Addio alle armi

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  • Anemos
    Narciso...
    • 16/10/04
    • 10243

    #1

    Addio alle armi

    Grazie Schumi. Hai cominciato la tua avventura in Formula 1 il 25 agosto 1991 a Spa, uno dei luoghi che sarebbero diventati tuo possedimento, su una Jordan anch’essa nella stagione del debutto. Ti fermasti dopo pochi metri con la frizione bruciata ma quel settimo posto in qualifica dimostrava che avevi del talento, e prima di tutti lo capì quel volpone di Flavio Briatore che ti strappò alla Jordan per la sua Benetton e a Monza cogliesti un clamoroso quinto posto. Era arrivato un nuovo Campione, l’erede di Ayrton Senna. Ma i due anni successivi furono molto difficili, per l’inevitabile apprendistato e per le numerose discussioni con i colleghi, in particolare con Senna, che a Magny-Cours ti rimbrottò a dovere dopo una manovra poco corretta ai suoi danni.

    Ma tu intascasti il tuo primo successo, il 30 agosto 1992 a Spa, il circuito più tecnico del Circus, bissato tredici mesi dopo all'Estoril. E venne il 1994, l'anno che doveva essere quella della resa dei conti con Senna, ma Ayrton morì il 1° maggio al Tamburello di Imola mentre tentava di seminarti. Allora le porte per il titolo mondiale ti si spalancarono e non poteva certo essere un Damon Hill qualsiasi, pur con la macchina migliore e pur con due squalifiche (meritate) ai tuoi danni, a fermarti. Ti sei preso gioco di lui per due anni, lo buttasti anche fuori ad Adelaide nella gara che ti regalò il primo titolo piloti. A Spa rimontasti dalla sedicesima posizione in griglia per il tuo trionfo forse più bello, a suggello di un 1995 letteralmente dominato. Poi, improvvisamente, la decisione di cambiare aria.

    Grazie Schumi, per aver risollevato la Ferrari. Il merito di averla riportata in alto, da quel ferrovecchio che era all'inizio del 1996, è solo ed esclusivamente tuo. Jean Todt, con Gerhard Berger e Jean Alesi in squadra, non sapeva più a che santo votarsi. Poi è arrivato il Campione e tutto è cambiato. Tu hai saputo dare le motivazioni giuste alla squadra e ai meccanici, tu hai migliorato piano piano le vetture che ti sono capitate tra le mani, tu hai portato la squadra a fare gioco esclusivamente per te, lasciando a Eddie Irvine e Rubens Barrichello solamente il ruolo di gregari neanche troppo di lusso. 73 vittorie e cinque titoli mondiali consecutivi targati cavallino rampante in 180 Gran Premi in rosso, uniti a sei campionati costruttori, non sono uno scherzo.

    Hai segnato la storia della Ferrari più di chiunque altro, i vari Ascari, Surtees, Lauda, Gilles, etc. etc. impallidiscono. Dopo aver perso un mondiale, 1997, per demeriti suoi (ricordi la curva Dry Sac di Jerez dove tentasti con Jacques Villeneuve lo stesso scherzo giocato a Hill?) e uno, 1998, per sfortuna e per colpa di... Coulthard (che ammise dopo anni di essersi fatto tamponare da te sotto il diluvio di Spa), l'incidente dell'11 luglio 1999 a Silverstone rischiò di troncarti la carriera. Ma tu hai saputo risorgere e tornare più forte di prima. Nemmeno un pazzesco sorpasso che subisti a Spa per mano di Mika Hakkinen, il tuo più grande avversario escluso Alonso, ti ha demoralizzato. In quel 2000 il titolo tornò tra le tue mani e lo facesti tuo di forza, per merito anche di quelle strategie, messe a punto con il fido Ross Brawn, delle quali sei sempre stato il maestro sommo.

    I quattro anni successivi sono stati, meno il 2003, gli anni della Formula Schumi e della Formula Ferrari. La tua superiorità con quelle macchine rosse era imbarazzante e nemmeno Barrichello, a giochi non ancora decisi ma già ben lontano da te in classifica, poteva godersi un momento di gloria, vedi Zeltweg 2002. Dicevamo del 2003: fu proprio chi prenderà il tuo posto l'anno prossimo, Kimi Raikkonen, a insidiarti fino all'ultimo, ma il suo momento non era ancora arrivato. Nel 2004 l'apoteosi della noia vincente: dodici vittorie nelle prime tredici gare, un altro da aggiungere ai tuoi innumerevoli record. Infine, nel 2005, il declino, più che tuo della vettura, che anche nella prima metà del 2006 hai fatto fatica a spingere al massimo. Ma quando hai preso la decisione di ritirarti, ufficializzata a Monza davanti ai suoi tifosi, ti è scattato qualcosa dentro e hai inanellato delle gare incredibili, piene di sorpassi meravigliosi, che hanno zittito tutti coloro che dicevano che non li sapevi fare.

    E quando ormai tutti intravedevano il lieto fine, l'ottavo titolo mondiale da vincente, la sfortuna ti ha preso di mira come mai prima d'ora. Ma tu hai saputo lasciare, in Brasile, con una gara capolavoro, recuperando un giro a tutti meno che a Massa e arrivando a pochi secondi da Alonso e Button. Grazie anche per questo. Grazie dei tuoi sette titoli mondiali, dei 249 Gran Premi vissuti senza mai mollare e con una voglia di vincere ineguagliata e ineguagliabile che ti ha portato 91 volte primo alla bandiera a scacchi. Grazie della tua guida martellante sull'asciutto e delle tue acrobazie sul bagnato. Grazie, perché no, anche degli episodi discussi e discutibili, come quello del maggio scorso a Montecarlo, e della tua superiorità meravigliosa e imbarazzante che ci faceva quasi addormentare sulla sedia mentre tu davi lezioni a tutti. Grazie per la tua dedizione maniacale alle corse, ora Corinna potrà finalmente averti tutto per sé. Grazie per il tuo modo di essere che ti faceva apparire antipatico e superficiale nei rapporti umani (vedi l'eterna polemica per il tuo italiano stentato) ma che la dedizione della tua squadra ha dimostrato più volte non corrispondere alla realtà. Grazie infine, per il tuo ultimo, splendido sorpasso al tuo erede su quelle vetture rosse, Kimi Raikkonen. Caro Schumi, non sappiamo se sei stato il più grande di sempre, ma i tuoi numeri record rimarranno come un segno indelebile nella storia della Formula 1. Grazie di tutto. Ci mancherai.



    (da Ciao Schumi, ci mancherai - Formula 1 - MSN Sports )
    [COLOR="DarkOrange"][SIZE="3"][FONT="Palatino Linotype"][B][CENTER]La pi
  • Xilinx23
    The Count
    • 01/06/05
    • 41139

    #2
    Tributo Fotografico:

























    Membro del Consiglio degli Admin


    [RIGHT][I]L'ironia

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    • Erfo
      Solo Ferrari, solo Schumi
      • 16/05/06
      • 6949

      #3
      Tutti dicevano che eri un campione, allora ho iniziato a guardarmi i primi gran premi e tu mi hai fatto innamorare della Ferrari e della Formula Uno.
      Ogni gran premio visto era una gioia. Quella rossa scintillava ai miei occhi...
      Non so come sar
      File Allegati
      Emozioni e pene non abbastanza profonde sopravvivono:
      ma le grandi passioni e i grandi dolori vengono distrutti dalla loro stessa pienezza.

      [Il ritratto di Dorian Gray - Oscar Wilde]

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      • viola
        Opinionista
        • 20/06/06
        • 93

        #4
        E pensare che qualche anno fa mi era antipatico.
        Beh,non è che sprizzi simpatia da tutti i pori,ma è un grandissimo campione e quindi chissenefrega della simpatia.
        Mancherà moltissimo alla Formula 1,alla Ferrari,ma,forse,anche agli avversari.
        ...ma guardate l'idrogeno tacere nel mare,
        guardate l'ossigeno al suo fianco dormire:
        soltanto una legge che io riesco a capire
        ha potuto sposarli senza farli scoppiare.

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        • fireinside
          ter
          • 31/07/06
          • 2029

          #5
          senza dubbio il piu grande
          perchè ha corso i mondiali piu difficili della storia
          cmq ha fatto bene ad andarsene ora!..
          meglio uscire di scena in una fase vincente della propria vita che andar via perchè "non ce la fa piu" a regger il confronto con altri..
          infatti negli utlimi 2 mondiali ho notato che avesse cambiato un po lo stile di guida...lo vedevo piu prudente...poco selvaggio ed impetuoso come alonso...
          H E R E T Z Y I S R A E L

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          • apostolozeno

            #6
            sar

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