Mettiti in posa

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  • Doppio
    Superstite
    • 04/08/10
    • 4917

    #1

    Mettiti in posa

    Volevo fare una riflessione sulla fotografia e su come sia cambiata prima con il passaggio da pellicola a digitale e poi con la social mania. I passaggi sono ovvi, la prima cosa l'ha resa più abbordabile sotto molti punti di vista: è ben diverso dover comprare un rullino con cui scatteremo una ventina di foto che non potremo rivedere prima di averlo esaurito più un minimo di un ora per lo sviluppo e la stampa (pagando sia la pellicola che la lavorazione), rispetto a scattarne cento in dieci minuti, rivederle in tempo reale e stamparle comodamente da casa; la seconda cosa ha mandato in pensione anche il passaggio della stampa: ora le foto di tutti sono fruibili da tutti in ogni momento e in ogni luogo.
    Le implicazioni sono diverse, ad esempi gli autoscatti sono sempre esistiti, ma mai prima d'ora sono stati qualcosa che necessitasse di una parola come selfie, oppure, chessò, quanti si sarebbero comentati nell'immortalare così facilmente le prorie imprese scoperecce sapendo che il primo a vederle sarebbe stato il vecchio sviluppatore sotto casa (alcuni risponderanno che lo facevano anche prima e non gli frega niente, alcuni magari godevano anche di un piacere esibizionistico nel farlo, ma sicuramente molti non l'avrebbero mai fatto), oppure ancora, non è che quasi ogni serata con gli amici aveva di una documentazione fotografica disponibile dal giorno successivo (se non in tempo reale) per tutti gli amici e gli amici degli amici (neanche adesso per molti, però molto più di prima... e per alcuni è proprio così).
    Quel che è certo è che la fotografia è entrata come non mai nel nostro quotidiano e se quando avevo 14 anni se tiravi fuori una macchina fotografica un discreto numero di tue amiche avrebbero reagito coprendosi il viso (mettendo così le mani davanti agli occhi, consentendo pertanto a noialtri di sbirciare nelle loro scollature restando per una volta impuniti), oggi vediamo invece reazioni diverse dalla duckface alle pose più fantasiose.

    Personalmente non amo ne fare foto ne subirle - la riflessione mi è venuta da una discussione avuta con un amico e che era partita dal fatto che non riuscirà mai a farmi una foto decente (è un tipo di quelli un po' troppo pignoli, che non possono prendere e scattare e basta, ma si mettono a rompere su come ti devi mettere, e la luce, e i cazzi, e i mazzi, e stai fermo, e intanto diventiamo vecchi, e scatti o no!!!), perché io vengo bene solo nelle foto che mi fanno quando non mi accorgo, altrimenti non riesco assolutamente a essere spontaneo - ma voi come avete vissuto il cambiamento?
    Non avete ancora visto niente

    Moderatore droghe
  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70446

    #2
    Ho sempre avuto la passione per la fotografia fin da bambina. A dieci anni mi sono fatta regalare una di quelle macchinette fotografiche di quelle che saranno costate ventimilalire, e ho iniziato a sperimentare. Mettevo via i soldi delle paghette per sviluppare i miei scatti. Mi piaceva fotografare, mi è sempre piaciuto. Farmi fotografare invece no, lo odiavo.
    Poi si è arrivati all'epoca del digitale e mi sono evoluta senza problemi, acquistando la mia prima macchina fotografica digitale. Avevo una ventina d'anni. Non è stato affatto un trauma, tutt'altro. Però sono contenta di avere imparato con la pellicola: col digitale sai che se sbagli qualcosa puoi rifare, perché comunque l'errore lo vedi subito. Aver imparato con la pellicola mi ha insegnato a lavorare bene da subito, a non scattare a caso, a studiare l'inquadratura. Per il resto il digitale è stato senza dubbio un salto in avanti dal punto di vista della comodità ma soprattutto dell'economicità, perché non si è più costretti a stampare le foto per vederle, se non quando strettamente necessario.
    Poi ho iniziato a trasformare il mio hobby in qualcosa di più. sono passata a fotocamere professionali e ho iniziato a lavorare come fotografa ai matrimoni.
    Sul mettersi o meno in posa concordo in pieno: non c'è nulla di peggio delle foto in posa. Quando fotografo ai matrimoni le evito come la peste (tranne quelle tradizionali coi parenti che devi fare per forza che poi altrimenti la nonna Pina si offende"). Le foto davvero belle sono quelle il più possibile naturali, per come la vedo io. Ma anche tra i fotografi vi sono diverse scuole di pensiero in merito.
    Comunque concordo anche sul fatto che l'immagine fotografica oggi è entrata prepotentemente nella nostra vita. E' credo la maggiore forma di comunicazione che abbiamo oggi. Racconta molto più che tante parole, e te lo dico da professionista sia delle parole che dell'immagine.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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    • okno
      Party Crasher
      • 30/03/06
      • 15292

      #3
      Ne ho discusso giusto 2 weekend fa, stavo pranzando insieme a un fotografo di Milano durante un servizio. Mi ha detto che lui quando ha iniziato a fare l'aiuto per i fotografi era ancora l'epoca della pellicola e ha vissuto abbastanza da vicino questa rivoluzione, ha spiegato come intanto si siano abbattuti drasticamente i costi per chi fa questo mestiere, con due conseguenze: costava meno lavorare ma costava meno anche entrare nel mercato. Poi è anche cambiata la presenza del professionista, ora più invasivo. Ha fatto l'esempio dei matrimoni, lui probabilmente avendo imparato con la pellicola è ancora abituato a fare poche foto, difficilmente più di 200. Se le studia bene e non tiene gli sposi impegnati più di una mezz'ora. In più ha detto che quando accetta un servizio di questo tipo mette in chiaro che non farà nemmeno una foto ai commensali ai tavoli, perché tanto alla fine sono foto che non dicono niente e non ha intenzione di infastidire la gente. Suoi colleghi più "freschi" invece partono da un migliaio di foto, tengono gli sposi 2 ore facendo talmente tanti scatti che mettendoli insieme sarebbe possibile creare un video fluido e fotografano qualsiasi cosa per paura di perdersi un dettaglio importante. Preferiscono poi fare selezione davanti al PC.

      Altra cosa che ha lamentato è che ora, con la possibilità di vedere immediatamente lo scatto, capita che i soggetti la vogliano vedere subito e visto che ormai sono tutti fotografi chiedono di rifarla perché secondo loro è venuta male. Ha lamentato una svalutazione della figura del fotografo, forse perché ora essendo disponibili a buon mercato strumenti validi pensano tutti di saperne e che il ruolo di fotografo si riduca un po' a quello di esecutore di scatti.

      Io con le foto sono una frana, mi piacerebbe essere capace e invidio chi trova sempre un bel soggetto da fotografare.. mi manca completamente la vena artistica. Da bambino quando andavo in gita con la scuola armato di usa-e-getta allo sviluppo i soggetti erano sempre: prato fiorito, rete metallica con monumento in sfondo, sasso dalla forma buffa e dito davanti all'obiettivo.
      "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


      -=1313=-

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      • nahui
        Astensionista

        • 05/03/09
        • 21040

        #4
        Mi ci diverto senza ragionarci troppo. Da quando ho scoperto la possibilità di ritagliare e correggere difetti prima dell'eventuale stampa, mi diverto ancora di più. Sono poco fotogenica, ma me ne frego. Spesso faccio le smorfie, è un gioco.
        Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
        (George Bernard Shaw)

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        • dark lady
          la viaggiatrice
          • 09/03/05
          • 70446

          #5
          Originariamente Scritto da okno Visualizza Messaggio
          Ne ho discusso giusto 2 weekend fa, stavo pranzando insieme a un fotografo di Milano durante un servizio. Mi ha detto che lui quando ha iniziato a fare l'aiuto per i fotografi era ancora l'epoca della pellicola e ha vissuto abbastanza da vicino questa rivoluzione, ha spiegato come intanto si siano abbattuti drasticamente i costi per chi fa questo mestiere, con due conseguenze: costava meno lavorare ma costava meno anche entrare nel mercato. Poi è anche cambiata la presenza del professionista, ora più invasivo. Ha fatto l'esempio dei matrimoni, lui probabilmente avendo imparato con la pellicola è ancora abituato a fare poche foto, difficilmente più di 200. Se le studia bene e non tiene gli sposi impegnati più di una mezz'ora. In più ha detto che quando accetta un servizio di questo tipo mette in chiaro che non farà nemmeno una foto ai commensali ai tavoli, perché tanto alla fine sono foto che non dicono niente e non ha intenzione di infastidire la gente. Suoi colleghi più "freschi" invece partono da un migliaio di foto, tengono gli sposi 2 ore facendo talmente tanti scatti che mettendoli insieme sarebbe possibile creare un video fluido e fotografano qualsiasi cosa per paura di perdersi un dettaglio importante. Preferiscono poi fare selezione davanti al PC.
          Questo è vero da un lato, ma dipende dai fotografi. Io non impegno gli sposi più di mezz'ora, perchè comunque la maggior parte delle foto che poi gli faccio non sono in posa, le faccio mentre stanno parlando, scherzando o giocando con i propri ospiti o tra di loro. E sono le foto più belle, secondo me.
          Poi guarda, proprio per l'evoluzione della fotografia oggi se presenti 200 scatti hanno ben poco da scegliere, visto che con l'album libro ce ne stanno anche 150, di foto... Io se presento meno di 1000 foto (complessivamente, tra me e l'altro fotografo con cui lavoor) mi vergogno un sacco. Abbiamo appena consegnato le foto dell'ultimo matrimonio, erano 1.500.

          Originariamente Scritto da okno Visualizza Messaggio
          Altra cosa che ha lamentato è che ora, con la possibilità di vedere immediatamente lo scatto, capita che i soggetti la vogliano vedere subito e visto che ormai sono tutti fotografi chiedono di rifarla perché secondo loro è venuta male. Ha lamentato una svalutazione della figura del fotografo, forse perché ora essendo disponibili a buon mercato strumenti validi pensano tutti di saperne e che il ruolo di fotografo si riduca un po' a quello di esecutore di scatti.
          Questo purtroppo è vero. Bisogna infatti sapersi differenziare, usando tecnica e fantasia che chi non è un fotografo non possiede. COncordo comunque, è odioso che ora tutti si atteggino a fotografi professionisti...
          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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          • okno
            Party Crasher
            • 30/03/06
            • 15292

            #6
            Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
            Questo è vero da un lato, ma dipende dai fotografi. Io non impegno gli sposi più di mezz'ora, perchè comunque la maggior parte delle foto che poi gli faccio non sono in posa, le faccio mentre stanno parlando, scherzando o giocando con i propri ospiti o tra di loro. E sono le foto più belle, secondo me.
            Poi guarda, proprio per l'evoluzione della fotografia oggi se presenti 200 scatti hanno ben poco da scegliere, visto che con l'album libro ce ne stanno anche 150, di foto... Io se presento meno di 1000 foto (complessivamente, tra me e l'altro fotografo con cui lavoor) mi vergogno un sacco. Abbiamo appena consegnato le foto dell'ultimo matrimonio, erano 1.500.
            Nel discorso che mi ha fatto non ho avvertito giudizi sulla qualità del lavoro di chi è abituato diversamente da lui, faceva solo delle considerazioni su come ha influito questo cambio di tecnologia sul modo di lavorare. Un tempo 1500 foto erano impensabili e forse perché lui ha imparato "risparmiando" ancora oggi ha questa abitudine.
            "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


            -=1313=-

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            • dark lady
              la viaggiatrice
              • 09/03/05
              • 70446

              #7
              Originariamente Scritto da okno Visualizza Messaggio
              Nel discorso che mi ha fatto non ho avvertito giudizi sulla qualità del lavoro di chi è abituato diversamente da lui, faceva solo delle considerazioni su come ha influito questo cambio di tecnologia sul modo di lavorare. Un tempo 1500 foto erano impensabili e forse perché lui ha imparato "risparmiando" ancora oggi ha questa abitudine.
              Si, ma senza dubbio. Anch'io quando scattavo a rullino "risparmiavo" molto di più sugli scatti. E' assolutamente normale.
              “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

              Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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              • arecata
                • 03/04/13
                • 5519

                #8
                Le 'macchinette' negli anni 60' erano le Comet Bencini, già da qualche anno.

                Le caxxate : per la mia prima comunione ebbi in regalo una Ferrania Rondine (macchinetta) ed una Balda Werke 35mm. super extra, ma mentre la prima me l'affidarono, la seconda non l'ho MAI vista più, dopo quel giorno perchè me la conservarono e quando un paio d'anni dopo la chiesi, non la trovarono più, probabilmente rubata da un dipendente infedele.

                Cosi la mia prima vera macchina fu una Voitglander Baldessa, e poi proseguii con le varie Nikon e (Nikkormat, F2, etc....nel 35mm. e la 'classica' Hasselblad 500 nel 6x6)

                Ci si riuniva annualmente a Numana per degli stage collettivi (Tiemp belle e na vota)
                Pánta rhêi hōs potamós

                arecata è il 2° nick-name di Blasel

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                • Doppio
                  Superstite
                  • 04/08/10
                  • 4917

                  #9
                  È curioso che nessuno abbia rilanciato la lomografia ora che è possibile moltiplicare all'infinito gli scatti quasi casuali.
                  Non avete ancora visto niente

                  Moderatore droghe

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                  • efua
                    Posh&Rebel
                    • 07/12/11
                    • 34901

                    #10
                    Ho sempre amato moltissimo le foto, farle con e senza di me.
                    Ho sempre pensato che una foto non scattata e' un ricordo che non c'e' (era se non sbaglio una pubblicita').
                    Da ragazzina usavo una vecchia Kodak di mio padre di quelle con il flash a cubetto esterno.
                    A 18 anni i miei amici mi regalarono una macchina fotografica.
                    Non so nemmeno di cosa si trattasse, scattavo e basta.
                    Il digitale mi ha resa euforica rispetto al fatto che posso scatenarmi, senza pensare allo scatto simil perfetto altrimenti finisco a caso il rullino.
                    Tanto comunque sviluppo.
                    Sono affezionata alle foto e agli album fotografici da sfogliare.
                    E fotografo ovunque, anche attraverso le foto mi esprimo.
                    -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

                    -Where there’s will there’s a way-

                    -Work hard have fun & be nice-


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