due uomini di grandissima cultura intervistati da jean-philippe de tonnac, che io conoscevo come autore della "rivoluzione asessuale". discutono del futuro dei libri di carta visto l'avvento degli e-book e dei vari supporti elettronici che a varie riprese sono stati indicati come gli eredi dei tradizionali tomi. da qui partono, almeno, e poi si scatenano fino a tirar fuori curiosità come i dubbi sulla paternità di opere famosissime - quelle di omero e di shakespeare, per dire, e chiisà se il teatro di molière l'ha scritto corneille. conclusione, l'elettronica non soppianterà il vecchio libro, che nelle parole di eco "è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici. una volta che li hai inventati non puoi fare di meglio". è un libro affascinante, con pagine di carta che ho girato con curiosità e piacere.
ma mi chiedo, come si può permettere che un'opera del genere, diretta evidentemente a lettori appassionati, possa essere tradotta da una persona che in due pagine consecutive - la 50 e la 51 nella mia edizione bompiani - mostra di non saper trattare come si deve un'esse impura, scrivendo "buon scienziato" prima e "buon scrittore" poi?
ma mi chiedo, come si può permettere che un'opera del genere, diretta evidentemente a lettori appassionati, possa essere tradotta da una persona che in due pagine consecutive - la 50 e la 51 nella mia edizione bompiani - mostra di non saper trattare come si deve un'esse impura, scrivendo "buon scienziato" prima e "buon scrittore" poi?


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