...se lo vincerà....
Mourinho
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a me sta simpaticissimo!lo seguo dai tempi del calcio inglese...[FONT="Comic Sans MS"]Scientificamente il calabrone non potrebbe volare...ma lui non lo sa e continua a farlo.[/FONT]
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[FONT="Comic Sans MS"]Nulla si sa, tutto si immagina..[/FONT]
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Si.. se la cafonaggine è il modo di risultare simpatico oggi, allora evviva i reality e i vari Corona & Co.Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.
Dante Alighieri
[I][SIZE="1"][COLOR="DarkOrchid"][B]Se mi allena Prandelli, gioco bene pure io... Forza Viola Al
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In Italia se qualcuno nell'omertoso mondo del calcio và oltre le righe, tende a essere demonizzato. Comunque Mourinho, parlando degli allenatori che si lasciano influenzare dai presidenti, ha un po' esagerato. Questo e' indubbio.amate i vostri nemici
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Certo non e' un abatino. Il sistema cercherà di eliminarlo, secondo me.amate i vostri nemici
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[QUOTE=Renella;986474]Si.. se la cafonaggine[FONT="Comic Sans MS"]Scientificamente il calabrone non potrebbe volare...ma lui non lo sa e continua a farlo.[/FONT]
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[FONT="Comic Sans MS"]Nulla si sa, tutto si immagina..[/FONT]
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Continuo con il mio pensiero.
Ancelotti deve tutto a Berlusconi.
Al Parma, io di Cagliari, me lo ricordo solo perchè fece in modo che Zola partisse in England.
Alla Juve, appena arrivato per sostituire Lippi riuscì a perdere un'incredibile partita in casa contro il Manchester che costò ai bianconeri la qualificazione in Champions. Nei due anni successivi riuscì a perdere due scudetti, facendo anche una figuraccia in Coppa Uefa.
Al Milan subentrò a Terim, concludendo la stagione in maniera deludente.
Allora il Cavaliere andò da Galliani e gli disse: non mi interessa vincere, ma almeno giocare da Milan. Galliani chiese ad Ancelotti di lasciar perdere il perfetto manuale del 4-4-2 e di far giocare contemporaneamente Pirlo, Seedorf, Rui Costa, Schevchenko e Inzaghi. Stagione 2002/03. Da quel momento cambiò la storia della carriera da allenatore di Ancelotti.
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Appena andato via da Parma, la squadra allenata da Malesani vinse Coppa Uefa e Coppa Italia.
Alla Juve i tifosi non lo vogliono vedere neppure in foto per quello che è riuscito a perdere.
Il primo anno al Milan ricordo dei concialaboli al termine delle partite con Berlusconi e Sacchi che non sapevano come aiutare Ancelotti....
Ancelotti mi è simpatico, ma è diventato un grande allenatore per aver lasciato perdere un'idea integralista. Quindi è pure intelligente.
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Da La Repubblica:
Mourinho show da Chiambetti. E attacca Ranieri e Ancelotti...
02/04/2009
E finalmente ride, come la Garbo in "Ninotchka". Ride perché Chiambretti gli racconta la storiella della differenza tra Dio e Mourinho («Dio non si è mai creduto Mourinho»
e il Grande Antipatico, la barba lunga di due giorni che fa impazzire le fans e lo sguardo in tralice da bel tenebroso, si distende in un sorriso. Ma più tardi, benché circondato da nani e ballerine (anche di fado), dall´affetto di un pubblico in adorazione plaudente e da un presentatore che fa di tutto per metterlo a suo agio, Josè Mourinho ribadisce: «Ma io sono antipatico!», quasi a rimproverarsi la cedevolezza, insolita per un duro del suo calibro, di aver accettato l´ospitata al «Chiambretti Night» su Italia Uno, e non per un´intervista come tante, ma per uno show tutto basato su di lui, con l´inevitabile contorno glamour e pazzerello che le trasmissioni di Pierino offrono, fino allo spogliarello finale (ma non integrale) che una ballerina del Moulin Rouge, Danah Matthews, gli propone, e che lui guarda senza guardare. Mourinho tiene fede al personaggio di duro che si è fatto da solo e ha dovuto sudarsela («Ce n´è voluta per arrivare fin qui. Io controllo sempre le mie emozioni, anche quando non sembra, anche quando un arbitro mi espelle»
quindi parla poco, non come Chiambretti vorrebbe, di se stesso: «Non soffro di nostalgia per il Portogallo, mi sento un cittadino del mondo. Il bacalhau? Non mi piace affatto. Hanno scritto cinque libri su di me? Pieni di bugie, non comprateli».
Perché poi il Mourinho che piace (non a tutti) è quello che polemizza col calcio italiano e lui, che si innervosisce solo un po´ per l´eccessiva durata del programma, in questo è perfettamente a suo agio. Non mancano così le bordate a Milan e Juve, insomma ai soliti bersagli: «Perché ho parlato di prostituzione intellettuale? Fate voi: hanno dato tre giornate ad Adriano per un pugno a un giocatore della Samp e niente a Del Piero per la scorrettezza su Mexes, e niente a Inzaghi per quella spinta in Milan-Cagliari. La verità è che noi abbiamo solo Inter Channel: 45mila abbonati. Il Milan invece ha tre tv e i giornali, la Juventus ha Tuttosport. Mi sento un po´ come Robin Hood. Ma non mi interessa se gli altri mi odiano, voglio che i tifosi dell´Inter sappiano che io lavoro per loro». Si inorgoglisce per i suoi «13 tituli vinti» in carriera, per le «115 partite in casa senza sconfitte in campionato», per aver dato Santon al calcio italiano «per 15 anni», ammette che lo sfogo di Bergamo contro la squadra era verissimo e servì a scuotere l´Inter che poi reagì, manda una frecciata a Moratti («Essien e Drogba? Due grandi giocatori ma costano troppo per l´Inter»
e ai colleghi in generale («In Italia ci sono 19 allenatori contro uno»
, poi ne molla due ai soliti due. A Ranieri solo di sfuggita («Mi chiamarono al Chelsea perché non riuscivano a vincere»
, ad Ancelotti centrandolo meglio, e proprio sul ricordo più atroce della sua carriera: «Ha vinto due Champions, bravo, ma non ho mai visto nessuno perdere una finale di Champions vincendo 3-0». Si attirerà altre rispostacce, ma lo sa, così chiude in gloria: «Neppure Gesù piaceva a tutti». Ah ecco.
Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.
Dante Alighieri
[I][SIZE="1"][COLOR="DarkOrchid"][B]Se mi allena Prandelli, gioco bene pure io... Forza Viola Al
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