Il romitaggio della dimora illusoria

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • Amarilli

    #1

    Il romitaggio della dimora illusoria

    I giorni e le notti si alternano fugaci, come perle sfilate da un rosario. Ugualmente gli anni sorgono e tramontano.

    La nostra vita è un viaggio, che alcuni trascorrono in barca; altri per strada, finché non invecchiano i cavalli del loro carro.
    Non è la strada la nostra vera dimora?
    Lo mostrano i poeti d’un tempo che hanno incontrato la morte camminando.
    Anche per me giunse il giorno in cui l’infinita libertà delle nuvole mosse dal vento chiamava a vagabondare lungo le coste selvagge di Ki.

    Quando ritrovai la mia capanna in riva al fiume, l’estate era finita; e nel tempo che impiegai a ripulire il legno vecchio dalle ragnatele, anche l’anno era finito.

    Con la primavera nebbiosa tornò il prurito di riprendere la strada verso la dogana di Shirakawa; gli dei del viaggio chiamavano, e io non potevo ignorarli.

    Rammendai quindi le braghe, infilai un cordone nuovo nei passanti del cappello e, bruciando moxa su san-ri (bruciature terapeutiche d’artemisia sul punto “tre leghe”) per rinforzare le gambe, già vedevo sorgere la luna di Matsushima.

    Ho venduto la capanna, ospite per qualche giorno nel padiglione del mio discepolo Sampu, ma prima di lasciare anche quest’albergo, ho pennellato una poesia su una sciarpa che ho appesa al pilastro:

    Questa bicocca da eremita
    non sarà più la stessa
    casa di bambole
    Last edited by Ospite; 09-05-2008, 13:49.
  • Amarilli

    #2
    Ho dimenticato la I di illusoria
    come si fa a correggere?

    Comment

    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #3
      Lascia il titolo cosi' com'e'. Fà piu' vero il topic (per caso autobiografico?)
      amate i vostri nemici

      Comment

      • Gloucester
        Opinionista
        • 29/03/06
        • 5314

        #4
        Il titolo mi ricorda vagamente Jünger, l'Eremo della Ruta di Auf den Marmorklippen. Ma anche il Vivarium di Cassiodoro, eremo ed allo stesso tempo dimora illusoria di una cultura, quella classica, sull'orlo della dissoluzione assieme al suo scrigno. Chissà che Jünger non abbia tratto ispirazione proprio da quel singolare esperimento di eremitaggio traboccante di cultura destinata al naufragio; e già la posizione, affacciata sul golfo di Squillace, suggerirebbe un'idea simile laddove anche l'eremo jüngeriano è travolto dalla marea montante dell'Oberförster.

        Comment

        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #5
          Sembra un viaggio di sola andata.

          Comment

          • Malo Perverso

            #6
            Continua a camminare Amarilli, non ti fermerai, non

            Comment

            • Amarilli

              #7
              Il ventisettesimo giorno della Terza Luna (18 di Maggio) sorse un

              Comment

              • Amarilli

                #8
                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                Sembra un viaggio di sola andata.

                Infatti

                Comment

                • Sousuke
                  Banned
                  • 14/12/07
                  • 16244

                  #9
                  Originariamente Scritto da Amarilli Visualizza Messaggio
                  Mi rifiuto di dire il nome di questo autore che dovrebbe essere conosciuto fin da bambini in quanto amorevolmente letto dai genitori ai loro figli
                  Sii diligente, stacanovista ed altruista, quindi esplicita gentilmente in forma scritta il nome dell'autore, a prescindere dal fatto che i genitori possano anche aver letto raramente qualcosa ai loro figli e che non tutti i genitori sono "normali", lungimiranti e, tantomeno, amorevoli. ^_^
                  Last edited by Sousuke; 12-05-2008, 20:18.

                  Comment

                  • Amarilli

                    #10
                    Soka

                    Pensare che in questo secondo anno di Genroku (1689) ho ceduto al desiderio di vedere i lontani sentieri del nord!
                    E

                    Comment

                    • Amarilli

                      #11
                      Gozaemon il Buddha

                      Il trentesimo giorno della terza luna (21 maggio) facemmo tappa sotto il monte Nikko.

                      L

                      Comment

                      • Amarilli

                        #12
                        Nikko

                        Il primo giorno della Quarta Luna (22 maggio) facemmo devozione al monte Nikko.

                        Un tempo il nome di questa montagna era "Ni-ko

                        Comment

                        • Sousuke
                          Banned
                          • 14/12/07
                          • 16244

                          #13
                          Originariamente Scritto da Amarilli Visualizza Messaggio
                          Gozaemon il Buddha

                          Il trentesimo giorno della terza luna (21 maggio) facemmo tappa sotto il monte Nikko.

                          L’albergatore si presentò: “Mi chiamano Gozaemon il Buddha. Perché? Perché pongo l’onestà sopra di tutto, in ogni circostanza. Voi potete dormire su due orecchie, non avete proprio nulla da temere”.

                          Ci domandammo come un bosatsu
                          (“bodhisatwa”, “creatura illuminata” che, giunta alle soglie della buddità, rimanda la completa liberazione dal mondo e l’ingresso nel nirvana, paradiso, per salvare altri esseri) avesse potuto tornare ad incarnarsi in questo mondo vigliacco per prendersi cura di due monaci pellegrini e questuanti.

                          Osservandolo, ci convincemmo presto che era completamente privo di malizia e avidità e che dimostrava un’onestà pignola fin nei particolari.

                          Era il perfetto esempio dell’ideale confuciano di Gokibokutotsufermezza di carattere e onestà sconfinata.

                          Queste persone meritano la più grande considerazione.
                          Questo testo (estratto da un romanzo o racconto breve, probabilmente) lo apprezzo e mi piace, soprattutto la parte sottolineata che condivido, anche perchè argomenta su questioni familiari al sottoscritto, in qualche modo. =)

                          Sarebbe interessante conoscerne l'autore, dato che mi sembra di capire, attraverso la citazione del titolo iniziale centrato nel racconto medesimo, che il titolo stesso non corrisponde al cognome dell'autore (d'altra parte "Soka" sarebbe una scelta alquanto infelice e sconveniente come cognome, soprattutto se tale autore decidesse di trasferire la propria residenza in Italia), salvo che si tratti di autori differenti talmente egocentrici da avere cognomi (originali, modificati in seguito o cognomi d'arte) adatti per essere utilizzati come nomi di cose, persone od eventi nel racconto medesimo di cui si è autori. ^_^
                          Last edited by Sousuke; 12-05-2008, 21:09.

                          Comment

                          • Amarilli

                            #14
                            Kurobane


                            Ci facemmo annunciare a un certo Juboji, intendente al castello del signore di Kurobane.
                            Era felice di questa visita imprevista, cos

                            Comment

                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #15
                              Perch

                              Comment

                              Working...