Volendo sfarfalleggiare con la memoria, rispolverando antiche letture giovanili, non c'é solo Erasmo da Rotterdam...ma anche Nietsche.
"Genealogia della morale"- "Al di là del bene e del male" - "Il crepuscolo degli idoli"
...sfogliando "il bignami dei ricordi" (e cercando libercoli impolverati in cantina)...un suntarello di quello che mi pare aver capito:
- Non esistono "guerre umanitarie"*: esistono esistono poteri abbastanza forti da chiamare morale ciò che possono imporre. (*"guerre umanitarie" é una allocuzione/estrapolazione mia, non di Nietsche)
- Prima viene la volontà di potenza, poi la necessità strategica, infine il vocabolario etico che rende tutto sopportabile alle coscienze lontane.
- I popoli non combattono per il bene: combattono per interessi che, una volta vittoriosi, imparano a chiamarsi valori.
- La morale internazionale nasce spesso così: non per impedire la violenza, ma per darle una biografia rispettabile.
Pero', alla fin fine, credo che Nietzsche non chiederebbe se una guerra sia giusta o ingiusta.
Chiederebbe:
Chi, ha bisogno di chiamarla giusta?
E...perché?
Vassapé





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