Gragnano, paese del napoletano che deve la sua fama all'eccelleza della pasta ha, tra gli altri, uno splendido ristorante (chiamarlo cosi è limitativo assai) realizzato in un ex stabilimento pastificio (si chiama "La locanda della pasta") ed ieri sera vi sono stato a cenare in occasione dell'anniversario di matrimonio di questi due amici
I dolci di qua non mi piacciono e a farli non mi cimento.
Se fossi a casa al sudde sarei finita.
Prima di tutto perche' faccio colazione con il cornetto e poi la giornata e' lunga.
Si ma ieri la bilancia mi ha rimesso 2 kg, ma perche'??
Come cavolo hai fatto????? Dacci la ricetta che qui stiamo tutte cercando di perdere chili!!!
permesso che ero andato fuori il mio standard, non è stato difficile:
a) ho approfittato dei mesi caldi, nei quali l'appetito scema;
b) ho eliminato alcuni automatismi, come i dolcini al mattino e porzioni eccessive;
c) ho selezionato una 15ina di piatti gustosi ma equilibrati, e poco glicemici; molto pesce e verdure, carni bianche e verdure; poca pasta, allungata con verdure...
d) frutta fuori pasto, quantità moderata;
è solo una questione di abitudine; preso l'abbrivio, non si sente più l'esigenza dei dolci e di troppi farinacei; lo stomaco si ridimensiona e il senso di sazietà giunge prima; bastano due settimane e la sensazione di non essere strapieni a fine pasto diventa "la cosa giusta"; si dorme e ci si muove molto meglio; e, una volta raggiunta quella condizione, il recupero della forma è una gratificazione sufficiente a non ricadere nell'alimentazione nevrotica;
c'è anche il vantaggio che è possibile concedersi qualche stravizio ogni tanto, e si apprezza di più; nel tutto, mi sono reso conto che dovrei vivere in Liguria, al mare, perché quella cucina rappresenta i miei desideri;
c'è un sito notevole, dove sostanzialmente si trovano ricette affini alla dieta che ho spontaneamente intrapreso:
Ieri mi sono svegliata tardissimo, stamattina a lavoro sono affogata in un bicchier d'acqua e ho fatto una cazzata (risolvibile, però ha fatto perdere un sacco di tempo).
E questa era una settimana migliore della precedente.. ma 'ndo?
permesso che ero andato fuori il mio standard, non è stato difficile:
a) ho approfittato dei mesi caldi, nei quali l'appetito scema;
b) ho eliminato alcuni automatismi, come i dolcini al mattino e porzioni eccessive;
c) ho selezionato una 15ina di piatti gustosi ma equilibrati, e poco glicemici; molto pesce e verdure, carni bianche e verdure; poca pasta, allungata con verdure...
d) frutta fuori pasto, quantità moderata;
è solo una questione di abitudine; preso l'abbrivio, non si sente più l'esigenza dei dolci e di troppi farinacei; lo stomaco si ridimensiona e il senso di sazietà giunge prima; bastano due settimane e la sensazione di non essere strapieni a fine pasto diventa "la cosa giusta"; si dorme e ci si muove molto meglio; e, una volta raggiunta quella condizione, il recupero della forma è una gratificazione sufficiente a non ricadere nell'alimentazione nevrotica;
c'è anche il vantaggio che è possibile concedersi qualche stravizio ogni tanto, e si apprezza di più; nel tutto, mi sono reso conto che dovrei vivere in Liguria, al mare, perché quella cucina rappresenta i miei desideri;
c'è un sito notevole, dove sostanzialmente si trovano ricette affini alla dieta che ho spontaneamente intrapreso:
Si ma questo è già il mio normale regime alimentare.... a me serviva qualcosa di più drastico...
Io credo sia un problema di metabolismo che ogni tanto si inchioda. Da quando ero dimagrita parecchio, non avevo più preso peso, fino allo scorso inverno, quando invece improvvisamente mi sono gonfiata. Ma credo sia perché ho ricominciato a mangiare roba con lievito (a cui sono intollerante e che mi fa gonfiare) e non riuscivo più a toglierlo del tutto. Ora mi sto sforzando da un paio di settimane di evitarlo completamente, ma per vedere effetti devo resistere almeno 3-6 mesi.
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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