Energia pulita dal Miscanthus

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  • Hristo
    Opinionista
    • 08/10/04
    • 6953

    #1

    Energia pulita dal Miscanthus



    Il miscanthus (Miscanthus sinensis) è una graminacea perenne caratterizzata da un ricco sistema di radici e rizomi e da germogli che raggiungono un'altezza variabile dai 3 ai 5 metri. Grazie all'elevato ritmo di accrescimento e alla considerevole capacità produttiva in termini di biomassa areica per unità di superficie, la specie è divenuta oggetto di numerose ricerche atte a verificare la possibilità di una sua utilizzazione industriale quale fonte alternativa di materiale ligneo-cellulosico per impieghi energetici o cartari. Il miscanthus, diffuso naturalmente nell'Asia orientale e importato in Europa una cinquantina di anni fa come pianta ornamentale, si è ben adattato ai climi temperati e risulta resistente alle basse temperature. Infatti i germogli e le foglie possono risultare danneggiati a temperature prossime a 0°C mentre i rizomi se ben sviluppati possono rimanere vitali a temperature inferiori a 0°C anche per un lungo periodo.

    (A.Biotec - Agricoltura Biotecnologie)

    DUBLINO - Una pianta slanciata e dall'aspetto gradevole potrebbe essere coltivata in Europa e Stati Uniti per ottenere grandi quantità di energia senza contribuire al riscaldamento globale, hanno detto oggi alcuni scienziati.
    Coltivazioni sperimentali dell'erba Miscanthus in Illinois hanno mostrato che la pianta potrebbe essere molto efficace come fonte di energia sostenibile dal punto di vista economico e ambientale.
    Il professor Steve Long e i suoi colleghi dell'Università dell'Illinois hanno ottenuto un raccolto di circa 60 tonnellate per ettaro dell'erba alta e sottile lo scorso anno.
    "Se circa l'8 per cento dell'area coltivata (dello stato) fosse coltivata con quest'erba, e prevedendo solo la metà della resa da noi ottenuta, otterremmo abbastanza materiale secco per soddisfare l'intero fabbisogno di elettricità dell'Illinois, compresa la città di Chicago", ha detto durante una conferenza scientifica.
    Il professor Mike Jones, del Trinity College di Dublino, ha detto che impiantare la coltivazione sul 10% della terra arabile dell'Irlanda porterebbe a coprire fino al 30% dei bisogni energetici del paese".
    Negli Stati Uniti, gli scienziati stanno studiando un modo per bruciare l'erba in un mix al 50% con carbone per generare elettricità. Il materiale potrebbe bruciare in alcuni degli attuali impianti, altri avrebbero bisogno di modifiche.
    Secondo gli scienziati la Miscanthus e altre erbe simili potrebbero offrire una strada per ridimensionare in modo significativo l'importanza dei combustibili fossili.
    La pianta, hanno spiegato ancora, assorbe anidride carbonica dall'aria per crescere. "Quando la si brucia l'erba restituisce quel biossido di carbonio, così l'effetto netto sulla CO2 presente nell'atmosfera è pari a zero", ha detto Long.
    Fonte Reuters


    (Tecnici.it - il portale dei professionisti tecnici)

    Se ciò che viene detto su questa pianta è vero, credo proprio che in futuro ne sentiremo parlare sempre di più.
    [B][FONT="Book Antiqua"]Prima legge del dibattito:
  • Xilinx23
    The Count
    • 01/06/05
    • 41139

    #2
    E' un'idea, ma servono sempre e comunque investimenti.
    Esistono diverse piante da cui si possono ricavare combustibili naturali da usare in svariati campi, ma il loro utilizzo
    Membro del Consiglio degli Admin


    [RIGHT][I]L'ironia

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    • cerealkiller
      curioso
      • 08/03/05
      • 1214

      #3
      e perchè dovrebbe essere pulita? sai che pulito bruciare erba e carbone.

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      • Gabriele da Ningbo
        spongebob dipendente
        • 15/04/05
        • 2234

        #4
        Interessante, comunque dubito sull'ottimismo degli scienziati.

        Questi sistemi sono dei pagliativi perchè le biomasse hanno dei rendimenti molto bassi. Normalmente gli impianti che utilizzano biomasse o gas di sintesi per la generazione di energia hanno non pochi problemi.

        Interessante invece l'idea di bruciare l'erba insieme al carbone per diminuire l'emissione di CO. Questo ha già più senso in un ottica di miglioramento della combustione del carbone. Tenete conto che già sono stati fatti passi avanti in questo settore, ad esempio il carbone ora viene bruciato in forma liquida per la diminuzione dell polveri, ma dubito che questa combustione possa essere applicabile congiuntamente alla combustione dell'erba (che è solida).

        Vediamo come si sviluppa il progetto.
        Sarà la rinascita delle turbine a vapore
        Gabriele da Ningbo (宁波)

        CASALE MONF.to deve essere la vera provincia del monferrato

        你干吗?

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        • Hristo
          Opinionista
          • 08/10/04
          • 6953

          #5
          [QUOTE=Gabriele da Ningbo;648282]Interessante, comunque dubito sull'ottimismo degli scienziati.

          Questi sistemi sono dei pagliativi perch
          [B][FONT="Book Antiqua"]Prima legge del dibattito:

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          • cerealkiller
            curioso
            • 08/03/05
            • 1214

            #6
            si e il carbone?

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            • Hristo
              Opinionista
              • 08/10/04
              • 6953

              #7
              Il carbone, se di buona qualità e bruciato in strutture tecnologicamente avanzato, può avere un bassissimo impatto sull'ambiente.
              [B][FONT="Book Antiqua"]Prima legge del dibattito:

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              • errezerotre
                shake your mind!
                • 18/01/07
                • 3679

                #8


                Con l’intento di ridurre ulteriormente i volumi irrigui, e
                nella convinzione che le condizioni meteorologiche che
                caratterizzano le regioni meridionali potrebbero
                garantire lo sviluppo della canapa, sono state condotte
                delle prove per valutare l’effetto dell’anticipo
                dell’epoca di semina sui risultati produttivi. Si
                sottolinea che, nei primi tre mesi dell’anno, le
                temperature minime giornaliere dell’aria risultano
                inferiori a 0°C nel 4% delle osservazioni (di un ventennio) e che nel 51% delle osservazioni sono
                superiori a 5°C.
                Sono state esaminate sei epoche di semina: dal 15
                gennaio alla fine di marzo (periodo in cui normalmente
                si semina la canapa negli ambienti meridionali) ad
                intervalli di circa 15 giorni. La canapa si è sviluppataregolarmente in tutte le epoche. La produzione di biomassa verde è variata da 25 t ha delle prime due
                epoche, a 33 t ha circa nelle piante seminate il 14
                febbraio, a 49 t ha in quelle seminate a fine febbraio;
                successivamente, la resa si è attestata su valori medi di
                poco inferiori (45 t ha). Dal punto di vista
                dell’alimentazione idrica, però, questi valori assumono
                un’importanza maggiore: mentre le 2 epoche più
                tardive (semine a metà e fine marzo) per realizzare
                queste rese hanno richiesto elevati fabbisogni idrici
                stagionali (700 mm circa, il 77% da irrigazioni), per
                ottenere le 33 t ha della 3a
                epoca sono stati necessari
                solo 213 mm (87 mm da irrigazioni) e per le 49 t ha
                della tesi più produttiva (semina di fine febbraio) 380
                mm (257 mm da irrigazioni
                Guarda guarda, i nostri nonni avevano già scoperto una pianta con una biomassa maggiore, e con molteplici altri usi (e non intendo certo quelli ricreativi)

                Queste cose gli antiproibizionisti le dicono da anni

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                • Hristo
                  Opinionista
                  • 08/10/04
                  • 6953

                  #9
                  Sì ma gli antiproibizionisti non vogliono farci il pieno della macchina, con la canapa
                  [B][FONT="Book Antiqua"]Prima legge del dibattito:

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                  • errezerotre
                    shake your mind!
                    • 18/01/07
                    • 3679

                    #10
                    inoltre mi sembra più semplice da coltivare la cara vecchia canapa di 'sta roba biotech (preso dal tuo link)

                    Sistemi di propagazione
                    La varietà attualmente più diffusa, la "Giganteus", essendo sterile deve essere propagata per via vegetativa, utilizzando rizomi o piantine micropropagate. Perciò, per effettuare il passaggio alla fase di estensivazione della coltura occorre in primo luogo mettere a punto le due diverse tecniche. La scelta, poi, dell'uno o dell'altro sistema di propagazione deve essere effettuata sulla base di un'attenta valutazione dei costi di produzione del materiale. A.Biotec nell'ultimo biennio ha affrontato i diversi aspetti relativi alle tecniche di propagazione come di seguito schematizzato: a) Moltiplicazione in vitro. Sono state messe a punto le diverse fasi della propagazione, dall'espianto a partire da gemme ascellari sino all'ambientamento e, inoltre, sono stati individuati i terreni di coltura adatti alla moltiplicazione e alla radicazione delle plantule. Utilizzando la metodica messa a punto da A.Biotec, presso il laboratorio Vivai Battistini di Cesena (FO) nel corso del 1994 sono state prodotte circa 5.000 piantine che sono state utilizzate per la coltivazione di 0,5 ha. b) Moltiplicazione per rizomi. In collaborazione con l'ISMA di Roma, sono state effettuate prove di estirpazione meccanica su piante madri di un anno e di valutazione del materiale prodotto. Le prove hanno messo in luce la possibilità di frammentare le ceppaie in rizomi di dimensioni accettabili mediante una zappatrice rotativa e di poter utilizzzare macchine in commercio opportunamente modificate, per la raccolta dei rizomi da terra. c) Valutazione della densità ottimale in funzione del tipo di materiale di propagazione impiegato (rizomi e piante micropropagate). La prova ha come obiettivo l'individuazione della tecnica di impianto più idonea per assicurare il conseguimento del massimo livello di produttività della coltura compatibilmente con i costi del materiale di propagazione utilizzato. Piantine e rizomi sono stati posti a confronto a 3 diverse densità (1,2 e 4 piante o rizomi/m2).

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                    • errezerotre
                      shake your mind!
                      • 18/01/07
                      • 3679

                      #11
                      Io ce lo farei volentieri il pieno alla macchina...

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                      • errezerotre
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                        • 18/01/07
                        • 3679

                        #12
                        cioè, secondo te è giusto affidarsi ad una pianta biotech con resa minore della canapa?
                        Calcola poi che stiamo parlando di canapa industriale (è solo il rimo passo per seminare droga e morte, o è solo la scelta più sensata?)

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                        • Hristo
                          Opinionista
                          • 08/10/04
                          • 6953

                          #13
                          Quando sarà piu economico fare un chilometro con un automobile a biomassa rispetto ad un automobile a benzina, qualsiasi pianta buona a produrre biomassa sarà coltivata in grandi quantità, stanne certo.
                          [B][FONT="Book Antiqua"]Prima legge del dibattito:

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                          • errezerotre
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                            • 18/01/07
                            • 3679

                            #14
                            un pò di tempo fa c'era stata una rivolta in india perchè una legge obbligava a comprare piante biotech per "incrementare la produzione", però i contadini dovendo ricomprare i semi ogni anno (le piante biotech sono sterili) alla fine fallivano e dovevano vendere tutto alla stessa multinazionale che gli aveva venduto i semi...

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                            • errezerotre
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                              • 18/01/07
                              • 3679

                              #15
                              Originariamente Scritto da Hristo Visualizza Messaggio
                              Quando sarà piu economico fare un chilometro con un automobile a biomassa rispetto ad un automobile a benzina, qualsiasi pianta buona a produrre biomassa sarà coltivata in grandi quantità, stanne certo.


                              lol, lo è già! Se le biomasse venissero coltivate su larga scala e l'industria automobilistica vendesse motori adattati in tal senso l'olio di colza andrebbe già bene (che poi l'olio di colza sia una soluzione rudimentale ed ignorante lo sanno tutti, ma è solo un esempio).

                              Fra parentesi, stai andando contro il senso stesso del tuo topic a dire questo. Le biomasse possono già essere utilizzate per produrre energia rinnovabile con ottime rese, la macchina è solo un uso specifico
                              Last edited by errezerotre; 30-05-2007, 17:13.

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