[QUOTE=apostolozeno;454463]Quando mi sono posto questa domanda, un p
Il significato della cultura
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quale cultura?
Quando penso alla cultura penso alla nostra cara scuola.
In fondo i primi e piu importanti "portatori" di cultura sono la famiglia e la scuola. Piu che di cultura probabilmente si tratta di formazione, vieniamo introdotti alla vita, vieniamo indottrinati,il nostro approccio alla conoscenza e' determinato fortemente da queste due istituzioni.
Ogni fanciullo e' un esplosione di vitalita', una ricerca continua di conoscenza, di sapere,voglia di sperimentare e creare. E' sarebbe ingenuo non tenere in considerazioni i termini del nostro rapporto con gli insegnanti, i gentiori, le istituzioni. Il nostro sistema e' fondato sull'economia, sulla sopraffazione dell uomo sull uomo. La scuola ci introduce al mondo in maniera del tutto significativa. Siamo relegati in mezzo metro quadrato, nel silenzio, e con il solo compito di ascoltare e ripetere. Il desiderio di esprimersi, la volonta' di conoscere liberamente e' soffocata, tenuta a bada da punizioni, si e' incoraggiati a perseguirla tramite la lode di un voto, di un riconoscimento formale e immorale. Abbiamo ragazzi repressi, fatti crescere con lo stimolo a competere, prevalere... a non ascoltare le proprie inclinazioni ma a rispettare un programma. Questo modo di essere educati alla vita ci ridimensiona, ci rende malati. E' una cultura che se a volte c'e' e vuota, priva di significato.
L'unica cosa che rasserena e' sapere che il pensiero dell uomo non puo' essere chiuso, incatenato, e che le genti e la cultura che trovano spazio in questo mondo sono vari, e suscettibili di progresso. Non posso fare a meno di citare
Alexander Neill, i ragazzi felici di Summerhill,.. per un altro modo di amare, crescere e conoscere.
Chiudiamo le NOSTRE scuole!
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Quando penso alla cultura penso alla nostra cara scuola.
In fondo i primi e piu importanti "portatori" di cultura sono la famiglia e la scuola. Piu che di cultura probabilmente si tratta di formazione, vieniamo introdotti alla vita, vieniamo indottrinati,il nostro approccio alla conoscenza e' determinato fortemente da queste due istituzioni.
Ogni fanciullo e' un esplosione di vitalita', una ricerca continua di conoscenza, di sapere,voglia di sperimentare e creare. E' sarebbe ingenuo non tenere in considerazioni i termini del nostro rapporto con gli insegnanti, i gentiori, le istituzioni. Il nostro sistema e' fondato sull'economia, sulla sopraffazione dell uomo sull uomo. La scuola ci introduce al mondo in maniera del tutto significativa. Siamo relegati in mezzo metro quadrato, nel silenzio, e con il solo compito di ascoltare e ripetere. Il desiderio di esprimersi, la volonta' di conoscere liberamente e' soffocata, tenuta a bada da punizioni, si e' incoraggiati a perseguirla tramite la lode di un voto, di un riconoscimento formale e immorale. Abbiamo ragazzi repressi, fatti crescere con lo stimolo a competere, prevalere... a non ascoltare le proprie inclinazioni ma a rispettare un programma. Questo modo di essere educati alla vita ci ridimensiona, ci rende malati. E' una cultura che se a volte c'e' e vuota, priva di significato.
L'unica cosa che rasserena e' sapere che il pensiero dell uomo non puo' essere chiuso, incatenato, e che le genti e la cultura che trovano spazio in questo mondo sono vari, e suscettibili di progresso. Non posso fare a meno di citare
Alexander Neill, i ragazzi felici di Summerhill,.. per un altro modo di amare, crescere e conoscere.
Chiudiamo le NOSTRE scuole!
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