Trovo mostruoso il milanese (nonchè volgare, chè peggior cadenza non credo l'abbia nessuno...).
dinamico e simpatico... ma anche melodioso e malinconico... mai cantilenante (ecco perchè detesto il milanese: è cantilennate... aperto... divaricato...)
Io temo che tu più che il milanese e il lombardo in generale abbia più in mente la caricatura linguistica di queste parlate fatte da Pozzetto, I Fichi d'India e altri...poi scusa che significa che un dialetto o un modo di parlare è "volgare"?
Intendi osceno? scurrile? O che viene dal volgo?
In tal caso tutti i dialetti sono "volgari", nel caso che tu intenda nel primo senso non mi sembra...anzi io trovo il milanese un po' bacchettone e asburgico..
Suppongo sia fondamentalmente una questione di gusto personale. Ma voglio informarmi sui vari dialetti in maniera più esauriente.
Buona idea!
Almeno per evitare giudizi troppo tranchant...
come sarebbe a dire "cosa"? Il 3d si chiama dialetti, no? :-)
Ciascuno potrebbe dare dei dati interessanti siul proprio dialetto. oltre a dire "mi piace questo o quello".
Fornire etimologie, trovare assonanze, scoprire similitudini...
servono diverse voci e diversi accenti... ma se ciascuno mette il suo può venir fuori qualcosa di carino, colorato da modi di dire, proverbi.... :-)
tanto per iniziare in rete ho trovato questo, che resta sul vago e fa un discorso generale... ma è pur sempre un inizio! ;-)
I numerosi dialetti italo-romanzi possono essere classificati in base alle loro comuni origini linguistiche. Provengono tutti dal latino, ma i sostrati delle lingue precedenti alla conquista romana e soprattutto i superstrati dovuti ai contatti con vari popoli hanno differenziato da regione a regione lo sviluppo di ogni parlata locale. Recentemente si tende a isolare i dialetti settentrionali (romanzi occidentali) da quelli centro-meridionali ("romanzi orientali"): la distinzione viene amplificata soprattutto per motivi politici, supponendo un'origine "celtica" dei dialetti settentrionali. A queste dichiarazioni bisogna rispondere così: che il sostrato celtico (ammesso che sia esistito) può aver influito sui dialetti "gallo-italici", non certo sul veneto; che i dialetti settentrionali (anche quelli cosiddetti "gallo-italici") sono pienamente romanzi e non celtici; che i dialetti settentrionali condividono molte caratteristiche morfologiche con i dialetti del resto d'Italia (come i plurali non sigmatici); che soltanto fonologicamente si può parlare di "romanzo occidentale", ma la caduta delle vocali atone non avviene solo al nord ma anche in molte parti del sud specialmente in Campania, Molise e Puglia. Il tratto più caratteristico è la lenizione, una caratteristica tipicamente romanza-occidentale. Un tipo di lenizione si è comunque recentemente sviluppato anche al sud, sia pur con caratteristiche diverse e in Toscana (attestata dal XVI secolo) con modalità particolarissime che le hanno fruttato il nome di "gorgia".
Dialetti settentrionali (romanzo occidentale con elementi di transizione verso il romanzo orientale)
Gallo-italico:
piemontese
lombardo orientale (Bergamo, Brescia)
lombardo occidentale (Milano, Insubria, Lodi, Valtellina, Novara)
genovese o ligure
emiliano e romagnolo
veneto
istrioto
Dialetti centro-meridionali
Dialetti toscani
toscano
corso cismontano (Corsica)
Centro :
viterbese-romanesco
umbro
marchigiano
cicolano-reatino-aquilano
Sud:
abruzzese
campano
lucano
pugliese- Salento escluso
Estremo sud:
salentino
calabrese
siciliano
I dialetti della Sardegna (gallurese, sassarese, logudorese e campidanese, a cui va aggiunto il corso oltremontano) e gli idiomi retoromanzi (romancio, ladino, friulano) non possono a rigore essere considerati dialetti "italiani", anche se qualche linguista ritiene che quest'ultimi siano i residui di una "latinità occidentale" che in passato comprendeva tutta la pianura padana, formando così un diasistema che andava dall'Istria fino alla Spagna (Alicante), lasciando probabilmente fuori il veneto, l'idioma romanzo occidentale più simile al romanzo orientale, sia per la fonotassi che perla morfologia e anche il lessico.
io sono sarda e adoro il mio dialetto (naturalmente sono di parte).Comunque qui in sardegna non parliamo di dialetto, ma di lingua vera e propria "sa limba".
E poi confesso di impazzire per i romagnoli
io sono sarda e adoro il mio dialetto (naturalmente sono di parte).Comunque qui in sardegna non parliamo di dialetto, ma di lingua vera e propria "sa limba".
E poi confesso di impazzire per i romagnoli
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