Bene, ma teniamo in considerazione che e' la filosofia, col ramo dell'epistemologia, a discutere e decidere dei problemi che la scienza deve risolvere, e decidere quando una soluzione puo' essere valida oppure no.
Vedi che anche al sole la filosofia e' determinante.
Sono d'accordo se chi studia l'etica, ossia come debba comportarsi l'essere umano, non sia retrogrado rispetto alle aspettative generali.
Sono d'accordo se chi studia l'etica, ossia come debba comportarsi l'essere umano, non sia retrogrado rispetto alle aspettative generali.
Non parlavo di etica, parlavo di epistemologia - e' ben diverso.
Con "problemi che la scienza deve risolvere" intendevo dire proprio quali sono i misteri che la scienza deve spiegare. L'epistemologia decide cosa la scienza deve spiegare e quando la scienza ha spiegato qualcosa in modo accettabile.
Per usare le parole di un mio amico, "l'epistemologia e' un po' il CQ della scienza".
"Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
Bene, ma teniamo in considerazione che e' la filosofia, col ramo dell'epistemologia, a discutere e decidere dei problemi che la scienza deve risolvere, e decidere quando una soluzione puo' essere valida oppure no.
Vedi che anche al sole la filosofia e' determinante.
Io credo che la Scienza si sia venduta ancora di pi
La filosofia nella vita quotidiana si rivela attraverso noi stessi,
concorre alla creazione di un immagine reale di cio' che ci circonda, rompendo dogmi,luoghi comuni, falsita' etc..
Nella vita di tutti i giorni riecheggia nelle nostre azioni rendendole consapevoli e piu' costruttive.
Mi sembra inoltre doveroso ricordare l'imponente lavoro svolto dalla filosofia in ambito scientifico e umanistico.
Un mio amico pensava che se il Nulla fosse qualcosa non sarebbe il Nulla. Pensava anche che questo Nulla somigliava un po' ai fantasmi: esisterebbe solo nella nostra testa.
Un mio amico pensava che se il Nulla fosse qualcosa non sarebbe il Nulla. Pensava anche che questo Nulla somigliava un po' ai fantasmi: esisterebbe solo nella nostra testa.
La filosofia, che nasce (con la sola eccezione dei presocratici) in comunità di vita molto simili a quelli che saranno successivamente i monasteri cristiani, parte dall'accettazione e dalla condivisione di un certo modo di vivere (lettura e studio a una determinata ora, mangiare o dormire insieme al maestro, vestire in un certo modo) orientato ad un ben preciso fine, che quasi sempre ha a che fare con la giusta disposizione dell'animo (serenità, atarassia), pur se in modi apparentemente molto distanti tra loro (ad esempio, il piacere per gli epicurei, il dovere per gli stoici). Chiaro al riguardo Aristotele quando afferma che non siamo sani fisicamente per il fatto che studiamo la medicina, ma per il fatto che la applichiamo al nostro corpo.
Per contro, la filosofia non rinchiude l'uomo in un egotismo maniacale. La progressiva specializzazione dei saperi (accelerata dalla nascita della scienza galileiana) ha infine condotto alla separazione degli ambiti, per cui oggi si può parlare di estetica, filosofia morale, gnoseologia: si è trattato quindi di un'evoluzione (quanto si tratti di una negazione del senso originario è attualmente oggetto di dibattito) della filosofia, spinta in buona parte (secondo l'analisi di Hadot) dal passaggio dell'insegnamento della filosofia alle istituzioni statali (passaggio che, facendo perdere l'importanza della vita in comune, ha ridotto la filosofia a dottrina intellettuale, qualcosa che può essere appreso tramite la mera lettura di alcuni libri).
Al di là di queste considerazioni di ordine storico, ancora oggi la filosofia studia la formazione di concetti come quello dell'esistenza, del bene, della conoscenza, e della bellezza, e cerca di rispondere a domande come Cos'è il bene?, o Come è possibile conoscere?.
L'uso popolare della parola "filosofia" ha conservato questo aspetto originario: essa è infatti usata spesso per indicare la saggezza, o una prospettiva di vita (una "filosofia di vita"), o principi basilari dietro al metodo per raggiungere un obiettivo (come in "la mia filosofia di guida dell'auto...").
Originariamente, "filosofia" significava "l'amore per la saggezza". "Philo-" deriva dalla parola greca φιλο-, che significa amore, e "-σοφια", dal greco sophia, o saggezza. Pare che l'introduzione del termine "filosofia" sia da attribuire al pensatore greco Pitagora, che avrebbe coniato questo termine per indicare la ricerca del sapere da parte dell'uomo, dunque philo-sophos (mentre solo gli dei possederebbero pienamente la sofia) (vedi Diogene Laerzio: "De vita et moribus philosophorum", I, 12; Cicerone: "Tusculanae disputationes", V, 8-9). Questa attribuzione è certamente basata su un brano di un libro perduto di Eraclide Pontico, discepolo di Aristotele. È una delle note leggende pitagoriche di questo tempo. Di fatto il termine "filosofia" non venne usato molto prima di Platone. Il termine "filosofo" sostituisce il termine "sofista" (da sophoi), usato all'epoca di Socrate per descrivere gli insegnanti di retorica a pagamento, le cui tecniche oratorie erano molto richieste dalla classe politica rampante della democrazia ateniese, che ben sapeva quanto le parole possono convincere il popolo più delle azioni. I sofisti accettavano denaro come compenso del loro insegnamento filosofico (cosa da cui tutti gli altri filosofi prendevano le distanze, accettando solo per sopravvivere offerte modestissime da parte degli allievi), ed il loro metodo era basato spesso su sottigliezze linguistiche – cfr. eristica - finalizzate alla vittoria sull'interlocutore piuttosto che al genuino incontro filosofico.
Non sarebbe il caso, invece di spiegare cosa è la filosofia, affrontare argomenti veri sotto la luce del pensiero logico? Quindi, ragionare in termini filosofici, piuttosto che girare attorno alla parola "filosofia" senza costruire nulla di nuovo?
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