Fichidindia a sorpresa

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  • restodelcarlino
    giullare

    • 13/05/19
    • 12523

    #1

    Fichidindia a sorpresa

    Il mio fruttivendolo-diamantiere magrebino, al mercato del sabato presenta prodotti di origine italiana spettacolosi: cime di rapa, cipolle di tropea...eccellenti bastardoni sardi (!!!) e siculi. Parlo di fichidindia. Gli ultimi, per comodità, li ho presi con le cassette (in stagione, ne approfitto. Finché ho salgariani rubini, smeraldi e affini, va). Da dove vengono: non dall'interno (provincia di Enna, come al solito), ma dalle pendici etnee: sono fichidindia di San Cono. Ed ho scoperto che di "san Cono", ce ne sono addirittura due.
    Per modestia, il MaestroGiudice non ce ha mai parlato. Questa lacuna deve essere colmata, e ci penso io.
    Il sanconoficodindario é San Cono abate. Al secolo: Conone Navacita, da Naso Vi sono due aspetti della sua vita che lo rendono particolarmente somigliante al Nostro:
    1) Passo' buona parte della sua vita nella Grotta di Rocca d'Almo, dove si nutriva di erbe selvatiche, dormiva sul terreno e, giorno e notte, poteva dedicarsi alla preghiera ed alla penitenza.
    2) Il secondo aspetto spiega l'atteggiamento del Nostro verso le Donne (di genere femminile). Copincollo anche questo (Me quoque ) da fonti inoppugnabili (Wiki):
    "Una giovane fanciulla di Naso di nobile casato era caduta in peccato con un giovane, rimanendo così nel disonore. Ma ella incolpò l'eremita dell'accaduto, nonostante la sua tarda età e la fama di santità di cui già godeva. Cono fu denunziato al Governatore e trascinato davanti al giudice che, nonostante le pacate risposte dell'eremita, lo condannò ad essere spogliato nudo e fustigato in pubblica piazza. Ma quando fu spogliato, comparve un corpo esile, coperto di piaghe, con il cilicio ai fianchi e al petto e le carni in qualche punto a brandelli e già putrefatte. il vecchio abate fu allora riaccompagnato in massa dal popolo osannante nella grotta da cui, ingiustamente, era stato prelevato. "

    L'altro, San Cono di Teggiano, quasi-compaesano di albio-piso-terroncelle e di cosmoagoniche, ha una fama basata sulla fuga da casa da bambino per rifugiarsi in un convento (absit iniuria verbis- omnia munda mundis-sinite pargulos venire ad me) e sull'essersi rifugiato, per sfuggire ai genitori che lo cercavano, in un forno. Acceso. La fonte ineccepibile é sempre wiki.
    Il legame con Nostro é evidente:
    1) l'Idealizzazione della Famiglia, cavallo di battaglia del Nostro, é spiegata dal fatto che San Cono da Teggiano é il Santo protettore dei giochi d'azzardo. Come quello delle "Tre carte", nel quale il Nostro é, manco a dirlo, Maestro.
    2) La maniera geniale per sfuggire a situazioni imbarazzanti.

    E con questo, la lacuna é colmata.
    Last edited by restodelcarlino; 22-09-2024, 16:18.
    ...vassapé...
  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24578

    #2
    Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
    Per modestia, il MaestroGiudice non ce ha mai parlato. Questa lacuna deve essere colmata, e ci penso io.
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    io ricordavo che fosse una celebrazione della sua città, nota produttrice con importante industria, e forse una citazione dell'hit del cantante Pupo;

    in tal caso, però, va ricordato che il testo è di Malgioglio e piuttosto scabroso, in effetti, visto che l'oggetto in questione - dolce e un po' salato - parrebbe alludere alla dotazione virile di un giovine maghrebino conosciuto allo stesso autore
    c'è del lardo in Garfagnana

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