E' comunque un passo avanti per la nostra storia nel Sei Nazioni. Un grande passo avanti, e comunque il rugby ha dimostrato ancora una volta di essere un grande sport, a differenza del calcio.
Onore alla palla ovale.
Anche se un po in ritardo posto il mio commento a proposito della partita con l'Irlanda. Ci aspettavamo (se lo aspettavano in molti, cosa nuova per il rugby) una partita diversa, è vero. Ci aspettavamo non dico una vittoria ma una sconfitta onorevole... molto onorevole... e se guardiamo alla prima metà del primo tempo e alla seconda metà del secondo... potremmo dire che eravamo all'altezza, all'altezza come gioco (a tratti spettacolare), all'altezza come concentrazione (volevamo stupire l'Italia)... poi... poi qualcosa è mancato, c'è stato un crollo psicologico non indifferente. Peccato. Ma tirando le somme possiamo dire che la squadra è cresciuta, o meglio, il rugby italiano è cresciuto, è quasi maturo. Spero solo che la troppa pubblicità di questi giorni non ci faccia regredire. Il rugby non è uno sport come gli altri: è uno stile di vita, è una cultura. Abbandonare questo stile di vita, questa cultura, e perdersi nell'effimerità delle cose futili (pubblicità, serate ecc.) crea solo danni e fa allontanare dallo spirito puro della palla ovale. Credo che sabato con l'Irlanda sia successo proprio questo. Spero che Berbizier sappia rimettere sulla giusta via i reduci del "Sei nazioni" e portarli ai mondiali al massimo della loro potenza.
P.S. Abbiamo una mischia che veramente fa tremare...
La grandezza dell'uomo si misura in base a quel che cerca e all'insistenza con cui egli resta alla ricerca. (Heidegger)
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