Beh, sai... Parlare di anarchismo e limitarsi a citare Bakunin...
Voglio dire, non è nemmeno uno degli intellettuali che ne hanno sviluppato il pensiero, ma un formidabile divulgatore. Magari, se mettessimo sul piatto anche gente del calibro di Kropotkin...
Poi, in Italia abbiamo avuto Errico Malatesta, citando il più importante.
Ma anche loro sono del secolo scorso o, al più tardi, del ventennio.
Ecco, magari potremmo citare John Zerzan, ma trovo sia poco valido come autore. Anche Donna Harraway, dal campo del femminismo.
Noam Chomsky, sì. Lui è moderno. Emma Goldman?
Ma lasciamo perdere la mera erudizione.
Piuttosto, un'analisi dell'anarchismo che non sia "Libertà! Libertà! Libertà!" etc.?
Parliamone.
Insomma, la sempre ottima Beat parlava dell'anarchismo come di un movimento ultra-individualista. Questo magari soddisfà i suoi sogni erotici di "libertà" ma non è corrispondente al vero. Anzi, molte correnti di anarchismo sono comunitarie e prevedono l'esistenza di società - anzi, il concetto di liBbertà con l'anarchismo c'entra solo in termini relativi...
Ecco, insomma. Esistono molte forme di anarchismo, da quello ispirato al cristianesimo, a quello capitalista, a quello addirittura di stampo islamico...
Ecco, insomma. Trovo un po' limitante parlare di anarchismo come "LiBbertà! LiBbertà! LiBbertà!"
dimenticando tutto il resto.
E poi, un accennino a qualche teoria economica?
Senza contare che Aristotele sta all'anarchismo come il tweed alle mutande. Uno che legittima la figura paterna come dominante nella famiglia, che legittima la schiavitù e tutto il resto, uno per cui la democrazia è una forma degenarata di governo...
Ma poi, chissen'incula. Abbiamo V per Venditti, no?








