[QUOTE=Novembre;963089]Invero sono solo di gusti semplici nella mia quotidianit
vacanza fatte fino ad ora
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vabbé ci provo anche io.
canada: girato in largo e in lungo con tutti i mezzi possibili cavallo, mtb, fuoristrada, autostop. passione ereditata dai miei genitori. british columbia è la mia seconda casa. meta per tutto quello che mi piace praticamente: arrampicata, trekking, sci freestile e freeride.
us:
città:
a NY ogni volta sembro una bambina in overdose di zuccheri, città incredibile. l’adoro. la prima volta l'ho visitata con i miei genitori credo a sette otto anni e tornando a casa pare che abbia chiesto: perché non possiamo venire a vivere qua?
ma mi farei tranquilla tranquilla il volo transoceanico solo per la caramelized banana tart del café gitane.
san francisco: carina, piccola e amabile. ci sono i locali impossibili riguardo alle perversioni sessuali più bizzarre, mai riso tanto. inoltre l’80% della fauna maschile si chiama jeff, non me lo spiego, comunque alla fine ci faceva ridere pure questo. se capitasse tornerei volentieri.
los angeles: come il cinema crea il mito dal nulla. insignificante, per di più abbiamo girato mezza giornata per trovare il moka (che NESSUNO sapeva neanche cosa fosse) per poi scoprire che é grande più o meno come una cabina telefonica. los angeles non mi avrai mai più.
boston: vissuto lì quattro mesi per un corso di specializzazione, poi ci sono tornata due volte, se escludiamo gli enormi ratti che giravano per le strade di notte quando rincasavo, cittadina adorabile e ho conosciuta un’amica *very*, appena posso ritorno.
las vegas: di per sé mi ha lasciato abbastanza indifferente, l’unica cosa che un po’ colpisce è che: “caspita! l’hanno costruita in mezzo al deserto” comunque dopo un inizio drammatico mi sono divertita anche solo facendo peoplewatching. ovviamente tornerò prima o poi per farmi sposare da elvis.
viaggi ad cazzum:
kansan: è una distesa di nulla, ergo mi è piaciuto un sacco, in particolare la wonder tower, un incubo di chincaglieria messa assieme in più di 40 anni da jerry chubbuck. l’ingresso costa un dollaro, ma se indovinate la funzione di 10 oggetti jerry vi ridà il dollaro. e non c’è verso di cercare di svignarsela prima, cosa che peraltro non avrei fatto nemmeno se avessi avuto il diavolo alle spalle (anche perché il diavolo avrebbe dovuto indovinare i suoi 10 e fidatevi, é impossibile).
é difficile descrivere a parole la visita alla torre e anche le immagini rendono poco. ogni stanza è piena zeppa di.. roba. bottiglie, rocce, cucchiaini, padelle, teiere, attrezzi, giornali, giochi. come dice jerry “se non é qui dentro non esiste”. in cima alla torre si possono vedere 6 stati. il fatto che siano tutti uguali e che jerry sia piuttosto inattendibile come fonte vi dovrebbe far prendere con le pinze questa affermazione. ma un uomo che si prende la briga di fare dei piccoli buchi nel muro, infilarci dei pupazzetti neri e creare tuta questa storia secondo cui un popolo di negretti bonsai ha scavato una rete di gallerie nella torre e poi andarsene petando allegramente, merita tutto il vostro rispetto.
come avrete capito, mi sono innamorata di jerry e quindi ve lo mostro:

in kansas c’è anche il gomitolo più grande del mondo, affinché ne siate edotti.
texas: viaggio alla ricerca delle gostcity, me - ra - vi - gli - a - a -a ho centilioni di foto, ve le risparmio per decenza.
deserto del nevada: tre anni di seguito a ballare come una menade ebbra al burningman, prima o poi mi spunterà la coda di lucertola dato che lì gli americani ci facevano gli esperimenti nucleari. ma, per quel che mi ricodi, dato il mio stato pisco-fisico alterato, mi sono sempre divertita.
centramerica:
baja california, forse uno dei viaggi che ho più profondamente scolpito nel cuore. senza soldi e senza mezzi, autostop e sempre ospitati da gente appena conosciuta, abbiamo incontrato persone meravigliose e personalità di cui non posso parlare senza sembrare che me li inventi perché sono troppo da film per essere reali, tipo il pescatore di altura reduce del vietnam o i professori universitari di tijuana che avevano ovunque barattoli pieni di cocaina. ho visto alcuni dei luoghi naturali più incredibili. e l’accoppiamento delle balene. consiglio a chiunque vacanza allo sbaraglio ma solo con un giusto compagno/a, consiglio estendibile ad ogni viaggio.
città del messico: se non l’avete vista, vedetela. non importa se piaccia o meno, è qualcosa che va davvero vista. dopo aver visto città del messico il cairo pare la svizzera.
cuba: havana, magica. anche questa tipica vacanza alla me&cugino, avevamo preso solo il volo a/r per l’havana, abbiamo noleggiato un’ auto e dormito nelle case particular, bellissima vacanza. se la fate ricordarsi di riempire taniche di benzina ai distributori perché ce n’è uno ogni ottocentomilamilioni di km.
jamaica: bella suppongo, non ho ricordi precisi, ahahah no scherzo. mentre facevo trekking nell’interno dell’isola, in mezzo ai rasta mia sorella conosceva il milanese che è ora mio cognato. ecco. una va in jamaica e si innamora di un milanese. sono cose incomprensibili.
europa:
capitali: direi più o meno tutte. boh. molte neanche le ricordo perché le ho visitate da bambina. particolarmente amate: parigi, londra, madrid, oslo e berlino. per ragioni diverse. beh anche lisbona. sì oocchei, sono pessima quando devo scegliere. ah vienna. anche vienna. a vienna però non potrei vivere perché diventerei 120 chili in un tempo brevissimo e continuerei ad espandermi suppongo, le migliori pasticcerie del globo terracqueo.
paradossalmente ho visto roma relativamente tardi e comunque parecchio dopo parigi, londra e berlino. roma è la capitale più bella del mondo.
spagna: il sud girato tutto in camper, molto bello. più vabbé, immancabilmente sono andata a bilbao appena ha aperto il guggenheim. città inutile. museo boh. devo ancora decidere.
maiorca è una delle mete di arrampicata e trekking.
francia: castelli della loira anche quelli da ragazzina a cavallo con la famiglia, le alpi francesi sono la mia meta di sci e arrampicata, ragionevolmente vicina, preferita.
irlanda: girata moltissimo con la mia famiglia quando ero adolescente, sempre a cavallo. prima o poi ci ritornerò.
russia: pietroburgo forse è bella chi lo sa, avevo cinque giorni e non ho finito neanche di vedere l’ermitage, tocca tornarci.
a mosca - grossissima delusione come città - ho passato recentemente uno dei capodanni più belli della mia vita, nell’androne di casa di una mia amica, chiuse fuori, senza mezzi per raggiungere il locale dove ci aspettavano i suoi amici, con gente improbabile a bere vodka dalla cartina di plastica trasparente dei pacchetti di sigarette perché non avrei appoggiato la bocca dove l’appoggiavano quei russi neanche per tutto l’oro del mondo.
sugli urali ad arrampicare: bloccati in parete due notti causa maltempo, ho veramente avuto paura, risolto tutto bene grazie ai compagni con cui ero. ho impiegato nove mesi (una gravidanza praticamente) per tornare ad arrampicare sul ghiaccio. poi ho smesso definitivamente, credo di non aver superato il trauma del tutto.
in un punto indefinito tra la repubblica ceca e la polonia in cui ci hanno accompagnato degli amici di praga conosciuti a praga, appunto, tre giorni prima. nevicata storica e noi a sciare: meraviglia.
uno dei ragazzi di praga, pavel, era così maldestro che io e mio cugino avevamo coniato il termine pavelico per indicare la tipica persona che appena si muove fa tre morti, rovescia sei bottiglie, rompe un bicchiere e pesta la zampa al gatto.
dopo averlo visto sciare, ci siamo ricreduti.
poi ci siamo anche sbronzati in maniera invereconda, dio santo quanto bevono i cechi. una delle poche volte, direi la sola, che ho vomitato causa alcool.
turchia: istanbul, altro capodanno splendido, la parte storica è piccina, ma è un gioiellino, fuori c’è l’istanbul vera: locali bellissimi, fermento artistico, ci andrei a vivere tranquillamente.
la capadocia per arrampicare, molto bella, gente abbastanza chiusa e sospettosa, però appena conosciuti un po’ ci hanno offerto di tutto e abbiamo ancora l’invito valido per tornare, a primavera spero.
nord africa: fatto tutto in autostop con un amica, gli uomini che ci caricavano erano così sconvolti dal fatto che due ragazzine europee facessero l’autostop lì (12 anni fa) che ci accompagnavano per chilometri assolutamente fuori dal percorso che avrebbero dovuto fare, uno ci ha anche dato i soldi per l’autobus e ci ha infilate sul mezzo pubblico quando proprio non poteva più accompagnarci, molti ci portavano a casa dalle mogli (che ci trattavano come regine) per pranzo o cena. molto spesso ci hanno ospitato la notte e la mattina ai piedi del letto trovavamo la pita appena fatta con il miele e le mandorle appoggiata in silenzio dalla donna di casa, quando lasciavamo i nostri ospiti ci riempivano sempre di cose: cibo, vestiti, di tutto. soprattutto in marocco abbiamo stretto amicizie che durano ancora.
in egitto, mar rosso, torno spesso per fare immersioni. tipica vacanza dentro il villaggio turistico in cui sto più sott’acqua che sopra, torno a casa bianca come il latte e il capoanimazione alla fine neanche sa chi sono: “ma siete con noi?” tipica domanda quando saliamo sul pullman per andare all’aeroporto al ritorno.
capoverde: o vi piace il kitesurf /windsurf o è inutile andarci. anche per il surf ci sono posti migliori.
in sudafrica vacanza di assoluto relax dentro il kruker park con mia sorella, dicono tutti che il sudafrica sia sopravvalutato come safari, a me è piaciuto forse perché non ho mai visto la namibia o altro e, banalità per banalità, il leone è l’animale che mi ha più colpita. peraltro è stato buFo perché appena arrivate ci hanno presentato il guardiacaccia che ci avrebbe fatto da guida: un figaccione alto e biondo con il pettorale ipertrofico strizzato nellla t-shirt seconda pelle e gli occhiali da sole per il sintomatico mistero, jeans così aderenti che avrei voluto vedere mentre se li infilava che per otto giorni ci ha detto, scrutando l’orizzonte con fare secsi: ho visto il leone.
poi si usciva, io&sorella, lui&uomo-con-il-fucile&autista e sto caspita di leone non lo vedevamo mai, dato che il turista - si sa- il leone lo vuole vedere all’ultimo giorno ci hanno fatte uscire con il guardicaccia serio, un omettino un metro e venti con il pettorale introflesso, le retine credo ormai bruciate dal sole perché non usa gli occhiali che guidava la jeep, portava il fucile e in venti minuti ci ha condotte dal leone. poi suppingo l’abbiano di nuovo chiuso nell’armadio, non saprei.
israele: ci ho vissuto per un anno, facevo l’università a telaviv, bellissima città.
da lì ho gironzolato un po’ per israele, palestina, giordania, affascinanti, anche se ogni tanto lo sciòbiZnes che ci hanno costruito attorno è davvero fastidioso.
hint: l’israeliano medio è scontrosetto, ma di un’efficienza imbarazzante, inoltre parte dal presupposto che lui è bravo e competente e tu un’idiota, ma se dimostri di essere competente, te lo riconoscono pienamente, restano scontrosetti, ma si vede che ti stimano.
incomprensibilmente gli uomini sono bruttini, le donne bellissime. non ho una teoria in proposito.
india: girata parecchio, quattro volte con i miei genitori, poi ci sono tornata altre due volte da adulta. partirei anche ora, sì, anche con i casini.
piccola digressione: * *
una delle cose più sorprendenti dell'India, ai nostri flaccidi occhi occidentali, è la strettissima convivenza di tratti "moderni" e di tecniche e tradizioni antichissime. ce ne sono moltissimi esempi, a partire dalla convivenza tra centri scientifici e tecnologici di eccellenza con i carretti con le vacche che passano per strada. un palazzo modernissimo costruito con delle tecniche che definire "antiche" sarebbe eufemismo

particolare:

borneo: vacanza di immersioni, credo di aver già raccontato il casino che successe, però uno dei siti di immersioni più belli che abbia mai visto.
maldive: altra vacanza per immersioni e relax, anche di questo ho già parlato.
prossimo viaggio: vabbé torno in british columbia per capodanno, ma il prossimo viaggio come meta nuova credo sarà la thailandia se tutto va come dovrebbe andare. un’altra cosa che ho in programma da un po’, ma l’unico che mi accompagnerebbe ora non può è la salita del kilimangiaro perché ha l’escursione di flora e fauna maggiore al mondo: parti che sei in centrafrica arrivi su che c’è il ghiacciaio. accetto cadidature.- diana. link. subito.-
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