Questo
Una storia dell'orrore?
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Visto che a più persone è piaciuto posto subito la seconda parte, il resto è un po' da ridefinire
N.B. Da leggersi in chiave ironica!
Quindi, ecco che lasci la chiesa, in braccio al tuo lui, a cui sei figuratamente incatenata attraverso due anelli, uno al tuo e uno al suo dito. Una catena di due anelli è la più corta e costringente che ci possa essere, ma in quel momento non ci dai importanza. Pensi che non potresti essere più felice di così, ed è vero, non lo sarai mai più. Comincia la vostra vita di coppia. Inizialmente tutto va a gonfie vele, lui è sempre carino con te, dolce, come quando eravate fidanzati, e intimamente l'intesa è perfetta, ma sentite che manca qualcosa, affinchè la vostra unione sia perfetta, così commettete uno degli errori più frequenti in cui si incorre dopo il matrimonio: decidete di avere dei figli. Ben presto però, col mutuo da pagare e la prospettiva della nascita di un bambino, vi rendete conto di non avere disponibilità economiche sufficienti, così tu, che remando contro alla tendenza generale sognavi di diventare l'angelo del focolare, ti trovi costretta a trovare un lavoro. Non avevi mai lavorato prima, ma hai un diploma con un voto vicino al massimo, e già ti immagini come sarà il tuo prossimo, soddisfacente lavoro. Poi sei costretta a tornare coi piedi per terra. Donna giovane, sposata da poco... 1+1=2. Nessuno vuole assumere una potenziale mamma. Così il tempo passa, e la tua autostima crolla al crescere dei colloqui non andati a buon fine. Ma alla fine, dopo tanto peregrinare, riesci a trovare un'occupazione, umile e con una paga altrettanto umile. Ma ti accontenti, pensi che è solo una condizione temporanea, che col tempo troverai un lavoro migliore e che forse, un giorno, tuo marito troverà un lavoro più redditizio e potrai fare a meno di lavorare anche tu. Questa, diventerà l'unica speranza a cui potrai restare aggrappata mentre pulisci i pavimenti delle scuole per i prossimi mesi. Finchè non sopraggiunge la maternità. E' una benedizione pensi, ti salva dal lavoro e al contempo riaccende il rapporto col tuo lui, che nel frattempo si era lievemente raffreddato, tra il tuo e il suo lavoro il tempo per stare insieme si era drastricamente ridotto.
Col tempo i segni della gravidanza si fanno sempre più evidenti. Talvolta hai nausea, vomito, ti senti strana e la tua forma, fino ad allora sinuosa e perfetta, comincia lentamente e irrimediabilmente a trasfigurarsi. Metti su un chilo dopo l'altro, e ai problemi prima elencati si aggiunge il maldischiena. Senza contare la cosa peggiore: da quando sei incinta, il medico ti ha tassativamente proibito di fumare. Fino ad allora avevi fumato quasi un pacchetto al giorno, ed ora ti vedevi costretta a smettere, proprio ora che ne avevi più bisogno. Ma non importa pensi, quando il tuo bambino nascerà ti guarderai indietro e penserai che tutto questo, in fondo, è una bazzeccola. Ed è così, ma non per il motivo che pensi tu... è perchè ancora non conosci il parto. Il giorno fatidico arriva, e a parte l'ostetrica che saltava a ginocchia unite sul tuo ventre e tuo marito che è svenuto e rinvenuto almento quattro volte tutto è andato bene, il bambino è nato, anzi, la bambina. Infatti, tu e tuo marito avevate scelto di non sapere il sesso del bambino fino alla nascita, per riservarvi la sorpresa. Solo che, nel frattempo, vi eravate autoconvinti che doveva trattarsi di un maschio, quindi non vi siete soffermati a pensare a un ipotetico nome per una femmina. Ma non importa, il nome è un dettaglio, qualunque nome avrà rimane cmq una bellissima bambina. Così affidi a lui il compito di sceglierne uno, tu sei troppo stanca e hai bisogno di riposo, mentre lui si è riposato parecchio in sala parto. Al suo ritorno dall'anagrafe gli chiedi che nome ha dato alla bambina, e lui, col petto gonfio d’orgoglio risponde:
<Genoveffa!>
<Ma... come sarebbe Genoveffa... cioè... tu hai chiamato nostra figlia Genoveffa??>
<A dire il vero quello è il secondo nome, il primo è Ludovica!>
Pensi che non se la prenderà se, questa volta, svieni tu. In fondo hai appena partorito, hai bisogno di riposo.
p.s. adesso coloro che si chiamano Genoveffa o Ludovica vengono qui a linciarmi
Last edited by Iena; 25-02-2007, 21:29.
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What?????????????Originariamente Scritto da madchen Visualizza Messaggio
UN SALUTO ad OKNO...
okno,spero mi spiegherai
Iena ma...complimenti!!!!!!...
Se il racconto lo postassi interamente probabilmente lo leggerei tutto d'un fiato..
Siamo fatti con la stessa materia di cui sono fatti i sogni.
omohitsutsu
nureba ya hito no
mietsuramu
yume to shiriseba
samezaramashi wo.
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Originariamente Scritto da okno Visualizza MessaggioInquietante la seconda parte, Iena.. mi mette angoscia!

Si chiama "storia dell'orrore" non per nulla
, e spesso la vena "drammatica" ha prevalso su quella ironica 
Tuttavia la storia dell'uomotiv
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Carinissimo!!!Sono proprio curiosa di leggere il resto... 
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