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Discussione: Metal detector

  1. #76
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    .
    Non ho detto di avere la soluzione per risolvere i problemi sociali, ma ripartire dai modelli educativi non sarebbe male e per quanto la cosa sia desueta anche dalle famiglie.
    magari... ma quali famiglie, e quali modelli ? perché educare implica offrire qualcosa di desiderabile in cambio, contando di avere autorevolezza e credibilità;
    a me pare che le generazioni degli educatori siano totalmente prive di una qualsiasi idea di convivenza civile; chi educa ? l'evasore fiscale ? chi giustifica Putin, o Trump, o Netanyahu ? o chi fa il pesce in barile e tiene sempre il piede in tre staffe ? don Abbondio ?
    avessi 20 anni, li guarderei, e mi direi: ma io voglio essere come loro ? indovina la risposta
    c'� del lardo in Garfagnana

  2. #77
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    magari... ma quali famiglie, e quali modelli ? perché educare implica offrire qualcosa di desiderabile in cambio, contando di avere autorevolezza e credibilità;
    Tutte le famiglie, non credo che esista un modello, famiglia è dove ti senti bene, è casa. Iniziare col conoscersi, essere consapevoli di sé si riconoscendo le proprie debolezze e i propri punti di forza senza distorsioni, accogliendo ogni aspetto della propria personalità con accettazione e curiosità. Avere capacità di percepire e comprendere ciò che accade fuori di noi e capire le motivazioni profonde dei nostri comportamenti. Già questa sarebbe una base da cui partire, ma capiamo tutti quanto ciò sia difficile e faticoso.

  3. #78
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    Tutte le famiglie, non credo che esista un modello, famiglia è dove ti senti bene, è casa. Iniziare col conoscersi, essere consapevoli di sé si riconoscendo le proprie debolezze e i propri punti di forza senza distorsioni, accogliendo ogni aspetto della propria personalità con accettazione e curiosità. Avere capacità di percepire e comprendere ciò che accade fuori di noi e capire le motivazioni profonde dei nostri comportamenti. Già questa sarebbe una base da cui partire, ma capiamo tutti quanto ciò sia difficile e faticoso.
    forse mi sono spiegato male; si parlava di educazione al civismo, non psicologica;
    una famiglia ti insegna quello che puoi, non puoi, e devi fare; e, soprattutto, in nome di che; perché poi il prezzo lo pagano quelle generazioni; tipo, ti insegnano Patria e Obbedienza, poi ti ritrovi in Russia, la tua città bombardata, e il paese invaso; oppure non ti insegnano che le tasse si pagano, ma poi crolla il ponte o deraglia il treno, la TAC tra 2 anni, quando sei già morto; gli immigrati no; ma poi chi rifà il manto stradale e raccoglie la frutta visto che siamo tutti vecchi ?

    tu che mondo hai in mente ? magari conosci un posto dove le cose vanno meglio, e si potrebbe prendere ad esempio.
    c'� del lardo in Garfagnana

  4. #79
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    forse mi sono spiegato male; si parlava di educazione al civismo, non psicologica;
    una famiglia ti insegna quello che puoi, non puoi, e devi fare; e, soprattutto, in nome di che; perché poi il prezzo lo pagano quelle generazioni; tipo, ti insegnano Patria e Obbedienza, poi ti ritrovi in Russia, la tua città bombardata, e il paese invaso; oppure non ti insegnano che le tasse si pagano, ma poi crolla il ponte o deraglia il treno, la TAC tra 2 anni, quando sei già morto; gli immigrati no; ma poi chi rifà il manto stradale e raccoglie la frutta visto che siamo tutti vecchi ?

    tu che mondo hai in mente ? magari conosci un posto dove le cose vanno meglio, e si potrebbe prendere ad esempio.
    Se non poniamo le basi del vivere civile, partendo da noi stessi vana sarà ogni possibilità, a me hanno insegnato a pensare e non fermarmi alle apparenze, giusto o sbagliato che sia.
    Sappiamo tutti quanto è complessa la situazione in ogni paese, se esistesse un mondo ideale sarebbe comunque un'utopia.
    Dalla mia esperienza fatta nei vari viaggi, non posso dire di aver visto un luogo ideale, l'Inghilterra non mi piace brutto clima, la Francia ha perso lo smalto, la Spagna ha avuto qualche momento ma mi pare sia sulla via del declino.
    In Africa ho visto la vera fame, i tropici sono interessanti, ma a rischio uragani, gli Stati Uniti per come sono adesso, manco per sbaglio.
    Un peccato che l'Italia sia stata trattata a pesci in faccia, abbiamo o meglio avevamo un bel clima, coste meravigliose, monumenti come nessuno al mondo.
    Tu hai in mente qualcosa?

  5. #80
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    Tu hai in mente qualcosa?
    io lascerei perdere il clima; però ho in mente una domanda:
    immagina di far parte di una o più tra queste categorie:
    a) donna;
    b) povera;
    c) anziana e/o pensionata;
    d) bambina;
    e) malata;
    f) minoranza, etnica, di orientamento sessuale o religioso;
    g) in disaccordo con l'orientamento politico prevalente;

    in quale paese vorresti vivere ?

    ps. chi avrebbe "preso a schiaffi l'Italia" ? e poi, cosa intendi per "Italia" ? i cittadini, tutti, a prescindere dai loro comportamenti ? chissà se una signora di Pordenone o Cuneo ha pensieri, mentalità e abitudini più simili a una di Graz o Nizza, oppure di Benevento o Lecce...
    c'� del lardo in Garfagnana

  6. #81
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    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    io lascerei perdere il clima; però ho in mente una domanda:
    immagina di far parte di una o più tra queste categorie:
    a) donna;
    b) povera;
    c) anziana e/o pensionata;
    d) bambina;
    e) malata;
    f) minoranza, etnica, di orientamento sessuale o religioso;
    g) in disaccordo con l'orientamento politico prevalente;

    in quale paese vorresti vivere ?

    ps. chi avrebbe "preso a schiaffi l'Italia" ? e poi, cosa intendi per "Italia" ? i cittadini, tutti, a prescindere dai loro comportamenti ? chissà se una signora di Pordenone o Cuneo ha pensieri, mentalità e abitudini più simili a una di Graz o Nizza, oppure di Benevento o Lecce...
    Italia in senso geografico, poi se vogliamo abbiamo anche una lingua in comune che viene usata in tutti gli ambiti sociali, chiaramente per chi non conosce la lingua ci sono i mediatori culturali.
    Io comunque sono una donna. è grave?

  7. #82
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    Non hai risposto alla domanda? Tu quale paese avresti in mente?
    ps. chi avrebbe "preso a schiaffi l'Italia" ?
    Spesso l'Unione Europea, ci trattati come figli di un dio Minore, ricordo ancora quando la Merkel che Sarkozy si divertivano un mondo.
    Ultima modifica di Ninag; 06-02-2026 alle 20:27

  8. #83
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    Non hai risposto alla domanda? Tu quale paese avresti in mente?
    io cercherei di imitare proprio quelli che "ci" avrebbero preso a schiaffi: per alcune cose, Francia - la scuola - Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Norvegia, Svizzera...
    Spesso l'Unione Europea, ci trattati come figli di un dio Minore, ricordo ancora quando la Merkel che Sarkozy si divertivano un mondo.
    quelli ridevano del Bunga-Bunga e delle "cene eleganti"; io non ho preso schiaffi;

    se poi siamo ritenuti spesso poco affidabili, c'è tanta storia di mezzo: abbiamo iniziato due guerre mondiali da una parte, finendole dall'altra; nella seconda, abbiamo pugnalato i francesi in ginocchio, già coi tedeschi alle porte di Parigi; bello, no ?
    quando c'era la Guerra fredda, commerciavamo sottobanco coi romeni; negli anni 70, abbiamo stipulato un patto coi palestinesi, il cd Lodo Moro: lasciavamo passare armi ed esplosivi purché non facessero attentati da noi, ma dagli amici e alleati; disonore in cambio di pace; ma non ha funzionato, perché le fazioni erano in disaccordo; così abbiamo avuto disonore, e svariati sanguinosi attentati; bellissimo, no ?

    siamo i campioni mondiali del "chiagni e fotti", nonché della smemoratezza; abbiamo un patrimonio medio pro-capite superiore a quello dei tedeschi, ma il triplo del debito e servizi scadenti; quanto siamo fighi, eh ?
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  9. #84
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    Io comunque sono una donna. è grave?
    dipende dai gusti; tu fossi nata fuori dall'UE, magari in Iran, Afghanistan o Pakistan, o in quelle simpatiche culture dove ti danno in sposa bambina o ti praticano mutilazioni genitali, o sei sostanzialmente una schiava, che a 40 anni ne dimostra 80, magari ti piacerebbe, se hai un tratto masochista
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  10. #85
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    Quelli ridevano, ma anche Sarkozy ride poco adesso però ha scritto un libro" Diario di un prigioniero", una sorta del conte di Montecristo.

    Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Norvegia, Svizzera.
    La Germania che non ha restituito un dollaro di ciò che ha avuto nel dopo guerra, adesso i nodi stanno venendo al pettine, con le loro sfrenate politiche la crisi industriale è enorme, la Deutsche Bank ha un debito talmente grande che la fossa delle Marianne in confronto è una pozzanghera. La Svizzera che raccoglie di tutto di più, ma non paga mai pegno. Svezia e Norvegia stanno crollando sotto il peso di una forte immigrazione che sta completamente cambiando la loro società un tempo vista come aperta. Della Danimarca salvo la corona danese, almeno non hanno l'euro. Paesi bassi, hanno l'agricoltura al collasso per l'arrivo di merci a buon prezzo da altre zone. Se qua non si ride, là hanno poco da festeggiare.
    Per mia fortuna sono nata in Italia, per male che vada, possiamo sempre cercare di migliorare.
    Poteva capitare anche a te di nascere in Sud Africa essere di colore, nel periodo in cui c'era l'apartheid, non che adesso in molte zone dell'Africa sia tutto rose e fiori per la popolazione. Certo se si possiedono le miniere è altra cosa.

  11. #86
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    Quelli ridevano, ma anche Sarkozy ride poco adesso però ha scritto un libro" Diario di un prigioniero", una sorta del conte di Montecristo.
    mica è tifo calcistico o personalizzazione
    Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Norvegia, Svizzera.
    La Germania che non ha restituito un dollaro di ciò che ha avuto nel dopo guerra, adesso i nodi stanno venendo al pettine, con le loro sfrenate politiche la crisi industriale è enorme, la Deutsche Bank ha un debito talmente grande che la fossa delle Marianne in confronto è una pozzanghera.
    Deutsche Bank è un istituto privato, non la Banca centrale, lo sai vero ?

    non lo dico per pignoleria, ma per un fatto macroscopico: il trattato di Maastricht - 34 anni fa, mica ieri - oltre alla moneta unica e altro, stabiliva la perfetta mobilità dei capitali; che significa ? significa che con un click puoi comprare azioni, obbligazioni e titoli di stato "tedeschi" ("francesi", ecc... ); per questo ti chiedo che intendi per "Italia"; se il tuo patrimonio mobiliare fosse investito in titoli di stato tedeschi, sarebbe Bundesbank a tutelarti;

    non so dove tu abbia letto informazioni economiche sulla Germania; fatto sta che il problema di quel paese è che l'economia è talmente sicura da avere tassi negativi; cioè, devi pagare per comprare i titoli di stato, tanto il mercato - che non fa sconti a nessuno - li reputa sicuri; è un problema perché così i fondi-pensione non rendono; ma gli stipendi sono il doppio o più di quelli italiani; il welfare ti paga lauti assegni famigliari per ogni figlio, anche oltre la maggiore età;
    La Svizzera che raccoglie di tutto di più, ma non paga mai pegno. Svezia e Norvegia stanno crollando sotto il peso di una forte immigrazione che sta completamente cambiando la loro società un tempo vista come aperta.
    crollano ? per ora, hanno gli indici più alti per qualità della vita; qualcuno è scontento perché ha 98 invece di 100;
    Della Danimarca salvo la corona danese, almeno non hanno l'euro.
    senza l'euro l'Italia sarebbe finita in bancarotta da 30 anni, per un motivo aritmetico, che potrebbe capire anche chi non abbia mai aperto un testo base di economia:
    avere la moneta comune con paesi a valuta molto forte, significa prendere a prestito i soldi per produrre o consumare a tassi molto bassi, come media: ai tedeschi conveniva - anche se erano riluttanti; l'euro è stato loro imposto da Mitterrand, in cambio del via-libera all'unificazione; ma col vantaggio di esportare di più; ci sei ?

    per l'Italia è stata una mano santa, per tutti, e non capirlo è davvero grave in termini di comprensione del mondo in cui viviamo, per questi motivi:
    a) lo stato emette titoli per finanziarsi, pagare i medici, gli insegnanti, la polizia, le infrastrutture; il tasso reale in Italia sarebbe del 15/16%, mentre ora è attorno al 2%; più sono alti i tassi, meno la gente comune, che non vuole vedersi congelati pochi risparmi di cui può avere bisogno, si fida, e più si diventa bersaglio della speculazione;

    b) se tu hai un'impresa la cui domanda è rigida al prezzo, il top del lusso, certi trasporti e poco altro, puoi permetterti tassi alti, perché li scarichi sul prezzo;
    ma se tu hai un piccolo commercio, hai necessità di 20mila euro di utile per vivere e prendi a prestito 100mila ogni anno per i tuoi costi, con un tasso del 2%, a scadenza dovrai restituire 102, e incassare 122;
    ma se il tasso è 16, per campare dovrai incassare 136;
    e quando la quasi totalità delle imprese è piccola - quindi con poco capitale e scarsa capacità di investire e crescere - quei 14 punti di differenza sono il più delle volte una condanna a morte sicura, perché la domanda del tuo prodotto si contrae;

    c) idem una famiglia che si vuol comprare casa: un conto è un mutuo al 2%; un altro al 16; se non sei un lavoratore indispensabile nel settore del lusso, nessun datore di lavoro ti aumenta lo stipendio del 16%, consentendoti di pagare il mutuo;

    sta cosa di incolpare l'euro è andata di moda 10/15 anni fa; oggi sono di più i terrapiattisti,
    Paesi bassi, hanno l'agricoltura al collasso per l'arrivo di merci a buon prezzo da altre zone. Se qua non si ride, là hanno poco da festeggiare.
    paese che conosco bene; ci vado spesso, da 30 anni; ti assicuro che agli Italiani viene la lacrimuccia e poi l'incazzatura nel vedere come funziona tutto e la qualità della vita, nonostante il tempo di merda; l'Olanda non campa di agricoltura, ma di tecnologia, ricerca, logistica e commercio; tanta edilizia, un cantiere continuo, città bellissime, ben tenute, case per tutti; la casetta popolare dell'immigrato è molto più bella dell'appartamento medio di una periferia italiana;
    Per mia fortuna sono nata in Italia, per male che vada, possiamo sempre cercare di migliorare.
    Poteva capitare anche a te di nascere in Sud Africa essere di colore, nel periodo in cui c'era l'apartheid, non che adesso in molte zone dell'Africa sia tutto rose e fiori per la popolazione. Certo se si possiedono le miniere è altra cosa.
    ho capito: non mi rispondi perché non ti immedesimi in nessuna categoria fragile, quindi non ti importa un fico secco della questione; questo è legittimo e comprensibile; basta intendersi;
    però, se ti chiedi: come siamo arrivati a... c'è qualcosa di sbagliato, ecc... forse il problema è che ti sei un po' distratta, perché nel frattempo per te andava tutto benone.
    c'� del lardo in Garfagnana

  12. #87
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    Non so dove tu abbia letto informazioni economiche sulla Germania; fatto sta che il problema di quel paese è che l'economia è talmente sicura da avere tassi negativi; cioè, devi pagare per comprare i titoli di stato, tanto il mercato - che non fa sconti a nessuno - li reputa sicuri; è un problema perché così i fondi-pensione non rendono; ma gli stipendi sono il doppio o più di quelli italiani; il welfare ti paga lauti assegni famigliari per ogni figlio, anche oltre la maggiore età;
    Crisi Industriale: Settori chiave come chimica, metalli e meccanica sono in difficoltà, con calo della competitività.
    Costo Energia: L'alto prezzo del gas e la dipendenza energetica hanno colpito duramente l'industria.
    Situazione Sociale: Aumento del numero di persone a rischio povertà (oltre 13 milioni nel 2025) e disuguaglianza crescente.
    Debito Pubblico e Urbano: Aumento del debito pubblico e delle città, con livelli preoccupanti.
    Produzione Industriale: Non si è ancora ripresa post-pandemia.

    ho capito: non mi rispondi perché non ti immedesimi in nessuna categoria fragile, quindi non ti importa un fico secco della questione; questo è legittimo e comprensibile; basta intendersi;
    però, se ti chiedi: come siamo arrivati a... c'è qualcosa di sbagliato, ecc... forse il problema è che ti sei un po' distratta, perché nel frattempo per te andava tutto benone.
    .
    Non ho capito per quale motivo dovrei immedesimarmi nelle" categorie fragili", è un esercizio di fantasia?

    Paese che conosco bene; ci vado spesso, da 30 anni; ti assicuro che agli Italiani viene la lacrimuccia e poi l'incazzatura nel vedere come funziona tutto e la qualità della vita, nonostante il tempo di merda; l'Olanda non campa di agricoltura, ma di tecnologia, ricerca, logistica e commercio; tanta edilizia, un cantiere continuo, città bellissime, ben tenute, case per tutti; la casetta popolare dell'immigrato è molto più bella dell'appartamento medio di una periferia italiana;
    Sui Paesi Bassi, infatti, ho parlato di agricoltura, non di tutta l'economia.

    Se l'argomento ti interessa fai un tread sull'argomento.
    Mi pare che tu stia rovesciando il paradigma iniziale, che partiva dal fatto che ci sono dei problemi. La domanda è, come possiamo risolverli?
    Sulla questione banche; lo sappiamo che sono tutte private. Compresa la BCE.

    ai tedeschi conveniva
    Alla Germania l'euro conveniva, questa è una certezza.
    Che l'Italia senza l'euro sarebbe fallita è un'ipotesi, ma non abbiamo nessuna prova.

  13. #88
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    Citazione Originariamente Scritto da Ninag Visualizza Messaggio
    Crisi Industriale: Settori chiave come chimica, metalli e meccanica sono in difficoltà, con calo della competitività.
    Costo Energia: L'alto prezzo del gas e la dipendenza energetica hanno colpito duramente l'industria.
    Situazione Sociale: Aumento del numero di persone a rischio povertà (oltre 13 milioni nel 2025) e disuguaglianza crescente.
    Debito Pubblico e Urbano: Aumento del debito pubblico e delle città, con livelli preoccupanti.
    Produzione Industriale: Non si è ancora ripresa post-pandemia.
    tutte ste cose a partire da livelli altissimi di performance; come dire che Bolzano perde tre posizioni come qualità della vita, da prima che era; non è che se Taranto ne guadagna tre, da 66, a Taranto si sta meglio;
    Non ho capito per quale motivo dovrei immedesimarmi nelle" categorie fragili", è un esercizio di fantasia?
    perché la condizione dei fragili è il primo indicatore della qualità della vita civile, della concordia, ecc... cioè gli elementi che ritenevi difettivi;

    Se l'argomento ti interessa fai un tread sull'argomento.
    Mi pare che tu stia rovesciando il paradigma iniziale, che partiva dal fatto che ci sono dei problemi. La domanda è, come possiamo risolverli?
    esatto; io suggerivo di emulare i paesi dove quei problemi sono affrontati meglio; ma tu puoi anche indicarne altri;
    Sulla questione banche; lo sappiamo che sono tutte private. Compresa la BCE.
    no, BCE non è affatto privata, come non lo sono le Banche centrali nazionali; il fatto che nei board di quelle istituzioni siedano anche soggetti privati serve solo a garantire i cittadini da malversazioni politiche;

    gli istituti di emissione di moneta sono sempre indipendenti e spesso cooptano privati, perché i governi potrebbero comprare il consenso a debito; che è quello che vorrebbe fare ora Trump con la FED;
    Alla Germania l'euro conveniva, questa è una certezza.
    beh, allora devi spiegare perché Mitterrand abbia ricattato Kohl, e quest'ultimo abbia fatto una fatica immane per far ingoiare il rospo ai tedeschi;
    Che l'Italia senza l'euro sarebbe fallita è un'ipotesi, ma non abbiamo nessuna prova.
    abbiamo la performance peggiore d'Europa coi tassi bassi, figurati con quelli della liretta;

    io ti dico che senza l'euro, l'Italia-nazione non ci sarebbe proprio più, perché le regioni del nord avrebbero imposto una secessione fiscale, per tenersi il residuo del gettito, che ora va in compensazione;
    Berlusconi per un po' ha cooptato la Lega-nord, e il risultato è che la quasi totalità dei lavori pubblici negli ultimi 30 anni si è fatta nelle regioni del nord;
    senza formale secessione, basta l'idea dell'aliquota fissa e bassa di Salvini:
    siccome il gettito è tutto al nord - e Roma, per le sedi - con aliquota bassissima le regioni e i comuni dove c'è gettito recuperano; al sud si attaccano, e tanti saluti a "l'Italia";
    perché il senso di tutto questo è che io voglio la metro che da Sesto prolunga e arriva in centro a Monza, e se in Sicilia non hanno acquedotti, treni e autostrade, cazzi loro; io non voglio che ogni anno 5mila euro delle mie tasse si spendano fuori dalla Lombardia;
    senza UE, BCE ed euro, chi mai avrebbe impedito la radicalizzazione di questa cosa, comunque già evidente ?
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  14. #89
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    Dal metal detector alla secessione fiscale: mah! Meglio tornare al quesito iniziale di Nina e rispondere che non è stata la scuola ad aver fallito, ma l'educazione. Quando vediamo per strada bambini nel passeggino tenuti buoni da uno smartphone, con adulti sempre più assenti, quali modelli educativi potranno mai ricevere quegli infanti divenuti poi fanciulli e adolescenti? La violenza per la violenza! Sempre più adulti hanno abdicato al ruolo educativo in favore della cura dell'io, del tempo libero, del lavoro frenetico, dell'aperitivo, del calcetto. Chi semina vento, raccoglie poi inevitabilmente tempesta. Il problema non sono i ragazzi, ma gli adulti. In una società dove vige la legge del più forte, dove il metal detector ha sostituito l'educazione ai Valori, al Rispetto, alla Civile Convivenza....che vogliamo aspettarci? Quando viene meno il concetto stesso di autorità, con professori, medici dei pronto soccorso, allenatori di pulcini aggrediti e malmenati dai genitori....il "modello" per i ragazzi diventa quello.
    amate i vostri nemici

  15. #90
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    Parole sante le tue, fratel Cono !

    Ti voglio far leggere un vecchio articolo scritto da Marina Carrese, titolato: Tremate, tremate, le streghe son tornate!"

    «Tremate, tremate, le streghe son tornate!» Era uno degli slogan più noti del movimento femminista degli anni '70 ed è riecheggiato nelle recenti manifestazioni in difesa della «194» (intesa come legge, quella sull'aborto, per capirci), durante le quali è stato rispolverato l'intero repertorio di baggianate che in quegli anni imperversavano. A onor del vero, le femministe non ci hanno fatto una gran bella figura nelle loro ultime performance, come la manifestazione nazionale tenuta a Napoli del febbraio scorso, dopo lo scandalo dell'aborto cosiddetto terapeutico eseguito al Policlinico: erano decisamente poche e decisamente retrò, anche per motivi anagrafici, visto che l'età media oscillava intorno ai 60 anni. In ogni caso, complici i media, l'occasione per un ripasso dei vecchi ritornelli non è andata sprecata, a partire da «la 194 non si tocca», vero e proprio mantra ripetuto incessantemente ogni volta che si parla di aborto, a finire alla «libertà di scelta», passando per la fatidica «autodeterminazione delle donne».
    Al giorno d'oggi questi ritornelli hanno un potenziale evocativo meno significativo, perché i concetti che sottintendono sono (ahinoi!) penetrati, in larga parte, nella cultura e nei comportamenti sociali. Ma, negli anni '70, furono alla base di un vistoso movimento, figlio diretto del Sessantotto e importato dall'estero attraverso il "Movimento di liberazione della donna", che sembrava inserirsi nella generale battaglia politica ma invece ne combatteva una ben più devastante sul terreno culturale.

    Seguendo la lezione gramsciana, i rivoluzionari nostrani avevano rinunciato alla conquista armata del potere, anche perché erano pienamente inseriti all'interno delle istituzioni e ne gestivano direttamente larghe fette. Attraverso la strategia dell'egemonia culturale erano penetrati e in parte avevano conquistato i gangli vitali della società: la scuola, le università, la magistratura, la stampa, la RAI, i sindacati, l'arte, il cinema, una parte del clero perfino.

    Alla fine degli anni Sessanta pensarono che i tempi fossero maturi per «il balzo in avanti», l'ultima offensiva sociale per la conquista definitiva e ufficiale del potere statale. Si trattava di scardinare i pilastri dell'identità popolare, che rimanevano saldi perché trasmessi di padre in figlio, di madre in figlia, sfuggendo così l'inquinamento delle istituzioni.

    Al "Movimento Studentesco" fu affidato il compito di agire sul sociale, mettendo in crisi, e abbattendo fin dove possibile, i concetti di autorità, gerarchia, responsabilità, regola, limite, sostituiti poi dalla «coscienza collettiva», dalla «fantasia al potere», dal «vietato vietare» ed da quegli elementi di "lotta sociale" che divennero le incubatrici del terrorismo.

    Il femminismo, invece, fu il grimaldello usato dalla rivoluzione strisciante per scardinare la famiglia, cellula fondamentale della società, come ancora si diceva allora. Il metodo fu, come sempre, quello della dialettizzazione dei rapporti: mogli vs. mariti; figli vs. genitori; madri vs. figli; giovani vs. vecchi (si chiamavano ancora così, allora).

    Va detto che se la strategia ebbe successo fu anche per responsabilità dell'istituto familiare stesso, gradualmente degradato in una serie di ipocrite convenzioni borghesi che poco avevano a che fare con la tradizione culturale e sociale cristiana e con il diritto naturale.

    Ciò nonostante, la famiglia ancora resisteva come tassello basilare della società e svolgeva coerentemente la propria funzione, conservando la continuità ed educando le nuove generazioni, sotto la tutela di leggi che ne riconoscevano la stabilità e il ruolo.

    Il femminismo si mosse contro tutto ciò, con i festosi girotondi, con la moda delle gonnellone a fiori e con la logica della «liberazione della donna dall'oppressione della società maschilista», arrogandosi il diritto di parlare in nome di tutte le donne, autonominandosi rappresentante dell'intera categoria femminile. Le sue parole d'ordine furono «emancipazione» ed «autodeterminazione»: la prima era l'obiettivo dichiarato, la seconda lo strumento per conseguirlo.

    L'assunto era che «le donne» dovessero «realizzarsi», emancipandosi da una serie di secolari «condizionamenti socio-culturali» che le costringevano in uno stato di sottomissione agli uomini: i livelli di istruzione inferiori, le prospettive professionali e retributive penalizzanti, una generica subalternità sociale, il matrimonio, il lavoro domestico, la maternità, la cura dei figli. Il grande inganno fu mescolare fattori sociali a elementi specifici della natura femminile, finendo per convincere un paio di generazioni di donne che la maternità, ad esempio, fosse una condanna imposta loro dalla società maschilista e che per realizzarsi pienamente fosse necessario rifiutarla, rinviarla, controllarla artificialmente e, soprattutto, separarla dalla sessualità che invece andava vissuta liberamente, scrollandosi di dosso al più presto le catene della morale familiare e cattolica.

    Il controllo passava attraverso il «diritto di scelta» cioè la legalizzazione dell'aborto che, da reato, passò ad essere «libero, garantito e gratuito», stabilendo con una legge aberrante che la volontà della madre (e unicamente la sua, il padre non ha voce in capitolo!) abbia assoluta priorità sulla vita del bambino, senza praticamente alcun limite.

    Il movimento femminista ottenne risultati rapidi sul piano legislativo, producendo una profonda trasformazione i cui esiti negativi oggi sono sotto gli occhi di tutti: legge sul divorzio (1970); nuovo diritto di famiglia (1975); legge sull'aborto (1978), solo per citare le principali.

    Il nuovo assetto normativo servì a consolidare le «conquiste delle donne» sul piano culturale, assicurandone la stabilità anche quando, nel corso degli anni '80, il femminismo perse forza disperdendosi in rivoli estremistici e «antagonisti», in riflussi ecologisti, nelle nebbie del new age e in derive esoteriche.
    A quel punto, però, le mine erano già state piazzate nel campo sociale: le generazioni successive sono state allevate alla luce della concezione di vita e di persona che è scaturita dall'assunzione da parte delle donne, spesso inconsapevolmente, di modelli comportamentali, di pensiero e di competizione tipicamente maschili. Per contro, la figura maschile, che non è stata ridefinita da un movimento ideologico uguale e contrario al femminismo, è rimasta incerta di fronte ai mutamenti sociali e familiari, finendo per arrendersi inerte alle pretese delle donne, con la rinuncia a qualsiasi ruolo propositivo nella coppia e nella società, oppure ha acuito la proverbiale renitenza alle responsabilità, approfittando del nuovo potere femminile.
    Il conseguente smottamento della famiglia ha condizionato pesantemente lo sviluppo educativo, psicologico e sociale dei più giovani, sempre più insicuri, instabili, fragili e impreparati ad affrontare le prove della vita.

    Il movimento femminista ha avuto una durata limitata e una visibilità apparentemente folcloristica; in realtà ha conseguito risultati culturali ed identitari di grandissima portata, scuotendo le fondamenta stesse dell'organismo sociale.

    Le conseguenze sono in sviluppo e, paradossalmente, il conto più salato lo pagano proprio le donne: separazioni e divorzi sono in aumento del 50%; 2 milioni sono le famiglie formate da un solo genitore con figli e, nell'87% dei casi, si tratta della madre; il 23% dei nuclei familiari è formato da persone sole, per lo più anziane; il 20% dei bambini nasce al di fuori del matrimonio; il primo figlio arriva quando la madre ha superato i trent'anni; 5 milioni di bambini sono stati abortiti dal 1978 e ogni anno si praticano 130.000 interruzioni legali di gravidanza, alle quali se ne aggiungono almeno 20.000 clandestine e una buona fetta delle 350.000 confezioni di «pillola del giorno dopo» (no, non è un anticoncezionale!) vendute ogni anno in farmacia; il suicidio è la quarta causa di morte violenta negli adolescenti e tocca punte del 16%; il 6% delle donne ha subito violenza (fonte ISTAT).
    Ultima modifica di doxa; 07-02-2026 alle 18:27

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