Se foste una canzone.....
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“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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Ne abbiamo percorsa di strada
e tutto ci sembra lontano
ma il nostro segnale di resa
aspettano invano
Non siamo persone passive
che guardano gli altri partire
abbiamo bandiere nascoste
già pronte ad uscire
al sole d'aprile
Noi abbiamo dei padri
e ci stanno guardando da lassù
mentre il passato conserva
la nostra memoria
se il fischiare del vento
non potrai sentirlo tu
tu puoi cantare vittoria
puoi raccontare una storia
non scritta da noi
Abbiamo nemici moderni
sorretti da missili e banche
ma lungo il cammino le gambe non sono mai stanche
Li abbiamo guardati giocare
le loro scommesse
le fredde informatiche mosse
che sono le stesse
di allora, le stesse
Noi abbiamo una madre
che ci benedice da lassu
mentre il futuro prepara
una nuova miseria
se il fischiare del vento
tu non vuoi sentirlo più
tu puoi cantare vittoria
puoi raccontare una storia
non scritta da noi
Usurai di questo mondo datevi da fare
attaccate subito per farvi rispettare
qui la gente è fragile, molto manovrabile
l'utile è l'unica cosa che conta per voi
Noi abbiamo dei padri
e ci stanno guardando da lassù
mentre il passato conserva
la nostra memoria
se il fischiare del vento
non potrai sentirlo tu
tu puoi cantare vittoria
puoi raccontare una storia
non scritta da noi"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".
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Il capitano (Ruggeri)
Ho costeggiato dirupi profondi,
seguendo sirene di mari di mondi.
Ho capito la notte più nera cercando le tracce di vita.
Ed ho avuto compagni di strada,
perduti a contare le stelle coi tempi scaduti,
che dentro alla cenere trovano pace da sempre sognata.
E tenendo le porte comunque socchiuse
ho lasciato persone ferite e deluse nel viaggio.
Quando volevo partire, quando morivo di nostalgia.
Quando volevo tornare, quando volevo cambiare.
Ho camminato su lame taglienti,
malgrado le corde strappate coi denti
e le bende macchiate di sangue più rosso del vino bevuto.
Ed ho visto coprire di terra gli amici
portando orgoglioso le mie cicatrici,
giocando la vita a bruciare del tempo per niente perduto.
E tenendo le mani mai troppo pulite
ho lasciato persone ferite sparite nel viaggio.
Quando volevo partire, quando morivo di nostalgia.
Quando volevo tornare, quando volevo cambiare.
E ora che sono più solo di prima,
la barca nel porto legata alla cima
è uno scheletro nero antracite che dondola lento sul mare.
E consegno i peccati ad un Dio sconosciuto
che spero non sappia di come ho vissuto
e conosca soltanto il dolore provato nel farmi lasciare,
di quando, guardando quegli occhi per terra,
ho portato persone alla guerra mettendole in viaggio.
Quando volevo partire, quando morivo di nostalgia.
Quando volevo tornare, quando volevo cambiare.“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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