27 gennaio giornata della memoria

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  • arecata
    • 03/04/13
    • 5519

    #1

    27 gennaio giornata della memoria

    GIORNATA DELLA MEMORIA



    L'Olocausto uccise, oltre i circa 5.900.000 ebrei,
    anche 2.000.000 di cittadini polacchi non ebrei,
    più di 2 milioni di prigionieri sovietici,
    centinaia di miglia di zingari (forse 500.000),
    oltre 200mila disabili,
    100-200mila massoni, omosessuali, testimoni di Geova,
    ed ancora migliaia e migliaia di altre vittime.

    Un calcolo preciso è impossibile, si parla con approssimazione tra 12,5 milioni e 17,35 milioni di vittime globali,
    il che comporta che la metà, od un terzo furono vittime israelite,
    ma le altre, le vogliamo ricordare, onorare e non dimenticare?

    La triste ricorrenza della memoria, purtroppo, non è un'esclusività ebraica
    Pánta rhêi hōs potamós

    arecata è il 2° nick-name di Blasel
  • LadyHawke
    Osservatrice

    • 29/04/19
    • 9323

    #2
    Anche circa 600.000 militari italiani deportati in Germania dopo l'8 settembre 1943, come un fratello di mio padre, giovane soldato di leva morto di fame e malattia a circa vent'anni in campo di concentramento o di detenzione che alla fine erano la stessa cosa.
    La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
    Confucio

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    • ReginaD'Autunno
      Sovrana di Bellezza

      • 01/05/19
      • 12109

      #3
      Che orrore quella dittatura! Mi viene da dire solo questo, e per onorare quella povera gente spero che San Massimiliano Maria Kolbe ed Edith Stein veglino sull'umanità intera!
      Corteggiata da l'aure e dagli amori, siede sul trono de la siepe ombrosa, bella regina dè fioriti odori, in colorita maestà la rosa CLAUDIO ACHILLINI
      La regina del sud sorgerà nel giudizio. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.(MT12:42)

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      • arecata
        • 03/04/13
        • 5519

        #4
        Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
        Anche circa 600.000 militari italiani deportati in Germania dopo l'8 settembre 1943, come un fratello di mio padre, giovane soldato di leva morto di fame e malattia a circa vent'anni in campo di concentramento o di detenzione che alla fine erano la stessa cosa.
        Mi scuso con te per non averli citati,

        ma chiedo perdono a loro e li ricorderò nelle mie preghiere
        Pánta rhêi hōs potamós

        arecata è il 2° nick-name di Blasel

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        • Misterikx
          whatever..
          • 24/03/05
          • 15327

          #5
          un salutone Arecata!
          " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66024

            #6
            Se questo è un uomo


            Voi che vivete sicuri
            nelle vostre tiepide case,
            voi che trovate tornando a sera
            il cibo caldo e visi amici:
            Considerate se questo è un uomo
            che lavora nel fango
            che non conosce pace
            che lotta per mezzo pane
            che muore per un si o per un no.
            Considerate se questa è una donna,
            senza capelli e senza nome
            senza più forza di ricordare
            vuoti gli occhi e freddo il grembo
            come una rana d'inverno.
            Meditate che questo è stato:
            vi comando queste parole.
            Scolpitele nel vostro cuore
            stando in casa andando per via,
            coricandovi, alzandovi.
            Ripetetele ai vostri figli.
            O vi si sfaccia la casa,
            la malattia vi impedisca,
            i vostri nati torcano il viso da voi.



            Primo Levi
            amate i vostri nemici

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            • follemente
              Opinionista

              • 22/12/09
              • 11727

              #7
              Alcune esperienze mi hanno fatto sentire nel profondo, non solo capire, l’importanza di questa giornata, altrimenti solo studiata sui libri.

              A Berlino, mi pare in Alexanderplatz, la mattina, due attori leggevano i nomi dei deceduti nei campi di concentramento. Vi passai anche il pomeriggio e continuavano a leggere. Ci passai i giorno dopo e loro continuavano a leggere. Il terzo giorno lo stesso. E’ quasi impossibile capire quanti siano milioni e milioni di persone, ma tutti quei nomi pronunciati, in tutti quei giorni e quelle notti ininterrottamente, lasciano intravedere la terribile realtà.

              Praga, il ghetto ebraico: in una sinagoga, sulle pareti, sono stampati i nomi dei morti nei campi di concentramento: un nome e cognome sopra l’altro, ciascuno una vita, una storia. Non ho retto a quella valanga di nomi e per il magone sono dovuta uscire.

              Trieste: incontro con un’ebrea triestina di novant’anni a scuola. Non è finita nei campi di concentramento, perché è stata ospitata da amici in vari paesi. Però nel ’38, il giorno dopo la promulgazione delle leggi razziali, da ragazzina, non ha più potuto frequentare il liceo e, in strada, nessuno dei conoscenti ed amici italiani la salutava e la guardava più: era diventata invisibile.



              (Ho già pubblicato queste testimonianze da qualche parte, ma fa niente.)

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              • LadyHawke
                Osservatrice

                • 29/04/19
                • 9323

                #8
                Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
                Mi scuso con te per non averli citati,

                ma chiedo perdono a loro e li ricorderò nelle mie preghiere
                Tranquillo, non ti devi scusare , magari sono inclusi nelle vittime globali.
                L'ho solo voluto ricordare perchè forse non tutti lo sanno o se ne ricordano.
                La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                Confucio

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24578

                  #9
                  Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
                  La triste ricorrenza della memoria, purtroppo, non è un'esclusività ebraica
                  certamente;
                  ma qui va chiarito un equivoco, spesso in modo reiterato, perché non si tratta di un concetto che viene in mente tanto spontaneamente e facilmente anche a persone istruite, se non si ha una formazione specifica alle dottrine politiche e giuridiche:

                  tutta la questione si fraintende come un privilegio di vittime accordato agli ebrei e negato o sminuito per le altre categorie;

                  ora - fatta eccezione per gli zingari e i disabili - la discriminante del tutto sta nella postulazione ideologica di una condizione di nascita, irredimibile, che nega il diritto stesso all'esistenza;
                  questo è un carattere che spiega il tabù nei confronti dei fascismi nel dopoguerra, e posizioni più articolate nei confronti di altre dittature, anche violente e sterminatrici di massa, ma generalmente sulla base delle scelte politiche o civili; cioè, ci si può astenere da comportamenti omosessuali, dall'adesione ad una determinata setta religiosa o loggia massonica, opinione politica, ecc... si tratta di una negazione della libertà; gravissima, certamente, ma ordinaria nella storia umana, prima, ma anche dopo il 1945, e che riguarda regimi autoritari e totalitari di ogni tipo;

                  ma non si può ovviare ad una condizione di nascita per la quale un'ideologia preveda la negazione dell'esistenza stessa; e il motivo del tabù che ha originato la commemorazione sta in questa essenziale distinzione, che i più dimenticano o ignorano, il più delle volte in buona fede;

                  il mondo occidentale moderno - anche se con le sue crisi di assestamento e diversi percorsi - da oltre due secoli si fonda sul principio di uguaglianza per nascita di tutti gli esseri umani, rivoluzioni americana e francese, e altro;

                  i fascismi, in un modo o nell'altro, esprimono di fatto un'ideologia che nega questo principio, affermando gerarchie per nascita, nazionali, etniche, "razziali", ecc... e per questo sono oggetto di una censura speciale, laddove la privazione della libertà di per sé è - in misura variabile - un tratto comune a qualsiasi società che non sia anarchica, e perciò non è equiparabile.
                  c'è del lardo in Garfagnana

                  Comment

                  • arecata
                    • 03/04/13
                    • 5519

                    #10
                    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                    certamente;
                    ma qui va chiarito un equivoco, spesso in modo reiterato, perché non si tratta di un concetto che viene in mente tanto spontaneamente e facilmente anche a persone istruite, se non si ha una formazione specifica alle dottrine politiche e giuridiche:

                    tutta la questione si fraintende come un privilegio di vittime accordato agli ebrei e negato o sminuito per le altre categorie;

                    ora - fatta eccezione per gli zingari e i disabili - la discriminante del tutto sta nella postulazione ideologica di una condizione di nascita, irredimibile, che nega il diritto stesso all'esistenza;
                    questo è un carattere che spiega il tabù nei confronti dei fascismi nel dopoguerra, e posizioni più articolate nei confronti di altre dittature, anche violente e sterminatrici di massa, ma generalmente sulla base delle scelte politiche o civili; cioè, ci si può astenere da comportamenti omosessuali, dall'adesione ad una determinata setta religiosa o loggia massonica, opinione politica, ecc... si tratta di una negazione della libertà; gravissima, certamente, ma ordinaria nella storia umana, prima, ma anche dopo il 1945, e che riguarda regimi autoritari e totalitari di ogni tipo;

                    ma non si può ovviare ad una condizione di nascita per la quale un'ideologia preveda la negazione dell'esistenza stessa; e il motivo del tabù che ha originato la commemorazione sta in questa essenziale distinzione, che i più dimenticano o ignorano, il più delle volte in buona fede;

                    il mondo occidentale moderno - anche se con le sue crisi di assestamento e diversi percorsi - da oltre due secoli si fonda sul principio di uguaglianza per nascita di tutti gli esseri umani, rivoluzioni americana e francese, e altro;

                    i fascismi, in un modo o nell'altro, esprimono di fatto un'ideologia che nega questo principio, affermando gerarchie per nascita, nazionali, etniche, "razziali", ecc... e per questo sono oggetto di una censura speciale, laddove la privazione della libertà di per sé è - in misura variabile - un tratto comune a qualsiasi società che non sia anarchica, e perciò non è equiparabile.

                    Mi stai dicendo ma non si può ovviare ad una condizione di nascita per la quale un'ideologia preveda la negazione dell'esistenza stessa anche se in numero ridottissimo, rispetto agli israeliti, anche i testimoni di Geova si sono trovati in questa condizione dalla nascita, non tutti, ma molti si e, comunque, oltre la condizione di nascita è stato negato il diritto alla vita agli omosessuali, molti dei quali nati cosi, e ben lo sai, e ad altre categorie di persone, come i massoni. Quindi i nemici del nazismo non erano solo i disi9denti ma milioni e milioni di persone che dovevano essere eliminate nel solo nome della razza ariana



                    [/I]
                    Pánta rhêi hōs potamós

                    arecata è il 2° nick-name di Blasel

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #11
                      Originariamente Scritto da arecata Visualizza Messaggio
                      Mi stai dicendo ma non si può ovviare ad una condizione di nascita per la quale un'ideologia preveda la negazione dell'esistenza stessa anche se in numero ridottissimo, rispetto agli israeliti, anche i testimoni di Geova si sono trovati in questa condizione dalla nascita, non tutti, ma molti si e, comunque, oltre la condizione di nascita è stato negato il diritto alla vita agli omosessuali, molti dei quali nati cosi, e ben lo sai, e ad altre categorie di persone, come i massoni. Quindi i nemici del nazismo non erano solo i disi9denti ma milioni e milioni di persone che dovevano essere eliminate nel solo nome della razza ariana
                      beh, no; mi rendo conto che non sia facile di primo acchito vedere la differenza e distinguere contingenza da ideologia;

                      se ti fermi alla congiuntura dell'epoca, giustamente vedi quei bersagli del Nazismo; ma, facciamo l'ipotesi che il Nazismo abbia vinto, o sia stato in grado di avere regimi amici ovunque che si fossero più o meno conformati; i Testimoni di Geova avrebbero potuto scegliere di abiurare e non educare i figli a quella fede; gli omosessuali di astenersi o dissimulare; i massoni di abbandonare le logge, i comunisti, socialisti, ecc... potevano cambiare opinione o nasconderla; sono scelte;

                      ma ebrei, zingari e disabili non avrebbero potuto scegliere nulla; erano segnati, a prescindere da qualsiasi azione o esercizio della loro volontà/capacità, per il solo fatto di essere, e questo per dichiarazione espressa dell'ideologia in questione, che si poneva esplicitamente l'obbiettivo di riportare indietro l'orologio della storia a prima dell'89, il principio di uguaglianza per nascita.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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