Avete un episodio della vostra vita da condividere? Un ricordo, magari divertente? Parliamo qui, se siete d'accordo.
Comincio con il raccontarvi cosa mi accadde una ventina d'anni fa.....
Sul finire del mese di giugno mi fissano un appuntamento di lavoro ad Arzano, hinterland di Napoli, alle 18,30. Zona totalmente a me sconosciuta, per cui, per esser puntuale mi anticipo e giungo all'appuntamento poco dopo le 18. La strada è un cul de sac e riesco a trovare subito il posto dove parcheggiare e noto che ci sono ragazzi di tutte le età, dai 6-7 anni in su, che giocano nella via, chi con lo skate bord, chi in bici, chi con altri mezzi ed a gruppetti vengono nei pressi della mia auto, si fermano, guardano e scappano. Dopo 5 - 10 minuti, anche le mamme dei suddetti pargoli vengono a squadrarmi, mentre mi arriva la telefonata della persona con cui ho appuntamento che mi preannuncia un suo ritardo dovuto ad un imprevisto.
Nel frattempo, nella palazzina che dista circa 5m. da dove sono parcheggiato, probabilmente rientra dal lavoro, un signore di circa 40anni il quale, appena sceso dal suo scooter, viene circondato da alcune mamme che gli parlano e che mi indicano. Il signore, seguito da un anziano, viene verso di me e con cortesia mi chiede cosa faccio li. Proprio perchè mi ha posto la domanda in modo gentile e cortese, gli comunico che ho appuntamento con un residente, e lui replica, scusandosi :"sa, in questo periodo si leggono cosi tante cose sui giornali sui pedofili..." Non gli rispondo neppure e mi riseggo in auto mentre lui e l'anziano vanno via.
Circa 2 minuti dopo giunge un'Alfa 155 dei C.C. che si piazza di traverso come a voler bloccare un eventuale mio tentativo di fuga. Il capo pattuglia ed un appuntato mi si avvicinano e senza neppure dire 'buongiorno' chiedono perentoriamente :"Patente e libretto" iniziando un interrogatorio (di chi è l'auto etc. etc.) al che prendo il mio cellulare e chiamo Francesco il mio amico comandante del N.O. (nucleo operativo dei C.C.) di Napoli e gli accenno il problema al che lui dice :"Passami il capo pattuglia", stranamente, costui, accetta di parlare al telefono, non sa ancora con chi, ma prende il telefono e dopo un paio di battute si allontana per non far sentire la conversazione, ma vedo che prima sorride, quasi divertito, poi diviene serio, e questa sua conversazone dura circa 10 minuti (meno male che la batteria era carica e la scheda era in abbonamento...) e torna, facendomi un sorriso, quasi a scusarsi e mi porge il mio telefono dicendo :"Il comandante vuole parlare con lei" e sento subito la voce di Francesco che mi prende in giro :"Ti conosco da tanto tenpo e non sapevo che fossi diventato pedofilo",
Ricorderà il mio "vaffa..." (e lo ricorda ancora)che poi trasmisi con tutta la stizza al colpevole di questo, per me, increscioso qui pro quo, il tizio con il quale avevo appuntamento che giunse subito dopo.
Comincio con il raccontarvi cosa mi accadde una ventina d'anni fa.....
Sul finire del mese di giugno mi fissano un appuntamento di lavoro ad Arzano, hinterland di Napoli, alle 18,30. Zona totalmente a me sconosciuta, per cui, per esser puntuale mi anticipo e giungo all'appuntamento poco dopo le 18. La strada è un cul de sac e riesco a trovare subito il posto dove parcheggiare e noto che ci sono ragazzi di tutte le età, dai 6-7 anni in su, che giocano nella via, chi con lo skate bord, chi in bici, chi con altri mezzi ed a gruppetti vengono nei pressi della mia auto, si fermano, guardano e scappano. Dopo 5 - 10 minuti, anche le mamme dei suddetti pargoli vengono a squadrarmi, mentre mi arriva la telefonata della persona con cui ho appuntamento che mi preannuncia un suo ritardo dovuto ad un imprevisto.
Nel frattempo, nella palazzina che dista circa 5m. da dove sono parcheggiato, probabilmente rientra dal lavoro, un signore di circa 40anni il quale, appena sceso dal suo scooter, viene circondato da alcune mamme che gli parlano e che mi indicano. Il signore, seguito da un anziano, viene verso di me e con cortesia mi chiede cosa faccio li. Proprio perchè mi ha posto la domanda in modo gentile e cortese, gli comunico che ho appuntamento con un residente, e lui replica, scusandosi :"sa, in questo periodo si leggono cosi tante cose sui giornali sui pedofili..." Non gli rispondo neppure e mi riseggo in auto mentre lui e l'anziano vanno via.
Circa 2 minuti dopo giunge un'Alfa 155 dei C.C. che si piazza di traverso come a voler bloccare un eventuale mio tentativo di fuga. Il capo pattuglia ed un appuntato mi si avvicinano e senza neppure dire 'buongiorno' chiedono perentoriamente :"Patente e libretto" iniziando un interrogatorio (di chi è l'auto etc. etc.) al che prendo il mio cellulare e chiamo Francesco il mio amico comandante del N.O. (nucleo operativo dei C.C.) di Napoli e gli accenno il problema al che lui dice :"Passami il capo pattuglia", stranamente, costui, accetta di parlare al telefono, non sa ancora con chi, ma prende il telefono e dopo un paio di battute si allontana per non far sentire la conversazione, ma vedo che prima sorride, quasi divertito, poi diviene serio, e questa sua conversazone dura circa 10 minuti (meno male che la batteria era carica e la scheda era in abbonamento...) e torna, facendomi un sorriso, quasi a scusarsi e mi porge il mio telefono dicendo :"Il comandante vuole parlare con lei" e sento subito la voce di Francesco che mi prende in giro :"Ti conosco da tanto tenpo e non sapevo che fossi diventato pedofilo",
Ricorderà il mio "vaffa..." (e lo ricorda ancora)che poi trasmisi con tutta la stizza al colpevole di questo, per me, increscioso qui pro quo, il tizio con il quale avevo appuntamento che giunse subito dopo.




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