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Discussione: Formazione della coppia oggi: crisi, cambiamento o adattamento?

  1. #16
    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    forse potrebbe avvenire in una società molto intellettualizzata, in cui molte persone, anche se non proprio libere dal bisogno, hanno opportunità di investire in attività gratificanti che sollevano la famiglia di alcuni carichi esistenziali e sdrammatizzano la percezione di prigionia;
    Intendi dire (caricaturando, per vedere se ho capito) "Riproduttori/allevatori"? Di tipo "privato" o "socialstatale". Sempre, caricaturando per vedere se ho capito e non per polemica.

  2. #17
    Citazione Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
    Mah, io non la vedrei così.
    Credo sia più che altro una fase di assestamento.
    E in un pianeta dove siamo in deciso sovrannumero non la vedo così tragica se in occidente nascono meno bambini, considerando che invece altrove ne nascono troppi.
    Tutto sommato potrebbe essere un meccanismo di riequilibrio. Certo, questo porterà probabilmente, prima o poi, ad un impoverimento del mondo occidentale, in funzione della crescita di altre aree del mondo. Tutte le civiltà prima o poi sono destinate al declino. E non la trovo una cosa disdicevole.
    Anche se io credo che arriveremo a una concezione diversa di coppia e di famiglia. Io conosco tante donne che i figli li vogliono, ma non necessariamente all'interno di una famiglia tradizionale. Già basterebbe un'apertura ad altri tipi di famiglia, che invece vengono contrastati, per migliorare la situazione.
    Le fasi di assestamento sono normali in ogni processo osservato sul lungo periodo: le società raramente evolvono in modo lineare e hanno già attraversato transizioni demografiche, anche violente, prima di ritrovare nuovi equilibri.

    Mi chiedo però se il nodo interessante non sia tanto il livello riproduttivo globale, quanto la sua localizzazione e le condizioni sociali in cui avviene. Per la prima volta, almeno nelle società ad alta autonomia individuale, la scelta di avere figli sembra separarsi dalla necessità di costruire una coppia stabile come struttura di base. Questo apre a modelli familiari diversi — probabilmente destinati a crescere — ma modifica un equilibrio che per millenni ha legato cooperazione adulta, stabilità relazionale e crescita della prole.

    Stiamo assistendo a un semplice adattamento delle forme familiari, oppure a un passaggio in cui la funzione riproduttiva diventa progressivamente indipendente dalla coppia stessa? Come, mi sembra, ipotizzi Axe.

    E, se così fosse, quali effetti potrebbe avere nel lungo periodo su coesione sociale, trasmissione culturale e sostenibilità dei sistemi costruiti attorno al ricambio generazionale?

  3. #18
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Citazione Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
    Non la chiamerei devianza morale, ma radicamento di una mentalità antiquata
    è lo stesso: un giudizio di inadeguatezza:
    difficile da estirpare. E che, anzi, sta trovando terreno fertile nelle nuove generazioni. Probabilmente figlia delle tante incertezze in cui i giovani vivono oggi. Le idee estremiste attecchiscono sempre in questi contesti.
    probabilmente perché incontra un sentimento diffuso;
    A contrasto l'unica cosa che si può fare è una battaglia culturale seria. Che per fortuna è in atto e che coinvolge anche giovanissimi che invece hanno una mente più aperta e una consapevolezza diversa. Ho intervistato giusto ieri la portavoce di un collettivo femminista. Tutte ragazze universitarie di 24-25 anni. Che mi fanno ben sperare nel futuro.
    E comunque una certa radicazione di mentalità antiquate attecchisce soprattutto laddove vi è povertà culturale. Ed è molto più frequente al sud che al nord. Qui fortunatamente la deriva patriarcale è molto contenuta e trovi molte più persone con la mente aperta di quelle con la mente chiusa.
    il catechismo, pure con le migliori intenzioni, non funziona coi sentimenti;
    io me n'ero accorto nel 94 coi miei amici di sinistra che non capivano quelli della gente che votava Berlusconi e li ballavano come minus habentes da rieducare;

    se vuoi davvero competere con un sentimento, ne devi offrire uno più attraente per l'identità;

    ps. per non restare sul vago, Prodi offrì - per ingenua che fosse - l'idea di diventare "europei", che piaceva molto agli italiani complessati ed esterofili, le comitive ammirate davanti al Louvre, Tate o Van Gogh, un modo per sentirsi più fighi, migliori.
    c'� del lardo in Garfagnana

  4. #19
    Opinionista L'avatar di Ale
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    Citazione Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
    Negli ultimi anni diversi indicatori sociali mostrano un andamento convergente: aumento stabile dei single, riduzione delle convivenze, denatalità persistente e maggiore permanenza fuori da relazioni stabili anche nelle fasce adulte.
    Ne emerge una questione preliminare: oggi le persone si incontrano meno, oppure riescono meno (o ritengono meno necessario) restare insieme nel tempo?
    In prima approssimazione, identifico tre potenziali dinamiche principali:
    Crisi relazionale: difficoltà crescente nella formazione e stabilizzazione della coppia, legata a aspettative relazionali più elevate, maggiore autonomia individuale e minore tolleranza verso relazioni insoddisfacenti.
    Cambiamento strutturale: la coppia non costituisce più l’assetto di riferimento dell’equilibrio personale, ma una possibilità tra altre, reversibile e non centrale nell’organizzazione della vita adulta.
    Adattamento sociale e tecnologico: nuove modalità di incontro e contesto sociale modificato (dating online, urbanizzazione, ritmi di lavoro) che trasformano la frequenza e la qualità delle relazioni, senza necessariamente ridurre il desiderio di coppia.
    La riduzione delle relazioni stabili indica principalmente una crisi della coppia, una ridefinizione del suo ruolo nella vita individuale contemporanea, oppure un semplice adattamento alle condizioni sociali e tecnologiche mutate?
    Quale di queste dinamiche vi sembra oggi prevalente nell’esperienza concreta? Ne vedete altre?
    Vedete differenze in base alla tipologia di genere della coppia?
    Io riassumerei il tutto in cinque parole, meglio soli che mal accompagnati...
    ...finalmente la gente comincia a capire che certe norme sociali possono essere altamente tossiche, e poi che altro dire, per come sta andando il mondo altro che passa la voglia di fare famiglia e riprodursi, che qua sta andando tutto sempre peggio

  5. #20
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    di solito, i sistemi si auto-regolano in vari modi; le società patriarcali che crescono ancora decresceranno - i cinesi sono avviati, e pure male;

    il punto è che il modello matrimonio/procreazione è intrinsecamente un modello "umile", cui corrisponde una demografia dalle aspettative limitate e funzionale se c'è una rete sociale di prossimità che assiste e anche vincola;
    si può anche pensare a una rimodulazione adattiva delle aspettative nelle prossime generazioni, ma non saprei bene come; forse potrebbe avvenire in una società molto intellettualizzata, in cui molte persone, anche se non proprio libere dal bisogno, hanno opportunità di investire in attività gratificanti che sollevano la famiglia di alcuni carichi esistenziali e sdrammatizzano la percezione di prigionia;

    ma resta l'elemento imprevedibile del desiderio; perché se pure volessimo ripristinare assetti "di convenienza" adattiva, il convitato di pietra sarebbe sempre sul palco;
    non mi viene niente in mente di intelligente;

    un'idea di ottimizzazione l'avrei pure, ma è un percorso psicologico al quale non so se si può essere educati più di tanto; a suo tempo, ho notato che la relativa domanda suscita scarsa attenzione
    Non sta a noi produrre scenari ipotetici, non siamo tecnici del settore.
    Al massimo possiamo fare ipotesi fantasiose e strampalate. Per come la vedo io, da profana, un'ottima soluzione potrebbe essere quella del puntare sulle famiglie allargate, sul concetto di comunità collaborante e cooperante. In cui il figlio eventuale non è responsabilità della sola donna ma di una serie di persone. In alcune tribù peraltro funziona già così, e in modo egregio direi.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

  6. #21
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Citazione Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
    OT

    Salvo il caso "sia in tema", potresti riferirne , aprendo una discussione ad hoc per non "mandare in vacca" questa?
    tenchiù
    Ma no, direi che non ha senso, ho solo accennato la cosa per evidenziare come tra i giovani fortunatamente ci siano anche casi di persone che hanno una mente illuminata.
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  7. #22
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Citazione Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
    Intendi dire (caricaturando, per vedere se ho capito) "Riproduttori/allevatori"? Di tipo "privato" o "socialstatale". Sempre, caricaturando per vedere se ho capito e non per polemica.
    no, no...
    intendevo una società molto intellettualizzata e creativa, anche a latere di occupazioni ordinariamente noiose, dove però l'identità di ognuno abbia anche riferimenti più gratificanti, per cui lo status e la vita di coppia perdano quel peso preponderante e ansiogeno; ma so che è un'utopia.
    c'� del lardo in Garfagnana

  8. #23
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Citazione Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
    Non sta a noi produrre scenari ipotetici, non siamo tecnici del settore.
    beh, semmai noi saremmo quelli che dovrebbero proprio viverle ste cose, i pionieri;
    non ti sto a dire la mia personale fisica quantistica
    Al massimo possiamo fare ipotesi fantasiose e strampalate. Per come la vedo io, da profana, un'ottima soluzione potrebbe essere quella del puntare sulle famiglie allargate, sul concetto di comunità collaborante e cooperante. In cui il figlio eventuale non è responsabilità della sola donna ma di una serie di persone. In alcune tribù peraltro funziona già così, e in modo egregio direi.
    a questo ho sempre pensato anche io;
    se ci pensi, in effetti più che le propensioni davvero patriarcali - in concreto deboli; nessuna famiglia campa con uno stipendio solo, e se lei lavora ha'voglia a giocare al patriarca tradizionale - la famiglia, di qualsiasi tipo, è difficile perché mancano reti sociali di alleggerimento, nonni, istituzioni varie, amicherie e solidarietà di prossimità;

    però, ripeto: se hai due o tre generazioni che hanno elaborato un immaginario di rinuncia, con una sua epica, riti e simboli identitari, potresti non avere proprio nessuna prole, o quasi; anche perché, nella migliore delle ipotesi, ti servono tre o quattro generazioni che vadano a manetta per compensare il gap.
    c'� del lardo in Garfagnana

  9. #24
    Cosmo-Agonica L'avatar di Bauxite
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    Se il presidente, l'allenatore, tutti i giocatori, per non parlare dell' equipe medica, li decide la mamma di lui,
    non resta che trovargli anche lo svago.
    C'è sempre mammina.


    E comunque...non c'entrano le aspirazioni lavorative, gli impegni individuali, nemmeno il livello culturale né da quale parte del letto uno preferisca dormire.
    Penso che sia la cosa più naturale del mondo il fatto che, ad un certo punto della sua Storia, l'umanità inizi a smontare costrutti e comportamenti tramandati come essenziali.
    È un passaggio essenziale per smontare un po' per volta tutto.

    Il problema è che, una volta iniziato a smontare questi pezzi, l'essere umano si fa prendere la mano e, abbagliato dalle proprie idee su cosa sia la LIBBERTÀ, non riesce a comprendere che molte altre cose sono essenziali e imprescindibili.

  10. #25
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    no, no...
    intendevo una società molto intellettualizzata e creativa, anche a latere di occupazioni ordinariamente noiose, dove però l'identità di ognuno abbia anche riferimenti più gratificanti, per cui lo status e la vita di coppia perdano quel peso preponderante e ansiogeno; ma so che è un'utopia.
    E quello sarebbe davvero lo scenario ideale.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

  11. #26
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    beh, semmai noi saremmo quelli che dovrebbero proprio viverle ste cose, i pionieri;
    non ti sto a dire la mia personale fisica quantistica

    a questo ho sempre pensato anche io;
    se ci pensi, in effetti più che le propensioni davvero patriarcali - in concreto deboli; nessuna famiglia campa con uno stipendio solo, e se lei lavora ha'voglia a giocare al patriarca tradizionale - la famiglia, di qualsiasi tipo, è difficile perché mancano reti sociali di alleggerimento, nonni, istituzioni varie, amicherie e solidarietà di prossimità;

    però, ripeto: se hai due o tre generazioni che hanno elaborato un immaginario di rinuncia, con una sua epica, riti e simboli identitari, potresti non avere proprio nessuna prole, o quasi; anche perché, nella migliore delle ipotesi, ti servono tre o quattro generazioni che vadano a manetta per compensare il gap.
    Si beh la mancanza di una rete familiare pesa parecchio.
    Ad esempio, prendi mia sorella. Lei vuole avere un figlio. Ma fa i conti senza l'oste. Il compagno non ha più la madre e col padre non parla. Da parte nostra mio padre ha 78 anni e non sarebbe in grado di prendersi cura di un bambino. Io lavoro e sono fuori casa praticamente sempre. Non avrebbe questo grande aiuto, dovrebbero gestirsela più o meno da soli. E abitano pure in piena campagna. Non la vedo facilissima. Diciamo che al di là di tutto pure volendoli fare, i figli, oggigiorno è complicato.
    Ma stiamo andando fuori dal seminato, visto che Rdc parlava della formazione della coppia.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

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  12. #27
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Citazione Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
    Il problema è che, una volta iniziato a smontare questi pezzi, l'essere umano si fa prendere la mano e, abbagliato dalle proprie idee su cosa sia la LIBBERTÀ, non riesce a comprendere che molte altre cose sono essenziali e imprescindibili.
    dici, spiega..
    c'� del lardo in Garfagnana

  13. #28
    Cosmo-Agonica L'avatar di Bauxite
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    Penso alle mancate occasioni che viviamo, per esempio quella di raccontarci a chi incontriamo in modo naturale , senza necessità di temere come reazione la fuga; c'è chi smonta i propri pezzi e li rimette a posto nella maniera che più conviene credendo di trasmettere la parte migliore di sé, che magari è tale solo perché lo crede lui.
    Magari fare un po' di schifo non è una cosa tanto negativa.
    Non è tanto male dire:"io non ne sono capace", "le incombenze vorrei poterle scegliere in base a ciò che so di poter affrontare".
    E invece si tenta, si prova, si riprova ad libitum ma senza alcun piacere perché ammettere che la libertà personale è già nella crescita che affrontiamo fino all'ultimo dei nostri giorni, può sembrare triste o segno di resa.

    Ma vuoi mettere il piacere di ammettere di non essere in grado e il sollievo che dà?
    Per me è impagabile.

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