri di chi siano stati i mandanti. Chi aveva bisogno della strategia stragista, la storia ha molti risvolti più di quelli che noi possiamo intuire.

  9. #39
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    Vivere è un gioco complicato per tutti, non sto dicendo che il passato era fantastico, meraviglioso, se posso esprimere il mio pensiero da comune mortale, mi chiedo solo perché abbiamo dovuto rinunciare ad alcune cose che un tempo erano normali, come già detto da Doxa nel suo post sulle apparenze, credo che in una certa qual misura esse si rendano necessarie anche solo per il quieto vivere.
    Se perdiamo di vista il punto essenziale, ovvero la nostra umanità, pur possedendo agiatezze o beni, e tutte le tecnologie che il mondo attuale ci consente, abbiamo perso la nostra battaglia in partenza, primo il rispetto per noi stessi, in secondo luogo per gli altri. Questo dovrebbe valere per ogni essere umano, nulla di complicato.
    io non saprei dire se effettivamente perdiamo;
    nemmeno ne voglio fare un discorso socio-politico; ti chiedo perché tante volte mi sono voltato indietro, pensando a un passato di cui ho avuto momentanea nostalgia; in alcuni casi, giustificata, ma per un brevissimo tempo; perciò, ho fatto un esercizio di realismo e ho ricostruito elementi di oggettiva infelicità e oppressione, sempre relative e poco drammatiche;

    forse pensare che l'oggi è peggio di ieri è un modo per infliggersi una punizione; al tempo stesso, le sofferenze del passato spesso si rimuovono, oppure si spolverano di zucchero a velo, perché testimoniano della nostra forza, e questo ci piace; gente che in caserma ha bestemmiato ogni due per tre per un anno, qualche decennio dopo te ne parla come il periodo più bello della sua vita; una relazione devastante, ma 20 anni dopo uno pensa: chissà come sarebbe stato se... ma chissà cosa ?

    certo, invecchiando si desidera meno, e la paura prevale; però non so a quanto serva questo gioco a svalutare il presente; o il gerundio
    c'� del lardo in Garfagnana

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