Quintilliano intono al 60 d.c,sostiene che l'educazione oratoria debba assumere un valore formativo totalizzante in quanto la maturità dell'individuo si dimostra nella sua capacità di parlare in maniera perfetta. La meta suprema dell'educazione deve essere l'arte di ben parlare,rivendicando a sè taluni compiti che tradizionalmente venivano assegnati alla filosofia;lo studio inoltre deve contribuire allo sviluppo armonico della persona integrata nell'ambiente sociale.
Dal Satyricon di Petronio Arbitrio invece:
Un uomo che parla bene sicuramente è un uomo di cultura.La tesi di Quintilliano acquista valore. L'oratoria dovrebbe possedere un valore formativo totalizzante secondo voi?
Petronio però,attribuisce alle famiglie le cause del declino dell'oratoria. E il modello di disciplina che suggerisce nell'ultima parte del discorso(di Agamennone) è quello di una scuola che formi l'individuo gradualmente,che lo modelli su precetti filosofici.Una tale idealistica formazione scolastica, potrebbe cambiare lo stato delle cose? La cultura amorfa della massa potrebbe acquisire una forma ben delineata e soprattutto sostanza?
Dal Satyricon di Petronio Arbitrio invece:
[..] A parer mio nelle scuole i ragazzi rimbecilliscono
perché non vedono e non sentono niente di quello che abbiamo sotto mano[..]
Chi va avanti nutrendosi di questa roba, non può avere gusto più di
quanto non profumino quelli che vivono in cucina. Lasciatemelo dire, vi
prego, ma l'eloquenza siete stati voi retori i primi a rovinarla.[..]
L'oratoria grande e - mi verrebbe da dire - onesta non vive di trucchi
né di gonfiature, ma svetta per bellezza naturale. [..]
Ma neppure la poesia ha più avuto un bell'aspetto,
e tutti i suoi generi, come se si fossero
nutriti dello stesso cibo, non sono riusciti a invecchiare fino ad avere i
capelli bianchi. Alla pittura è toccata la stessa sorte, quando quegli
sfrontati degli Egizi hanno trovato la scorciatoia per un'arte tanto
eccelsa».
E allora che fare? È coi genitori che bisogna prendersela perché non
vogliono che i loro rampolli facciano progressi sottostando a severa
disciplina. Tanto per cominciare sacrificano tutto, ivi incluse le proprie
aspettative, all'ambizione. In secondo luogo, pur di centrare in fretta
gli obiettivi, buttano nel foro dei ragazzotti immaturi, e imbottiscono di
retorica - che a loro detta non ha eguali - dei bambinetti appena nati. Se
invece lasciassero allo studio uno sviluppo graduale, permettendo così ai
giovani di modellare le proprie menti sui precetti della filosofia, di
migliorare lo stile con rigore impietoso, e di soffermarsi a lungo sui
modelli da imitare, convincendosi che non è affatto una gran cosa quello
che piace ai bambini, allora sì che la grande oratoria ritroverebbe tutto
il prestigio della sua maestà. Ma al giorno d'oggi a scuola i ragazzi
passano il tempo a giocare, nel foro i giovani si rendono ridicoli e -
cosa ben più umiliante - i vecchi non hanno il coraggio di ammettere di
aver studiato in passato soltanto boiate [..]
Bene. Oggi ci si esprime male,e si scrive peggio.perché non vedono e non sentono niente di quello che abbiamo sotto mano[..]
Chi va avanti nutrendosi di questa roba, non può avere gusto più di
quanto non profumino quelli che vivono in cucina. Lasciatemelo dire, vi
prego, ma l'eloquenza siete stati voi retori i primi a rovinarla.[..]
L'oratoria grande e - mi verrebbe da dire - onesta non vive di trucchi
né di gonfiature, ma svetta per bellezza naturale. [..]
Ma neppure la poesia ha più avuto un bell'aspetto,
e tutti i suoi generi, come se si fossero
nutriti dello stesso cibo, non sono riusciti a invecchiare fino ad avere i
capelli bianchi. Alla pittura è toccata la stessa sorte, quando quegli
sfrontati degli Egizi hanno trovato la scorciatoia per un'arte tanto
eccelsa».
E allora che fare? È coi genitori che bisogna prendersela perché non
vogliono che i loro rampolli facciano progressi sottostando a severa
disciplina. Tanto per cominciare sacrificano tutto, ivi incluse le proprie
aspettative, all'ambizione. In secondo luogo, pur di centrare in fretta
gli obiettivi, buttano nel foro dei ragazzotti immaturi, e imbottiscono di
retorica - che a loro detta non ha eguali - dei bambinetti appena nati. Se
invece lasciassero allo studio uno sviluppo graduale, permettendo così ai
giovani di modellare le proprie menti sui precetti della filosofia, di
migliorare lo stile con rigore impietoso, e di soffermarsi a lungo sui
modelli da imitare, convincendosi che non è affatto una gran cosa quello
che piace ai bambini, allora sì che la grande oratoria ritroverebbe tutto
il prestigio della sua maestà. Ma al giorno d'oggi a scuola i ragazzi
passano il tempo a giocare, nel foro i giovani si rendono ridicoli e -
cosa ben più umiliante - i vecchi non hanno il coraggio di ammettere di
aver studiato in passato soltanto boiate [..]
Un uomo che parla bene sicuramente è un uomo di cultura.La tesi di Quintilliano acquista valore. L'oratoria dovrebbe possedere un valore formativo totalizzante secondo voi?
Petronio però,attribuisce alle famiglie le cause del declino dell'oratoria. E il modello di disciplina che suggerisce nell'ultima parte del discorso(di Agamennone) è quello di una scuola che formi l'individuo gradualmente,che lo modelli su precetti filosofici.Una tale idealistica formazione scolastica, potrebbe cambiare lo stato delle cose? La cultura amorfa della massa potrebbe acquisire una forma ben delineata e soprattutto sostanza?


Comment