Pessimismo leopardiano

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70446

    #1

    Pessimismo leopardiano

    Prendendo spunto da un discorso fatto con un altro utente recentemente (e spero in un suo intervento), vorrei lanciare il discorso del pessimismo leopardiano, che come tutti sapranno ha influenzato tutta la sua letteratura. Un pessimismo che ha vissuto tre fasi: dallo storico, allo psicologico, a quello cosmico, che
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
  • Artemis
    Opinionista
    • 04/06/07
    • 5863

    #2
    Toh, lo sto giusto studiando.
    Mah, la prima cosa che ho provato nei suoi confronti è stata "compassione"... nel senso che... in parole povere e senza inutili modernismi, era uno sfigato. Sfigato nel senso più vasto del termine ovviamente... e davvero non capisco come mai egli abbia, come dire, irradiato di negatività in conclusione l'intero universo solo perchè gli è toccato di vivere con una famiglia apatica, ipocrita e bigotta oltre il verosimile, in un ambiente soffocante e di aver incontrato donne che non lo hanno mai amato. Anzi, io direi che non abbia mai incontrato donne vagamente interessate a lui. Io non mi ci ritrovo, in questa sua visione del mondo da tagliarsi le vene con la sega elettrica...

    Il fatto che fosse ateo, tra le altre cose, deriva, imho, da una sorta di instintiva trasgressione degli schemi familiari; i suoi congiunti erano cattolici quasi fino al fondamentalismo.
    ουδὲ τεθνάσι θανόντες

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    • januaria
      Opinionista
      • 22/09/09
      • 568

      #3
      [QUOTE=dark lady;1041462]Prendendo spunto da un discorso fatto con un altro utente recentemente (e spero in un suo intervento), vorrei lanciare il discorso del pessimismo leopardiano, che come tutti sapranno ha influenzato tutta la sua letteratura. Un pessimismo che ha vissuto tre fasi: dallo storico, allo psicologico, a quello cosmico, che

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      • januaria
        Opinionista
        • 22/09/09
        • 568

        #4
        ah inutile dire

        che nemmeno io mi ci ritrovo per niente nella suo male di vivere cos

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        • Gloucester
          Opinionista
          • 29/03/06
          • 5314

          #5
          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
          Prendendo spunto da un discorso fatto con un altro utente recentemente (e spero in un suo intervento)
          [I]S

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          • dark lady
            la viaggiatrice
            • 09/03/05
            • 70446

            #6
            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

            Comment

            • dark lady
              la viaggiatrice
              • 09/03/05
              • 70446

              #7
              Aggiungo un paio di riflessioni: pur non condividendo io il pessimismo leopardiano, non in quanto espressione della sua opera, quanto come filosofia di vita, voglio ricordare che dietro le opere di ogni poeta si celano complesse diatribe interiori, spesso una sorta di male di vivere e sempre, in ogni caso, riflessioni profonde, che solitamente sfuggono alle masse.
              Mi piace l'espressione utilizzata da Gloucester, "inettitudine alla vita". Leopardi evidenzia la continua ricerca della felicità, da parte dell'uomo, che però non è in grado di portarla a termine.
              “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

              Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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              • Gloucester
                Opinionista
                • 29/03/06
                • 5314

                #8
                Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                Leopardi evidenzia la continua ricerca della felicità, da parte dell'uomo, che però non è in grado di portarla a termine.
                Ecco, colgo l'occasione per una piccola postilla; la stessa concezione profondamente pessimistica del mondo e quindi della vita dell'uomo è ben lungi, in Leopardi, dall'estrinsecarsi in un solipsismo sterile, in una condanna svalutante di tutte le forme dell'esistenza. Costituisce anzi, quasi uno spunto per la teorizzazione di una sorta di nuovo umanesimo, comunque avverso all'individualismo romantico. Sempre ne La ginestra la sconfessione dei paradigmi positivisti (le magnifiche sorti e progressive) alla luce degli insegnamenti della storia (Questi campi cosparsi di ceneri infeconde [...] fur giardini e palagi) e l'amara riflessione sui travagli dell'uomo si fanno promotori dell'esaltazione del valore della solidarietà, laddove la social catena è vista proprio come l'esito dell'orrore suscitato dall'empia natura. L'ennesima ed ultima evoluzione, troncata purtroppo dalla morte precoce, di un pensiero leopardiano in continuo movimento che non va quindi inteso come cristallizzato sull'abusato cliché del pessimismo cosmico.

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                • Artemis
                  Opinionista
                  • 04/06/07
                  • 5863

                  #9
                  [QUOTE=Gloucester;1041700]Vab
                  ουδὲ τεθνάσι θανόντες

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66024

                    #10
                    Grazie Glouc! adesso tutti possiamo dire di conoscere meglio Leopardi e il di lui pensiero. Non condivido la sua concezione dell'esistenza (l'uomo puo' arrivare alla felicità, se percorre le giuste vie...) ma alcune vette raggiunte dalle sue poesie rimangono assolutamente sublimi.
                    amate i vostri nemici

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #11
                      [QUOTE=Gloucester;1041700][I]S

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                      • spleen
                        Opinionista
                        • 13/03/07
                        • 4823

                        #12
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                        Grazie Glouc! adesso tutti possiamo dire di conoscere meglio Leopardi e il di lui pensiero.
                        basterebbe semplicemente studiarlo.

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66024

                          #13
                          Colpito e affondato!
                          amate i vostri nemici

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                          • spleen
                            Opinionista
                            • 13/03/07
                            • 4823

                            #14
                            Tranquillo, Artemis che considera Leopardi uno sfigato,

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66024

                              #15
                              La sfiga e' stata solo una parte della sua vita. Ma ha amato. Molto. E l'ha messo in versi in modo stupendo!
                              amate i vostri nemici

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