[QUOTE=mat612000;944893]Secondo me di oggettivo nell'arte non c'
L'arte
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e chi lo sa..(forse hai ragione)Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza MessaggioQuesto credo sia una grossa illusione.
E' impossibile umanamente provare le stesse emozioni di un'altra persona.
ma[FONT="Georgia"][I]Ho un sogno e lo realizzer
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Ma che un'opera stilisticamente corretta può non trsmettere emozioni è un conto.
Che la tecnica non esista è un altro,perchè in questo thread si è anche messo in discussione l'importanza della tecnica quando si dà un giudizio ad un opera.
E soprattutto la perfezione con la tecnica ha ben poco di che spartire.
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Leggendo ho più o meno pensato la stessa cosa di Spleen.
La tecnica è importante ed è giusto che la critica prenda in considerazione questa, come non credo che il critico sia distaccato dall'emozione, tutt'altro forse, ma proprio per questo nella critica magari tende a far avanzare la propria.
Per questo motivo io ne prendo le distanze, cerco in qualche modo di lasciarmi guidare dalle mie emozioni, perchè di fatto dinnanzi ad una qualunque opera d'arte ci si appresta con avidità a volerne cogliere il maggior nutrimento e spesso è la stessa aspettativa a deluderci o peggio o plagiarci.
Ma il brivido è qualcosa di assolutamente soggettivo.
Anche il brutto trasmette emozione, a differenza di quanto nemmeno si nota.[FONT="Georgia"][I]Ho un sogno e lo realizzer
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Solo che spesso tale emozione non è piacevole, a meno che si abbia il culto del brutto, ovvero si sia una sorta di esteta all'inverso.Originariamente Scritto da Pulsar Visualizza Messaggio.........
Ma il brivido è qualcosa di assolutamente soggettivo.
Anche il brutto trasmette emozione, a differenza di quanto nemmeno si nota.Last edited by Sousuke; 23-12-2008, 00:54.
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Per me la perfezione è semplicemente un obiettivo irraggiungibile (salvo i casi di circostanze in cui le variabili siano numericamente limitate e completamente influenzabili/gestibili da parte dell'uomo, anche nel loro effetto) ed il perfezionismo un'arte tipicamente in possesso da parte di artisti talentuosi, ossessivi, maniaci e semi-depressi (per i quali esso diventa una ragione di vita, fonte di serenità e l'unico modo che hanno per esprimersi, nonostante siano consapevoli del loro perenne stato di insoddisfazione per l'impossibilità di raggiungere o mantenere la perfezione delle loro opere, creando un circolo vizioso infinito di ulteriore e perenne perfezionamento), nonchè la vera bellezza consiste nella capacità di esternare efficacemente i propri pregi e nell'abilità di tramutare i difetti in virtù, rendendoli percepibili come tali dagli altri e sfruttandoli opportunamente nelle circostanze che si presentano.Originariamente Scritto da ManSardo Visualizza Messaggio.........
I critici talvolta non mettono in conto che la perfezione è tremendamente noiosa e che la vera bellezza sta nell'armonia dei difetti.Last edited by Sousuke; 23-12-2008, 01:13.
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Vorrei dedicare qualche brevissimo spunto per una riflessione sul declino di grandi, grandissimi musicisti, scrittori, pittori.
Artisti dotati di talento e tecnica, ma ormai incapaci di comunicare qualcosa di diverso dal talento e dalla tecnica. Qualcosa di pi[FONT="Garamond"][COLOR="Navy"][SIZE="4"]Il pensiero
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dunque..inizio col farvi i complimenti per la vostra propriet[FONT="Comic Sans MS"]Scientificamente il calabrone non potrebbe volare...ma lui non lo sa e continua a farlo.[/FONT]
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[FONT="Comic Sans MS"]Nulla si sa, tutto si immagina..[/FONT]
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Un filosofo diceva che non è bello ciò che è bello ( in quanto siamo tutti esseri soggettivi e l'oggettività non è che un maggioranza numerica di tali soggettività estrinsecate, ma non molto, in quanto è arduo descrivere perfettamente ciò che si sente) ma è bello ciò che piace.
E ciò che piace non può essere incastonato da un semplice o complesso ragionamento (perderei la breve soggettività o l'impatto dell'opera con la mia intimità
perché ciò che piace è un attimo di sentimento.
Qui si rientra nel modo di agire dell'essere umano: trasposizione del passato ( sicurezza del reale) attraverso il presente ( attimo fugace) verso il futuro ( possesso od tentata oggettivazione di ciò che ancora non esiste).
Quando un'opera possiede questi tre requisiti che sempre ci accompagnano nella nostra vita può essere definita, secondo me, un'opera d'arte.
Quindi, si l'arte è soggettiva ma si serve di comuni requisiti umani.Last edited by crepuscolo; 24-03-2009, 21:04.
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