Sotto lo stesso cielo...

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  • Doppio
    Superstite
    • 04/08/10
    • 4917

    #1

    Sotto lo stesso cielo...

    Non sapevo dove mettere questa discussione, ci sarebbe stata in scienze, ma non è propriamente un dubbio scientifico, magari in spiritualità, ma non ho voglia che prenda una piega troppo esoterica, qui in SLS credo si potrà guardare alla cosa secondo punti di vista più variegati.

    Ieri sera, guardando il cielo, mi sono venute in mente un paio di domande alle quali non sono riuscito a rispondere.

    La prima riguarda il movimento relativo della terra rispetto ai moti dei vari astri che ornano il nostro cielo: un pianeta che ruota su se stesso, gira intorno al sole, segue il moto della galassia in quale è dislocato, si allontana da un punto centrale (se l'universo si è effettivamente originato con il big bang) e chissà quanti altri movimenti compie, come mai rimane sempre in un equilibrio relativo per cui da un punto di osservazione sulla sua superfice il cielo appare statico? (Non è corretto dire statico perché in realtà si muove sia nell'arco di una singola notte che seguendo cicli vari, ma più o meno il cielo resta quello.) Non sarebbe logico pensare che la "vista" da un punto qualsiasi sulla superficie di una palla che si muove in mille modi cambi completamente ogni attimo? ( Ad esempi se uno si trovasse su un punto sulla superficie di un pallone da calcio e guardasse il suo cielo immagino che difficilmente vedrebbe sempre la stessa frazione di stadio.)

    La seconda domanda è invece sulle costellazioni: queste sappiamo che sono un nostro arbitrario "unire i puntini", ma i puntini che vediamo non sono numerati come sulla settimana enigmistica, potrebbero essere uniti in un numero praticamente infinito di modi, eppure mi pare che in tutto il mondo (be' in realtà in metà del mondo, il cielo cambia sotto l'equatore) popolazioni differenti hanno visto più o meno le medesime costellazioni, questo come si spiega? A rigor di logica ogni singolo navigatore che nel corso della storia avesse deciso di usare le stelle per orientarsi in mare aperto avrebbe tranquillamente potuto farsi le sue personalissime costellazioni (e avrebbero egregiamente servito allo scopo), magari determinate dalla posizione dei gruppi di stelle rispetto alle mete dei suoi viaggi (se per esempio un mercante, facendo la spola tra Creta e Atene 30 volte l'anno, magari avrebbe scelto di unire i puntini che vedeva dalla prua della nave guardando in direzione della sua destinazione, un altro navigatore, battendo una rotta diversa avrebbe dato importanza a gruppi differenti).

    Magari poi mi sbaglio di grosso e scopro che invece nel passato le costellazioni erano legate alle popolazioni, ma nell'anno X si è stabilita per convenzione una mappa stellare tale da unificare tutti quanti, ma non mi risulta... fin dall'antichità si parla di costellazioni e mi pare proprio siano sempre quelle stesse.
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    Moderatore droghe
  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24593

    #2
    Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
    Magari poi mi sbaglio di grosso e scopro che invece nel passato le costellazioni erano legate alle popolazioni, ma nell'anno X si è stabilita per convenzione una mappa stellare tale da unificare tutti quanti, ma non mi risulta... fin dall'antichità si parla di costellazioni e mi pare proprio siano sempre quelle stesse.
    non capisco una mazza di astronomia, ma credo tu ci abbia dato, nel senso che lo spostamento c'è, ma è relativo e lento e, date le distenze appunto siderali, non tale da modificare radicalmente la prospettiva;
    sta cosa la so solo perché una delle critiche mosse all'astrologia è che gli allineamenti del sole con le costellazioni sono mutati, per cui suppongo di essere dello scorpione anziché del sagittario
    Last edited by axeUgene; 16-11-2012, 23:09.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • Doppio
      Superstite
      • 04/08/10
      • 4917

      #3
      Sarebbe interessante vedere che succede se tieni prigioniero fin dalla nascita un cristo e poi ad una certa età gli fai vedere le stelle (non prendendolo a martellate sugli alluci) e gli chiedi come le unirebbe.
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      Moderatore droghe

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      • Misterikx
        whatever..
        • 24/03/05
        • 15327

        #4
        Adognibuonconto accendo un fiammifero per cercare di far luce su un´ universo oscuro, le sue motivazioni, forme, determinazioni, strutture e orientamenti...

        - L´ universo DEVE avere una qualche forma di COERENZA a livello generale, che gli permetta di esistere sia senza "sfaldarsi" che senza collassare, ovvero che gli consenta di farlo secondo (quelli che noi consideriamo) tempi estremamente lunghi rispetto alla nostra percezione (anche logica).
        -Nell' ambito di tale "substrato" coerente generalizzato, rigido ed inalterabile (una sorta di "telaio" di sostegno) DEVE poter disporre di DUE ulteriori elementi:

        1- Capacita´ "locale" di ERRORE, piccolissimo ma determinabile.

        2- Capacita´ di MEMORIA secondo classi di livelli incrementali.

        L´ EVOLUZIONE, a qualsiasi livello (si badi bene, "livello" e non "stadio": il tempo e´ escluso) avviene per la capacità di memorizzare, confrontare e valutare gli ERRORI.

        Noi esseri umani, parte dell´ universo di cui facciamo integralmente parte, siamo soggetti alla stessa legge, che applichiamo al "nostro" livello".

        Una legge che, applicata a livello subatomico (o "ultra-subatomico", chissa´), deve aver generato atomi, molecole sempre più complesse, fino a quelle biologiche ed ai loro aggregati superiori, compreso il mondo "vivente" e l´ uomo stesso, nonche´ tutti gli aggregati di "materia" che rientrano nella nostra percezione.


        Il tutto "supportato" dal famoso ed inarrivabile "telaio" che determina la coerenza di tutto il sistema, del quale e della cui estensione non potremo mai arrivare a farci un´ idea sostenibile, mentre potremo avvicinarci indefinitamente ad indagarne la "natura", senza poter mai arrivare a definirla in termini ultimativi.

        Condannati dunque a vivere "indefiniti" a meta´ strada tra "infiniti" ed "infinitesimi", senza poter accedere ne agli uni ne agli altri.

        Forse pero´e´ proprio questa condizione "mediana" e di "indimostrabile equilibrio" che ci tiene al centro di quella "gaussiana della percezione" che ci consente di vivere in un´ universo sconosciuto ed ostile senza restare preda di un terrore cosmico.

        Insomma ,che importa da quale angolazione vedi o hanno visto il tutto
        non risolve i grandi quesiti .
        " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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        • Doppio
          Superstite
          • 04/08/10
          • 4917

          #5
          'azz', non somo sicuro di aver capito, comunque mi stai dando una spiegazione alla prima domanda, giusto? Diciamo che posso più o meno capire perché l'universo abbia delle regole strutturali che imponga agli elementi un certo equilibrio, forse è un po' come un oggetto che galleggia, uvunque e comunque si muova la superficie dell'acqua avrà la medesima posizione o al limite oscillerà con modalita definite. È la seconda domanda però che mi lascia maggiormente perplesso, non è proprio logico, a mio avviso, che abbiano visto tutti le stesse relazioni tra gli oggetti luminosi del cielo. L'unica cosa che mi viene in mente è la possibilità che questa sapienza sia antica quanto la nascita dell'homo sapiens e sia stata tramandata fin da quando gli uomini erano due. Oh Dei, in teoria potrei anche pensare ad un'altra spiegazione, ma mi crea più problemi di quanti me ne risolva: le costellazioni potrebbero essere le stesse per tutti per il semplice fatto che sono a tutti gli effetti quelle "giuste" e che in pratica, qualunque cosa questo significhi, le stelle abbiano una disposizione con insito un vero e proprio significato.
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          Moderatore droghe

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