Come sappiamo è una malattia degenerativa e chi ne è affetto perde le capacità cognitive.
Ho due testimonianze da raccontare. Entrambe tragiche per chi le ha vissute ma che a volte lasciano spazio ad episodi che poi sono quelli
che si ricordano di più, episodi che in un certo senso potremmo definire tragicomici.
La prima, quella più tragica :
La mamma di un mio amico ne è affetta e poverina è ancora relativamente giovane. Lei non lo riconosce come suo figlio, tanto che continuamente gli chiede chi sia.
La signora ha anche un altro figlio, fratello minore del mio amico. Ebbene lui invece lo riconosce, come riconosce suo marito. L'unico escluso dai suoi ricordi è quindi
solo il mio amico, il quale, con gran dignità, fa finta di niente e se ne cura quotidianamente con l'amore proprio di un figlio. La moglie però ci ha confessato che invece
ne soffre molto in quanto gli piacerebbe sentirsi trattato ancora da figlio come un tempo era, invece che come un estraneo.
La seconda, quella tragicomica :
Un'altra mamma ne era affetta. Una splendida vecchina che ha lasciato questo mondo a novant'anni. E l'ha lasciato per sua decisione... cioè quel giorno, aveva detto che
sarebbe morta e infatti poi è morta.
Vi spiego meglio
Questa signora catanese, residente a Capo Mulini, frazione di Acireale, abitava in una villa sul mare. Quando dico sul mare intendo che avevano un molo privato dove
ormeggiavano le barche a vela (e tutt'ora le ormeggiano), pronte a salpare per la Grecia. Bastava imbarcare la provviste, chiudere a chiave la porta del balcone, salire
a bordo, issare le vele e partire.... dicevo questa vecchina, tosta, tenace e con un carattere sempre allegro, anche in malattia, ebbene anche lei non riconosceva uno
suo figlio, ma anche qualche altro famigliare. Spesso si rivolgeva al figlio chiedendogli chi fosse. Quando questi le rispondeva che era suo figlio, le lo guardava meravigliata
dicendo : "Ma veramente?? ma Daiiii!!!!!" e poi, come per scusarsi per non averlo riconosciuto gli diceva "però si beddu!!!" (però sei bello), sorridendogli sorniona.
La vecchina aveva accanto una sorella che abitava come lei in villa. Una villa proprio accanto alla sua. Insieme le due ville condividono il molo privato. Un giorno il nipote,
figlio della sorella, telefonò a casa della madre. Poiché nessuno gli rispondeva, pensò di telefonare a casa della zia, per vedere se la madre si trovasse da lei :
nipote : "pronto? Zia? Ciao sono Giacomo, come stai?"
zia: "ho Giacomo, beddu!!! Ciao, bene e tu come stai, caro?"
nipote : "bene grazie. Senti zia, la mamma è lì da te?"
zia : "no Giacomo, non c'è. Io sono qui con un'amica che sto giocando a carte"
nipote: "un'amica? E come si chiama?"
zia rivolgendosi all'amica : "senti.... com'è che ti chiami?"
zia al telefono : "Si chiama Marisa"
nipote : "Marisa?? Ti dispiace passarmela un attimo??"
Era la madre.
Quel fatidico giorno, quello in cui se ne andò, intendo, non stava molto bene, tanto che ad certo punto disse al figlio "sai che c'è, Massimo? Ora muoio."
E il figlio : "ma che dici mamma, non lo dire neanche per scherzo, vedrai che domani ti sentirai meglio". Lei: "ma picchì, nun pozzu moriri? Io voio moriri
oggi!!" (ma perché non posso morire? Io voglio morire oggi.)
Quella sera stessa se ne andò.
Chissà quante altre storie si potrebbero raccontare... storie drammatiche, strazianti... a volte penose.... ma che lasciano anche spazio a degli episodi tragicomici che poi
sono quelli che più si ricordano e che aiutano i parenti a ricordare i propri cari con un sorriso sulle labbra. E questo perché è più facile ricordare un momento di gioia,
una risata... piuttosto che altri momenti meno felici.
Che dire? Se dovesse capitarmi una cosa del genere, spero di vivere come la vecchina di Capo Mulini... la quale pur vivendo la malattia, mi hanno detto che era sempre
allegra e gioiosa pur senza la consapevolezza di essere!
Buona notte!!
Ho due testimonianze da raccontare. Entrambe tragiche per chi le ha vissute ma che a volte lasciano spazio ad episodi che poi sono quelli
che si ricordano di più, episodi che in un certo senso potremmo definire tragicomici.
La prima, quella più tragica :
La mamma di un mio amico ne è affetta e poverina è ancora relativamente giovane. Lei non lo riconosce come suo figlio, tanto che continuamente gli chiede chi sia.
La signora ha anche un altro figlio, fratello minore del mio amico. Ebbene lui invece lo riconosce, come riconosce suo marito. L'unico escluso dai suoi ricordi è quindi
solo il mio amico, il quale, con gran dignità, fa finta di niente e se ne cura quotidianamente con l'amore proprio di un figlio. La moglie però ci ha confessato che invece
ne soffre molto in quanto gli piacerebbe sentirsi trattato ancora da figlio come un tempo era, invece che come un estraneo.
La seconda, quella tragicomica :
Un'altra mamma ne era affetta. Una splendida vecchina che ha lasciato questo mondo a novant'anni. E l'ha lasciato per sua decisione... cioè quel giorno, aveva detto che
sarebbe morta e infatti poi è morta.
Vi spiego meglio
Questa signora catanese, residente a Capo Mulini, frazione di Acireale, abitava in una villa sul mare. Quando dico sul mare intendo che avevano un molo privato dove
ormeggiavano le barche a vela (e tutt'ora le ormeggiano), pronte a salpare per la Grecia. Bastava imbarcare la provviste, chiudere a chiave la porta del balcone, salire
a bordo, issare le vele e partire.... dicevo questa vecchina, tosta, tenace e con un carattere sempre allegro, anche in malattia, ebbene anche lei non riconosceva uno
suo figlio, ma anche qualche altro famigliare. Spesso si rivolgeva al figlio chiedendogli chi fosse. Quando questi le rispondeva che era suo figlio, le lo guardava meravigliata
dicendo : "Ma veramente?? ma Daiiii!!!!!" e poi, come per scusarsi per non averlo riconosciuto gli diceva "però si beddu!!!" (però sei bello), sorridendogli sorniona.
La vecchina aveva accanto una sorella che abitava come lei in villa. Una villa proprio accanto alla sua. Insieme le due ville condividono il molo privato. Un giorno il nipote,
figlio della sorella, telefonò a casa della madre. Poiché nessuno gli rispondeva, pensò di telefonare a casa della zia, per vedere se la madre si trovasse da lei :
nipote : "pronto? Zia? Ciao sono Giacomo, come stai?"
zia: "ho Giacomo, beddu!!! Ciao, bene e tu come stai, caro?"
nipote : "bene grazie. Senti zia, la mamma è lì da te?"
zia : "no Giacomo, non c'è. Io sono qui con un'amica che sto giocando a carte"
nipote: "un'amica? E come si chiama?"
zia rivolgendosi all'amica : "senti.... com'è che ti chiami?"
zia al telefono : "Si chiama Marisa"
nipote : "Marisa?? Ti dispiace passarmela un attimo??"
Era la madre.

Quel fatidico giorno, quello in cui se ne andò, intendo, non stava molto bene, tanto che ad certo punto disse al figlio "sai che c'è, Massimo? Ora muoio."
E il figlio : "ma che dici mamma, non lo dire neanche per scherzo, vedrai che domani ti sentirai meglio". Lei: "ma picchì, nun pozzu moriri? Io voio moriri
oggi!!" (ma perché non posso morire? Io voglio morire oggi.)
Quella sera stessa se ne andò.
Chissà quante altre storie si potrebbero raccontare... storie drammatiche, strazianti... a volte penose.... ma che lasciano anche spazio a degli episodi tragicomici che poi
sono quelli che più si ricordano e che aiutano i parenti a ricordare i propri cari con un sorriso sulle labbra. E questo perché è più facile ricordare un momento di gioia,
una risata... piuttosto che altri momenti meno felici.
Che dire? Se dovesse capitarmi una cosa del genere, spero di vivere come la vecchina di Capo Mulini... la quale pur vivendo la malattia, mi hanno detto che era sempre
allegra e gioiosa pur senza la consapevolezza di essere!
Buona notte!!
