capisco.
Perch
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[QUOTE=Gala;853450]se poi dividiamo, potrei aiutarlo a scivolare nel fuoco mentre, assorto, mi legge qualcosa ad alta voce..
(meditare un omicidio[I][SIZE="1"]"Se un uomo non
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[QUOTE=Pulsar;853455]Poche pagine si staccano, la copertina porta i segni del tempo, al tatto le pagine offrono ancora un piacevole effetto buccia di pesca, l'odore rivela un retrogusto di umido, la prima pagina offre una dedica ai fanciulli d'italia di Benito Mussolini, l'ultima pagina conserva la firma del suo legittimo proprietario, tratto nitido non sbavato di nero di china.
E' un po come quando guardi le stelle in cielo, credi di vedere ingannevolmente il presente, ma in realt[I][SIZE="1"]"Se un uomo non
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scherzavo anche io.Originariamente Scritto da Pulsar Visualizza MessaggioSicuro che ci scherzavo un pochetto..
Per questo i libri non andrebbero mai mai bruciati..
[SIZE="1"]tu si femmena. chist
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Ma no, suvvia, stiamo discorrendo di argomenti edificanti in fondo.
[I][SIZE="1"]"Se un uomo non
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chiedo veniaOriginariamente Scritto da Matthias Jünger Visualizza MessaggioMa no, suvvia, stiamo discorrendo di argomenti edificanti in fondo.
Last edited by Ospite; 03-05-2008, 18:48.
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No, scusa, avevo capito male; il libro di cui tu parlavi è La morte della pizia di Dürrenmatt. Io invece avevo capito, dal tuo precedente post, che la tua docente di greco ti avesse consigliato all'epoca un qualche testo coevo riferito proprio alla pizia ed ai culti oracolari nell'antichità. E visto che un'ottima antologia di testi di divinazione, magia e demonologia della classicità greco-romana è Arcana mundi di Luck mi è tornato alla mente. Qui pro quo.Originariamente Scritto da Gala Visualizza MessaggioPer quanto riguarda l’edizione della pizia di Durrenmatt non ricordo proprio.
Conta che ti parlo della fine degli anni ’80 e ho perso di vista quel libro da allora.
Sarà in cantina.
Qualcosa riguardo a cosa ? Alla Civica Raccolta Bertarelli ? La conosco per forza di cose, anche se non l'ho mai visitata (e sinceramente non sapevo nemmeno che organizzassero visite, rare volte m'è capitato di passare dalle parti di Milano). Ma oltre alla collezione di stampe più vasta d'Italia raccoglie, credo, anche il maggior numero di ex libris.Tu ne sai qualcosa?
Ogni cosa a suo tempo; la nausea non è ancora tornata a montare. Un conto, poi, è bruciare tremila libri, ben altra storia è incenerirne diecimila; e ad un ritmo di una decina di nuove acquisizioni al mese non dovrebbe essere questione di molti anni, porta un po' di pazienza. Poi potrò passare come l'Ahuitzotl della mia biblioteca, uno Shi Huangti in formato domestico.A proposito, a quando il falò? O non lo facciamo più?
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Abissi d'acciaio, per citare Asimov. Scandagliare il passato spesso si riduce a riportare alla luce la feccia dal fondo del pozzo della storia, ed è comunque un'attività concepibile come vizio privato. Non c'è nulla, in un libro, che possa risultare universalmente intellegibile ed istruttivo; comprendere il presente in funzione del passato, poi, è un vezzo per pochi perdigiorno, a maggior ragione se esercitato sulle lettere. E così anche la distruzione dei libri diviene un tabù od un atto lecito a seconda dei punti di vista. Prendendo in mano Ammiano non c'è volta che non rimpianga amarissimamente la perdita dei primi tredici libri della sua opera; avrei voluto leggere del principato di Traiano la stessa acuta disamina riservata a quello di Valente. Trovo che sia stata un'immane ingiustizia la perdita di quei tredici libri, che mi spingono a dovermi accontentare, per il regno di Costantino, di un leccapiedi come Eusebio o per quello di Diocleziano di un fanatico come Lattanzio. Se avessi potuto paradossalmente barattare i libri perduti degli Annali di Tacito con l'opera omnia di quell'imbecille di Tertulliano non avrei esitato a prendere gelosamente i primi ed incenerire la seconda. Personalmente posso anche disperarmi al pensiero di un Diego de Landa intento a bruciare cumuli di codici maya alti come cataste di legna; ma poi mi rendo conto di essere contraddittorio e di non potermi esprimere in merito. Perché agli ultimi volumi della Fallaci, ad esempio, avrei riservato lo stesso trattamento e nella pubblica piazza: un grandioso autodafé letterario, con decine di migliaia di copie ammonticchiate. Come quello di de Landa, che a questo punto potrei condannare solamente a patto di risultare ipocrita.Originariamente Scritto da Pulsar Visualizza MessaggioE' un po come quando guardi le stelle in cielo, credi di vedere ingannevolmente il presente, ma in realtà il tuo sguardo sta sprofondando negli abissi più intimi del passato..
Per questo i libri non andrebbero mai mai bruciati..
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[QUOTE=Qfwfq;853487]Abissi d'acciaio, per citare Asimov. Scandagliare il passato spesso si riduce a riportare alla luce la feccia dal fondo del pozzo della storia, ed
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