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Risultati da 76 a 90 di 129

Discussione: Il paradigma di Albertone e Claudia

  1. #76
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Axe non è che puoi continare a menarla come se tutte le relazioni fossero calibrate con l'esempio della Monica,anche se non fosse la Monica, una ragazza molto particolare e bella. Non è che funziona solo così la vita normale o che siamo tutti più o meno sfigati e bruttarelli o pronti lì a scegliere il male e lo stress minore per sconforto ed insicurezza. Penso tu ti sia incaprettato su questa storia delle seconde e terze scelte e ora la infili come il prezzemolo ovunque per giustificarla, mentre si tratta, al limite, di casistiche e percentuali di chi entra in queste dinamiche psicologiche e comportamenti.
    Ho avuto la stessa impressione.
    Non è sempre così.
    Certo, ci sono quelli che si accontentano, ma sono quelli che temono la solitudine.
    O che sono molto giovani e quindi più che altro vogliono provare varie cose prima di decidere che fare.
    Che poi anche il concetto dell'accontentarsi è ridicolo, perché parte dal costrutto che la scelta di qualcuno si basi sull'aspetto esteriore. E invece spesso non è così, perché i meccanismi chimici dell'attrazione seguono tutt'altre vie.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

  2. #77
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Citazione Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
    Ho avuto la stessa impressione.
    Non è sempre così.
    Certo, ci sono quelli che si accontentano, ma sono quelli che temono la solitudine.
    O che sono molto giovani e quindi più che altro vogliono provare varie cose prima di decidere che fare.
    Che poi anche il concetto dell'accontentarsi è ridicolo, perché parte dal costrutto che la scelta di qualcuno si basi sull'aspetto esteriore. E invece spesso non è così, perché i meccanismi chimici dell'attrazione seguono tutt'altre vie.
    no, si basa su un criterio di economia emotiva:

    quello dell'accoppiamento è un mercato, competitivo; uno stress; quando l'oggetto del desiderio è desiderato anche da altri, prima di arrivarci;
    ma si sconta anche la prospettiva che ci abbandoni, che è lo stress successivo e connesso;

    poi questo tratto viene semplicemente occultato dagli adattamenti; ma negarlo è una presa per il culo;
    niente di male, in sé;
    ma se poi uno si fa le diagnosi di coppia sulla base di questa rimozione, invece di alleggerire, si carica di uno strato in più di quella stessa corazza che succhia tutte le energie.
    c'� del lardo in Garfagnana

  3. #78
    Opinionista L'avatar di Vega
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    Sì Axe, per carità, l'economia emotiva o lo stress nello stare con certi soggetti esiste, ma non è che puoi splamare questo problema a 360° e parlare di scelte e relazioni solo al ribasso o di ripiego.
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  4. #79
    Cosmo-Agonica L'avatar di Bauxite
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    Se da un lato ci sono le più o meno percepibili consapevolezze da seconda scelta e, in certi casi oramai rari (consentitemi, viviamo in una realtà così spropositatamente "visiva" che l'azione a catena dura veramente pochissimo, come pure la consapevolezza della mancata scelta di ciò che uno vuole...alla fine si sgama laddove prima ci si impiegava di più e, anche quando si usano piattaforme per conoscere nuove persone ed eventuali partner, è difficile che ci si proponga bononi e ci si presenti cessetti all'appuntamento), dicevo...

    ... a parte il discorso della seconda scelta,

    non vogliamo dire nulla del perché della scelta, prima scelta, della Cardinale nel film e del suo esito?

  5. #80
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Sì Axe, per carità, l'economia emotiva o lo stress nello stare con certi soggetti esiste, ma non è che puoi splamare questo problema a 360° e parlare di scelte e relazioni solo al ribasso o di ripiego.
    chi ha detto "solo al ribasso" ?

    la gente è gelosa; è un fatto comunissimo, no ? ok, perché ?

    le relazioni "finiscono male"; ok, ma perché mai ? se non ti eri fatto l'aspettativa di poter trattenere, che te rode ?

    senza un sacrificio "economico", non si perde nulla, se sei stata bene nel mentre; ti rode il culo, al contrario, se avevi investito in controllo; dici di no ?:
    ok; poi ti tocca spiegare tutti i meccanismi di svalutazione, boicottaggio e la paura del successo dell'altro; cose frequentissime; qual è il problema, se non l'alterazione degli equilibri di potere e controllo originari ?
    c'� del lardo in Garfagnana

  6. #81
    Opinionista L'avatar di Vega
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    Abbi pazienza, ma abbiamo anche un sistema emotivo ed affettivo all'opera, non è che puoi arrivare a fare sempre lo splendido col discorsino che se stai bene o sei stato bene e qualcosa finisce, trallallero e trallallà, non si "perde" niente. Siamo fatti così, subiamo il tracollo affettivo e della presenza mancante della persona.
    Poi dipende dai motivi per cui due si lasciano e come si lasciano, di cosa c'è stato fra loro, per il ricordo a posteriori.
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  7. #82
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    Abbi pazienza, ma abbiamo anche un sistema emotivo ed affettivo all'opera, non è che puoi arrivare a fare sempre lo splendido col discorsino che se stai bene o sei stato bene e qualcosa finisce, trallallero e trallallà, non si "perde" niente.
    beh, ovviamente è un caso limite, che serve ad individuare la condizione alterata, quella in cui invece si sacrifica come investimento, che deve avere un ritorno;
    Siamo fatti così, subiamo il tracollo affettivo e della presenza mancante della persona.
    Poi dipende dai motivi per cui due si lasciano e come si lasciano, di cosa c'è stato fra loro, per il ricordo a posteriori.
    beh, infatti io vado ai motivi;
    fa abbastanza ridere che in un argomento che trasuda da tutti i pori la questione del potere, si rimuovano gli evidentissimi connotati di potere che presiedono alla selezione di un partner.
    c'� del lardo in Garfagnana

  8. #83
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    Se parli per forza di cose di svalutazioni, boicottaggi, siamo in quei casi che cominciano ad andare o sono già proprio fuori dal seminato, tipo rapporti tossici e disfunzionali. A cose più nei binari non dovrebbero succedere.

    Facci l'elenco dei connotati di potere nella selezione del partner maschile e femminile.
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  9. #84
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  10. #85
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    Se parli per forza di cose di svalutazioni, boicottaggi, siamo in quei casi che cominciano ad andare o sono già proprio fuori dal seminato, tipo rapporti tossici e disfunzionali. A cose più nei binari non dovrebbero succedere.
    che vuol dire "nei binari" ?
    la maggior parte delle relazioni finisce; e non finisce in allegria; o non comincia proprio; oppure stagna maluccio; magari a un certo punto una quota si assesta; ma dopo quanti "fallimenti" a persona ?
    Facci l'elenco dei connotati di potere nella selezione del partner maschile e femminile.
    che elenco vuoi ?
    è tutto il 3d che li faccio presente;
    lo stress da competizione restringe il range dei potenziali partner sulla taratura delle rispettive fragilità, come la scelta di una preda, che deve restare fragile per corrispondere all'investimento;
    ovviamente, non c'è solo questo;
    ma nei frequentissimi casi di rottura la molla è proprio il rifiuto di uno dei due di essere incasellato in un ruolo oppressivo, pur di mantenere il rapporto di forza originario;
    sul piano sociale, è una questione di genere;
    ma è una dinamica ambo-genere sul piano individuale;

    poi, si potrebbe discutere con un raffronto con la genesi di coppie felici, che ci sono, ma non tantissime; come hanno fatto ? di solito, se glielo chiedi, te lo sanno dire abbastanza bene, sono consapevoli del come e perché; anche perché, come diceva quel principe russo, sono felici tutte allo stesso modo, mentre le coppie infelici lo sono tutte in modo originale; cioè, non saprebbero spiegare e, soprattutto, non vogliono.
    c'� del lardo in Garfagnana

  11. #86
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Abbi pazienza, ma abbiamo anche un sistema emotivo ed affettivo all'opera, non è che puoi arrivare a fare sempre lo splendido col discorsino che se stai bene o sei stato bene e qualcosa finisce, trallallero e trallallà, non si "perde" niente. Siamo fatti così, subiamo il tracollo affettivo e della presenza mancante della persona.
    Poi dipende dai motivi per cui due si lasciano e come si lasciano, di cosa c'è stato fra loro, per il ricordo a posteriori.
    Vero. Anche perché la fine di una relazione è equiparabile a un lutto, vero e proprio.
    E non è che se ti muore qualcuno tu sei felice perché con quel qualcuno sei stato bene. Quando perdi qualcuno sei straziato dentro, altro che.
    E la fine di una relazione, soprattutto se per scelta univoca di una delle due parti, è una coltellata nel petto. Hai un bel dire "ma se sei stato bene lo ricordi col piacere". Il cazzo! Dopo tempo e dopo la dovuta elaborazione, forse. Ma anche li, dipende dal carattere. Altrimenti, è comunque una ferita che hai subito.
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  12. #87
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    che vuol dire "nei binari" ?
    la maggior parte delle relazioni finisce; e non finisce in allegria; o non comincia proprio; oppure stagna maluccio; magari a un certo punto una quota si assesta; ma dopo quanti "fallimenti" a persona ?

    che elenco vuoi ?
    è tutto il 3d che li faccio presente;
    lo stress da competizione restringe il range dei potenziali partner sulla taratura delle rispettive fragilità, come la scelta di una preda, che deve restare fragile per corrispondere all'investimento;
    ovviamente, non c'è solo questo;
    ma nei frequentissimi casi di rottura la molla è proprio il rifiuto di uno dei due di essere incasellato in un ruolo oppressivo, pur di mantenere il rapporto di forza originario;
    sul piano sociale, è una questione di genere;
    ma è una dinamica ambo-genere sul piano individuale;

    poi, si potrebbe discutere con un raffronto con la genesi di coppie felici, che ci sono, ma non tantissime; come hanno fatto ? di solito, se glielo chiedi, te lo sanno dire abbastanza bene, sono consapevoli del come e perché; anche perché, come diceva quel principe russo, sono felici tutte allo stesso modo, mentre le coppie infelici lo sono tutte in modo originale; cioè, non saprebbero spiegare e, soprattutto, non vogliono.
    Le coppie felici sono tendenzialmente quelle che hanno saputo evolvere insieme, che hanno trovato equilibri.
    Ma che poi anche una relazione che finisce può essere stata una coppia felice. Solo che ad un certo punto le cose cambiano, le persone cambiano e cambiano le esigenze.
    Se ti metti con qualcuno da giovane hai determinate esigenze. Poi cresci e quelle cambiano, i bisogni cambiano, e la persona con cui stai, e che all'inizio rispondeva a suddetto bisogno, ora magari non soddisfa più i nuovi bisogni che hai. E' un processo normalissimo che le relazioni finiscano. E ne nascono di nuove. Non vedo quale possa essere il problema.
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  13. #88
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    Vero. Anche perché la fine di una relazione è equiparabile a un lutto, vero e proprio.

    E non è che se ti muore qualcuno tu sei felice perché con quel qualcuno sei stato bene. Quando perdi qualcuno sei straziato dentro, altro che.
    ma perché ?
    guarda che se provi a rispondere non è proprio così scontato; intanto, il più delle volte con quella persona non stavi più bene da tempo;
    E la fine di una relazione, soprattutto se per scelta univoca di una delle due parti, è una coltellata nel petto. Hai un bel dire "ma se sei stato bene lo ricordi col piacere". Il cazzo! Dopo tempo e dopo la dovuta elaborazione, forse. Ma anche li, dipende dal carattere. Altrimenti, è comunque una ferita che hai subito.
    appunto: ferita a cosa ? all'orgoglio ? perché una coltellata ?

    ma qui qualcuno vuol farmi credere che non l'ha vista partire un anno prima al rallentatore la coltellata ed è rimasto sulla traiettoria per abitudine e paura, sperando in chissà che di miracoloso ?
    oh, ci siamo passati tutti, eh... mica c'è da fare a gara a chi è stato più smart

    io non credo quasi a niente di quello che dice mediamente la gente su queste cose; ce la raccontiamo sempre.
    c'� del lardo in Garfagnana

  14. #89
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    Le coppie felici sono tendenzialmente quelle che hanno saputo evolvere insieme, che hanno trovato equilibri.
    mah... che vuol dire, in concreto ?
    secondo me, le coppie felici, almeno quelle che ho potuto osservare di persona, hanno il tratto comune che in origine si piacevano tanto ed erano proprio consapevolmente compiaciuti di questa cosa - non è scontato; e, soprattutto, in corso d'opera hanno mentalizzato il loro stato, come un prodotto distinto; cioè, si sono come osservati dall'esterno e hanno realizzato il tutto in termini di qualità della vita; perché di solito te lo dicono;

    qualche anno fa, avevo posto una domanda che ha ricevuto risposte piuttosto infastidite o evasive, con mia sorpresa e un certo dispiacere, perché non pensavo proprio di chiedere chissà che o urtare:
    per cosa pensate di poter piacere e dare ?
    la gente felice in coppia che ho conosciuto me lo dice in una frazione di secondo, perché sta cosa l'ha elaborata d ce l'ha cosciente;
    chi esita lo fa perché questa elaborazione porta a galla cose difficili da dire a se stessi; che sono sempre quelle solite, legate alla condizione di seconda scelta, di postura difensiva.
    c'� del lardo in Garfagnana

  15. #90
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    Ma che poi anche una relazione che finisce può essere stata una coppia felice. Solo che ad un certo punto le cose cambiano, le persone cambiano e cambiano le esigenze.
    le esigenze cambiano; cambiando, fanno venir fuori quello che la persona è sempre stata, ma era occupata in altro; del resto:
    Se ti metti con qualcuno da giovane hai determinate esigenze. Poi cresci e quelle cambiano, i bisogni cambiano, e la persona con cui stai, e che all'inizio rispondeva a suddetto bisogno, ora magari non soddisfa più i nuovi bisogni che hai.
    esatto: la persona appaga come provider di prestazioni che soddisfano un bisogno che può esaurirsi; è ovvio che l'eventuale sottrazione da quel servizio induca delusione;
    E' un processo normalissimo che le relazioni finiscano. E ne nascono di nuove. Non vedo quale possa essere il problema.
    è vero; è la norma, dell'infelicità; e non perché le relazioni finiscano; questo è nell'ordine delle cose possibili; ma perché se viene a mancare quella soddisfazione del bisogno, quella persona diventa in sé un vuoto a rendere; e se ci sono casini, un pessimo investimento di cui ci si pente, oppure per il quale ci si sente umiliati e rancorosi.
    Ultima modifica di axeUgene; 19-03-2026 alle 20:37
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