Una delle cose brutte del crescere è che si finisce per diventare custodi dei propri genitori...
Se penso a chi non ha più i genitori o è legato a loro per delle gravi malattie, mi vergogno un po’ di me stessa... ma è la mia storia e di questa mi lamento.
Piccolo riassunto, per chi non sapesse i fatti miei....
Nel ’99 mio padre se ne va di casa (parole sue: Ho trovato una bionda che mi da tutto quello che VOI non mi avete mai dato). Mia madre, che all’epoca del matrimonio (24 anni prima) lasciò un buon lavoro per dedicarsi alla famiglia, per grazia ricevuta, ne trova un altro come operai in una piccola ditta dello scomodo (no treni e pochi autobus) paesino dove viviamo.
Mio fratello maggiore già lavorava ed io lavoro in una discoteca della zona che mi rende abbastanza da non pesare sulla famiglia e da potermi mantenere all’università...
Nel ’02 firmato il LORO divorzio, arriva come un fulmine a ciel sereno la richiesta da parte dell’avvocato di mio padre di liquidargli la sua parte di casa o di venderla di comune accordo, altrimenti sarebbe stata messa all’asta ... (inutile dire che per un anno mio padre non ha più risposto al telefono...). A quel punto mi ritrovo ad un bivio e lì faccio la scelta sbagliata e vi coinvolgo anche mio fratello; mollo gli studi a 8 esami dalla laurea (vecchio ordinamento) o a un solo esame dal diploma di laurea (nuovo ordinamento) e mi cerco un lavoro più stabile che mi permetta di pagare la rata del mutuo, che insieme a mio fratello, accendo per non dover vendere quella casa che costruirono mattone su mattone i nostri genitori... mai farsi prendere dai sentimentalismi... anche il pensiero di nostra madre e del suo futuro ebbe il suo bel peso...
Nel marzo ‘06 finalmente posso psicologicamente “tirare un po’ il fiato” avendo un lavoro a tempo indeterminato e con la prospettiva di mettere in vendita la casa e dal ricavato prendere 3 appartamentini, così che ognuno possa essere libero di viversi la propria vita... non vi dico quanti film mi sono fatta...
Però anche quel sogno di spensieratezza dura poco... mia madre ha sempre più problemi con la schiena (3 ernie lombari e una cervicale - le manca un solo punto d’invalidità per poter entrare nelle fasce agevolate) e il tipo di lavoro non migliora le cose, anzi...
Dal momento che alla sfiga non c’è mai fine... la ditta dove lavora, dopo qualche mese di cassa integrazione, nel marzo di quest’anno chiude i battenti e lei si ritrova disoccupata e con una schiena che nonostante un intervento chirurgico in febbraio ancora le da troppi problemi...
Inutile dire che non riesco a trovarle un lavoro e il fatto che sia senza patente peggiora le cose all’inverosimile e riduce la lista già esigua praticamente al nulla assoluto...
Non so neanche spiegarvi come mi sento, sono mesi che la sto incitando a prendere sta patente, ma lei si è chiusa nel suo bozzolo, mi sembra una bambina capricciosa, dice che intanto non guiderà mai!! Sono esausta... cosa devo fare, mi sembra di vivere in una gabbia, ne uscirò mai? O devo continuare a farle da custode?
Il mio ragazzo già parlava di convivenza... nada, si rimanda; mi volevo iscrivere all’università e dare sto benedetto esame, no troppi soldi non è il momento e si rimanda ancora... patente da moto e moto...idem - cambiare la macchina che ha 300.000km (e solo quest’anno mi è costata fra una cosa e l’altra1800/2000 € )... non parliamone nemmeno!
Così avendo riallacciato i rapporti col proprietario della discoteca dove lavoravo, ho pensato di chiedergli se ha bisogno di una barista... ma alla fine della MIA vita che ne rimane?
Fino a che punto è giusto rinunciare? Se dovessi farmi più egoista e mia madre nel frattempo non svegliarsi... non so proprio come finirebbe...mi pesa troppo la testa... ma si, meglio non pensare e scusate lo sfogo.
Se penso a chi non ha più i genitori o è legato a loro per delle gravi malattie, mi vergogno un po’ di me stessa... ma è la mia storia e di questa mi lamento.
Piccolo riassunto, per chi non sapesse i fatti miei....
Nel ’99 mio padre se ne va di casa (parole sue: Ho trovato una bionda che mi da tutto quello che VOI non mi avete mai dato). Mia madre, che all’epoca del matrimonio (24 anni prima) lasciò un buon lavoro per dedicarsi alla famiglia, per grazia ricevuta, ne trova un altro come operai in una piccola ditta dello scomodo (no treni e pochi autobus) paesino dove viviamo.
Mio fratello maggiore già lavorava ed io lavoro in una discoteca della zona che mi rende abbastanza da non pesare sulla famiglia e da potermi mantenere all’università...
Nel ’02 firmato il LORO divorzio, arriva come un fulmine a ciel sereno la richiesta da parte dell’avvocato di mio padre di liquidargli la sua parte di casa o di venderla di comune accordo, altrimenti sarebbe stata messa all’asta ... (inutile dire che per un anno mio padre non ha più risposto al telefono...). A quel punto mi ritrovo ad un bivio e lì faccio la scelta sbagliata e vi coinvolgo anche mio fratello; mollo gli studi a 8 esami dalla laurea (vecchio ordinamento) o a un solo esame dal diploma di laurea (nuovo ordinamento) e mi cerco un lavoro più stabile che mi permetta di pagare la rata del mutuo, che insieme a mio fratello, accendo per non dover vendere quella casa che costruirono mattone su mattone i nostri genitori... mai farsi prendere dai sentimentalismi... anche il pensiero di nostra madre e del suo futuro ebbe il suo bel peso...
Nel marzo ‘06 finalmente posso psicologicamente “tirare un po’ il fiato” avendo un lavoro a tempo indeterminato e con la prospettiva di mettere in vendita la casa e dal ricavato prendere 3 appartamentini, così che ognuno possa essere libero di viversi la propria vita... non vi dico quanti film mi sono fatta...
Però anche quel sogno di spensieratezza dura poco... mia madre ha sempre più problemi con la schiena (3 ernie lombari e una cervicale - le manca un solo punto d’invalidità per poter entrare nelle fasce agevolate) e il tipo di lavoro non migliora le cose, anzi...
Dal momento che alla sfiga non c’è mai fine... la ditta dove lavora, dopo qualche mese di cassa integrazione, nel marzo di quest’anno chiude i battenti e lei si ritrova disoccupata e con una schiena che nonostante un intervento chirurgico in febbraio ancora le da troppi problemi...
Inutile dire che non riesco a trovarle un lavoro e il fatto che sia senza patente peggiora le cose all’inverosimile e riduce la lista già esigua praticamente al nulla assoluto...
Non so neanche spiegarvi come mi sento, sono mesi che la sto incitando a prendere sta patente, ma lei si è chiusa nel suo bozzolo, mi sembra una bambina capricciosa, dice che intanto non guiderà mai!! Sono esausta... cosa devo fare, mi sembra di vivere in una gabbia, ne uscirò mai? O devo continuare a farle da custode?
Il mio ragazzo già parlava di convivenza... nada, si rimanda; mi volevo iscrivere all’università e dare sto benedetto esame, no troppi soldi non è il momento e si rimanda ancora... patente da moto e moto...idem - cambiare la macchina che ha 300.000km (e solo quest’anno mi è costata fra una cosa e l’altra1800/2000 € )... non parliamone nemmeno!
Così avendo riallacciato i rapporti col proprietario della discoteca dove lavoravo, ho pensato di chiedergli se ha bisogno di una barista... ma alla fine della MIA vita che ne rimane?
Fino a che punto è giusto rinunciare? Se dovessi farmi più egoista e mia madre nel frattempo non svegliarsi... non so proprio come finirebbe...mi pesa troppo la testa... ma si, meglio non pensare e scusate lo sfogo.
se non che io sono stato più fortunato, decisamente...

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