Svolta Milan, il futuro è... Ancelotti
Come nei migliori film da Oscar, quando tutto sembra già scritto, spunta il colpo di scena che ha del clamoroso ed esalta trama e regia: arriva Van Basten, quasi ufficiale Leonardo, la triade con Tassotti e Galli... Eppure dal nulla, o semplicemente dal presente, rispunta Carlo Ancelotti, la certezza, l'unica in un mare di dubbi: con il Chelsea è già tutto fatto, un precontratto firmato, ma mai trasformato in accordo definitivo, e forse questo era già un indizio che doveva lasciar pensare. Il deus ex machina, che ha saputo lavorare nell'ombra mentre tutti puntavano i riflettori su Silvio Berlusconi, è stato lui, Adriano Galliani, forse in questo momento il vero numero 1 del Milan: qualche anno fa disse alla stampa "Quando andrà via Ancelotti, andrò via anche io" e forse per ben più di un attimo l'amministratore delegato rossonero ha temuto che quel momento rinviato alle calende greche fosse inaspettatamente arrivato. Ed invece, aspettando il via libera dall'alto, è bastato il blitz di un pomeriggio a ricomporre un rapporto che forse mai si era fratturato davvero: per amore del Milan, ma anche per amicizia e stima personale, sentimenti che in via Turati spesso valgono almeno tanto quanto i "tituli" in casa d'altri. La proposta di prolungamento di contratto, di due anni più il terzo che era già previsto, è stato una formalità, un atto dovuto per sancire la fedeltà: fino al 2012 insieme, verso altri traguardi, senza ombre altrui e dubbi logoranti. Carlo Ancelotti ed il Milan: Carlo Ancelotti può continuare ad essere il Milan, dopo oggi, più che mai.
Come nei migliori film da Oscar, quando tutto sembra già scritto, spunta il colpo di scena che ha del clamoroso ed esalta trama e regia: arriva Van Basten, quasi ufficiale Leonardo, la triade con Tassotti e Galli... Eppure dal nulla, o semplicemente dal presente, rispunta Carlo Ancelotti, la certezza, l'unica in un mare di dubbi: con il Chelsea è già tutto fatto, un precontratto firmato, ma mai trasformato in accordo definitivo, e forse questo era già un indizio che doveva lasciar pensare. Il deus ex machina, che ha saputo lavorare nell'ombra mentre tutti puntavano i riflettori su Silvio Berlusconi, è stato lui, Adriano Galliani, forse in questo momento il vero numero 1 del Milan: qualche anno fa disse alla stampa "Quando andrà via Ancelotti, andrò via anche io" e forse per ben più di un attimo l'amministratore delegato rossonero ha temuto che quel momento rinviato alle calende greche fosse inaspettatamente arrivato. Ed invece, aspettando il via libera dall'alto, è bastato il blitz di un pomeriggio a ricomporre un rapporto che forse mai si era fratturato davvero: per amore del Milan, ma anche per amicizia e stima personale, sentimenti che in via Turati spesso valgono almeno tanto quanto i "tituli" in casa d'altri. La proposta di prolungamento di contratto, di due anni più il terzo che era già previsto, è stato una formalità, un atto dovuto per sancire la fedeltà: fino al 2012 insieme, verso altri traguardi, senza ombre altrui e dubbi logoranti. Carlo Ancelotti ed il Milan: Carlo Ancelotti può continuare ad essere il Milan, dopo oggi, più che mai.

Comment