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Risultati da 16 a 30 di 129

Discussione: Il paradigma di Albertone e Claudia

  1. #16
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Manca la terza opzione, faccio le cose per me stesso, se capita una persona con cui bene, mi relaziono, altrimenti meglio stare per conto proprio.
    fai attenzione, perché questo è un "fare" qualcosa, in positum;

    quello che ho descritto è prima di tutto un processo di acquisizione di identità, come riflessa dal giudizio altrui, che avviene nell'adolescenza, principalmente;
    dopo, sceglierai quello che ti pare - o che ti puoi permettere - ma lo farai con quel carico sulle spalle;

    ad ogni modo, io osservo in retrospettiva: quali sono le ragioni di chi è infelice, delle rotture, rancori, nevrosi ? di solito, le persone smettono di comunicare perché arrivano al punto in cui dovrebbero confessarsi cose sgradevoli, al partner e a se stessi.
    c'� del lardo in Garfagnana

  2. #17
    Opinionista L'avatar di Ninag
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    Ho rivisto il film, se è vero che rappresenta un elemento del costume, si percepisce anche il risvolto crudo della faccenda , c'è poi la ricerca della felicità, il proprio angolo di "paradiso".
    La vicenda si svolge in un'epoca in cui stavano avvenendo importanti cambiamenti sociali, ma ben lontani dall'epoca attuale. Oggi si vive più una sorta di individualismo; in cui l'io viene posto al centro a discapito del noi e del mondo esterno.
    I rancori e le nevrosi fanno parte degli individui, scaricare il proprio malessere sugli altri è indice di scarsa conoscenza di sé.

  3. #18
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    Ho rivisto il film, se è vero che rappresenta un elemento del costume, si percepisce anche il risvolto crudo della faccenda , c'è poi la ricerca della felicità, il proprio angolo di "paradiso".
    La vicenda si svolge in un'epoca in cui stavano avvenendo importanti cambiamenti sociali, ma ben lontani dall'epoca attuale. Oggi si vive più una sorta di individualismo; in cui l'io viene posto al centro a discapito del noi e del mondo esterno.
    I rancori e le nevrosi fanno parte degli individui, scaricare il proprio malessere sugli altri è indice di scarsa conoscenza di sé.
    io evito sempre i giudizi morali, anche impliciti o potenziali, come la contrapposizione tra "io" e "noi"; anche perché il "noi" è sempre una somma di egoismi in cui prevale quello del più forte, travestito da etica; anche se i margini di auto-determinazione si possono misurare;

    mi interessano più i meccanismi di adattamento in cui si possono costruire desideri collocabili nella realtà; perché una persona che adatta la sua psiche a determinati vincoli su ciò che può immaginare/desiderare, a sua volta convoglia energie su modelli di relazione: sei poco desiderabile, vulnerabile ? devi compensare col potere, con la distanza emotiva, ecc...
    ma questo definisce a sua volta il quadro concreto del desiderabile, include certe cose e ne esclude altre.
    c'� del lardo in Garfagnana

  4. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    io evito sempre i giudizi morali, anche impliciti o potenziali, come la contrapposizione tra "io" e "noi"; anche perché il "noi" è sempre una somma di egoismi in cui prevale quello del più forte, travestito da etica; anche se i margini di auto-determinazione si possono misurare;

    mi interessano più i meccanismi di adattamento in cui si possono costruire desideri collocabili nella realtà; perché una persona che adatta la sua psiche a determinati vincoli su ciò che può immaginare/desiderare, a sua volta convoglia energie su modelli di relazione: sei poco desiderabile, vulnerabile ? devi compensare col potere, con la distanza emotiva, ecc...
    ma questo definisce a sua volta il quadro concreto del desiderabile, include certe cose e ne esclude altre.
    Il noi era riferito a una " coppia". Che il mondo sia pervaso dagli egoismi è un dato di fatto. Ma dipende dai casi, un esempio semplice; madre e figlio, se il genitore non si occupa del neonato il piccolo muore, parlare di noi in quel caso è un obbligo.
    Se non esistessero i maccanismi di adattamento l’umanità si sarebbe estinta da un pezzo. L'immaginazione è un'arma molto potente, che si attiva anche se lo si voglia o meno, anche se talvolta si scontra con la realtà.
    I meccanismi che si attivano in una coppia sono complessi, e dipendono da mille circostanze, alcuni trovano facilmente partner, altri non cercano nemmeno, un po' a causa dell'ambiente sociale, un po' per carattere. Il potere può anche essere visto come una componente attrattiva, dipende sempre dalle modalità con cui si attua; se ci fosse un modello predefinito lo userebbero in tanti, infatti i percorsi sono tutti differenti.

  5. #20
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    I meccanismi che si attivano in una coppia sono complessi, e dipendono da mille circostanze, alcuni trovano facilmente partner, altri non cercano nemmeno, un po' a causa dell'ambiente sociale, un po' per carattere. Il potere può anche essere visto come una componente attrattiva, dipende sempre dalle modalità con cui si attua; se ci fosse un modello predefinito lo userebbero in tanti, infatti i percorsi sono tutti differenti.
    beh, nella differenza, ogni persona si forma sulla base della risposta che incontra; su questa si fa un'idea del proprio potere di attrarre, e si adatta;
    ma le conseguenze sono molto diverse, a seconda di come si interiorizza il tutto; se tu ti senti poco desiderabile, anche senza rendertene conto penserai che:

    a) solo uno sfigato ti può volere, quindi ti sentirai a tuo agio con gli sfigati;
    b) se uno ti vuole, deve essere uno sfigato; altrimenti desidererebbe una più attraente;
    ma pure questi sono consapevoli di una condizione speculare, ed entrambi sapete che il vostro potere si fonda sullo stato costante di svalutazione e controllo dell'altro, con tutti i rancori sottotraccia;

    oppure, tu potresti cercare solo uomini belli o prestigiosi, non perché sono quelli che ti piacciono davvero o con cui ti trovi bene, ma per una validazione di luce riflessa;
    idem per gli uomini, ovviamente; la bellezza "sociale", della figura, non ha niente a che vedere con le sensazioni in un contatto intimo, ecc...

    però ste cose pesano quasi sempre, perché non è frequente l'incontro privo di questi problemi.
    c'� del lardo in Garfagnana

  6. #21
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    oppure, tu potresti cercare solo uomini belli o prestigiosi, non perché sono quelli che ti piacciono davvero o con cui ti trovi bene, ma per una validazione di luce riflessa;
    Chi trova una persona "bella" lo fa solo per la validazione di luce riflessa?
    Una persona può essere bella o meno bella, ma piacere, ci sono persone attraenti che non corrispondono a canoni estetici classici. Quando due persone si scelgono è probabile che il primo impatto abbia a che fare con l'estetica, ma se se non ci sono delle corrispondenze, bello, o bella quanto vuoi, la storia si ferma là.

  7. #22
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    Chi trova una persona "bella" lo fa solo per la validazione di luce riflessa?
    non è detto, ovviamente; ho esemplificato un caso possibile;
    Una persona può essere bella o meno bella, ma piacere, ci sono persone attraenti che non corrispondono a canoni estetici classici. Quando due persone si scelgono è probabile che il primo impatto abbia a che fare con l'estetica, ma se se non ci sono delle corrispondenze, bello, o bella quanto vuoi, la storia si ferma là.
    non parlo di canoni, ma di capacità di attrarre; ma tu rimuovi la competizione e lo stress connesso, nonché l'adattamento, che invece è la questione centrale;

    un corteggiamento ha una sua economia relativa alle possibilità, ed è qui che si gioca tutto; perché se investi in un potenziale partner molto attraente sai, bene che ti vada, che avrai molti competitori, e questo è molto stressante; se non sei molto sicuro, ti ritrai e individui un potenziale partner su cui pensi di avere maggior controllo, una seconda scelta per adattamento inconsapevole.
    c'� del lardo in Garfagnana

  8. #23
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    non parlo di canoni, ma di capacità di attrarre; ma tu rimuovi la competizione e lo stress connesso, nonché l'adattamento, che invece è la questione centrale;
    Questo discorso fatico un po' a comprenderlo, è un mio limite, non essendo una persona competitiva, forse questo deriva dal fatto che sono stata figlia unica per lungo tempo. Non credo che in certe questioni ci debba essere stress, se c'è stress già non vivi in modo naturale qualunque vicenda, specie quelle relazionali di coppia. Chiaramente il confronto col mondo esterno esiste, ma credo che si possa viverlo bene in modo più distaccato.

  9. #24
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Questo discorso fatico un po' a comprenderlo, è un mio limite, non essendo una persona competitiva.
    capisco; ma la competizione ci si impone, nostro malgrado, da subito; e viene talmente introiettata da strutturare la personalità, al punto di non vederla più, perché ha proprio delimitato il nostro mondo, quello che è possibile e, perciò, desiderabile;

    questa è una cosa che tendiamo sempre a rimuovere, perché contiene le nostre frustrazioni e i costrutti delle corazze; quando si parla di scelte di istruzione o lavoro, ci si fanno meglio i conti, perché si ha più controllo; volevi fare la stilista o la scrittrice, ma a un certo punto volevi stabilità economica e hai scelto di fare l'insegnante; la maggior parte delle persone riesce a venire a patti con questo genere di frustrazione;

    ma se questa dinamica rischia di porti di fronte a una te stessa che ha una famiglia in cui non crede, un partner estraneo, di cui ti sei accontentata troppo al ribasso, e questo ti costa troppe energie per trattenere tutti i desideri che in quella condizione devono stare fuori dalla porta, ecco che vai in sovraccarico e depressione;

    perché poi questo è quello che succede davvero alle persone in carne ed ossa; non sempre, ovviamente, ma molto spesso; quasi certamente nelle coppie che si lasciano male; ma il meccanismo opera anche come inibizione radicale alla relazione; perché la consapevolezza di questo funzionamento spesso induce a risparmiare energia emotiva e rinunci in partenza.
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  10. #25
    Opinionista L'avatar di Vega
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    Non ho ben capito, parli di una casistica o è una teoria che siamo quasi tutti seconde o terze scelte?
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  11. #26
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Non ho ben capito, parli di una casistica o è una teoria che siamo quasi tutti seconde o terze scelte?
    è un incrocio di dati di vario tipo, che poi suggerisce la teoria - indicativa ed elastica;

    a) la società tradizionale costringeva - soprattutto le donne, ma anche gli uomini - alla partnership con soggetti sgraditi; da questo si deve concludere necessariamente che in assenza di queste costruzioni, la prima scelta autentica sarebbe una quota naturalmente ridotta; cosa confermata da:

    b) molti single, oltre metà dei matrimoni - non parliamo delle coppie non registrate... - che si sciolgono; altri no, ma vivono una costante fase critica;
    uno potrebbe obiettare: senza costrizioni, siamo tutti prime scelte; ma, se si va a vedere le ragioni delle rotture, tutti parlano di un "cambiamento"; io non ho mai visto nessuno cambiare, ma visto che si crede in tante cose inverosimili...
    del resto, il raffronto tra idealtipo e realtà presenta necessariamente una divergenza; se volevi sposare Simon Le Bon, Ugo Falciani è per forza un ripiego; verosimilmente lo è anche rispetto a quei tre o quattro compagni di liceo che ti garbavano di più;

    quello che cambia sono le priorità delle persone: volevi andartene da casa, una famiglia e dei figli, hai preso chi era sufficiente e, conseguito l'obiettivo, ti sei resa conto che quella personale non ti piace e non la frequenteresti nemmeno in amicizia; ma, evidentemente, di meglio non c'era;
    quelli felici, almeno per un po', se lo ricordano e te lo dicono, senza tanti giri di parole; e difficilmente smantellano il passato come "errore" o sono vaghi su quella cosa.
    c'� del lardo in Garfagnana

  12. #27
    Opinionista L'avatar di Vega
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    Puoi consigliare qualche testo che parla di questo?
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  13. #28
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Mah, a me sembrano tutte pippe mentali.
    Innanzitutto la problematica del sentirsi "seconda scelta" è una roba da gente insicura e che ha paura di restare sola e per quello si accontenta di ciò che passa il convento.
    Se sei una persona un minimo consapevole del tuo valore non ti metterai mai con qualcuno che per te è una seconda scelta o per cui tu sei una seconda scelta. Piuttosto meglio soli.
    Anche la cosa della capacità di attrarre è soggettiva. Io posso attrarre qualcuno e magari generare repulsione in qualcun altro, è normale e ovvio. Ma tendenzialmente l'attrazione è qualcosa di reciproco. Non credo che mi attrarrebbe mai qualcuno in cui io suscito repulsione. Manca tutta una componente di chimica ed elettricità reciproca.
    Il problema che tu poni riguarda quelli che sostanzialmente si considerano degli sfigati perché hanno una autostima molto bassa e una scarsa consapevolezza di sè. E lì la soluzione è una bella terapia come si deve, non andare ad accontentarsi per non restare soli.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

  14. #29
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Citazione Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    Puoi consigliare qualche testo che parla di questo?
    migliaia; psicologia, antropologia e a-culturale, sociologia.
    c'� del lardo in Garfagnana

  15. #30
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Citazione Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
    Mah, a me sembrano tutte pippe mentali.
    Innanzitutto la problematica del sentirsi "seconda scelta" è una roba da gente insicura e che ha paura di restare sola e per quello si accontenta di ciò che passa il convento.
    ok; a 12/14 anni, quando ti si forma il carattere e ti vedi rifless* nello sguardo dei frati e monache del convento;
    Se sei una persona un minimo consapevole del tuo valore non ti metterai mai con qualcuno che per te è una seconda scelta o per cui tu sei una seconda scelta. Piuttosto meglio soli.
    beh, dovremmo essere in maggioranza pacificati narratori di belle storie; cazzo, è finita ma sono stati anni indimenticabili con una persona straordinaria e insostituibile tutti così dicono
    Anche la cosa della capacità di attrarre è soggettiva. Io posso attrarre qualcuno e magari generare repulsione in qualcun altro, è normale e ovvio. Ma tendenzialmente l'attrazione è qualcosa di reciproco. Non credo che mi attrarrebbe mai qualcuno in cui io suscito repulsione. Manca tutta una componente di chimica ed elettricità reciproca.
    soggettiva fino a un certo punto; quante coppie di pari condizioni socio-economiche vedi tra partner squilibrati in termini canonici di attrattività ?
    Il problema che tu poni riguarda quelli che sostanzialmente si considerano degli sfigati perché hanno una autostima molto bassa e una scarsa consapevolezza di sè. E lì la soluzione è una bella terapia come si deve, non andare ad accontentarsi per non restare soli.
    qui siamo già sul precettizio;
    però non spiega il perché la gente si lascia male, e in retrospettiva che minchia stavano a fare insieme nella maggior parte dei casi, nonchè il perché poi più spesso evitano;

    perché, appunto, quelli che ti raccontano una storia bella, pure finita, sono pochini;

    di fondo, sembri esattamente rimuovere tutto il quadro delle insicurezze e nevrosi originarie che presiedono alle storture; perché i conti devono tornare: se di pippe trattasi, dovremmo vivere in una società connotata da relazioni quasi sempre felici, gente rilassata, per la quale la vita di coppia è problematica quanto azzeccare i tempi di cottura di un soufflé, ché ti puoi sbagliare du' volte, ma poi ti riesce.
    c'� del lardo in Garfagnana

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