Poesie

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  • Bauxite
    Cosmo-Agonica

    • 25/12/09
    • 36341

    #1546
    Scrivere come sai dimenticare,
    scrivere e dimenticare.

    Tenere un mondo intero sul palmo
    e dopo soffiare.

    Pierluigi Cappello

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66039

      #1547
      Sei diversa, via. Sei cambiata.
      amate i vostri nemici

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      • Bauxite
        Cosmo-Agonica

        • 25/12/09
        • 36341

        #1548
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Sei diversa, via. Sei cambiata.
        Sto invecchiando

        Comment

        • Bauxite
          Cosmo-Agonica

          • 25/12/09
          • 36341

          #1549
          E gnacche alla formica

          Io t’amo o pia cicala e un trillargento
          ci spàffera nel cuor la tua canzona.
          Canta cicala frìnfera nel vento:
          E gnacche alla formica ammucchiarona!

          Che vuole la formica con quell’umbe
          da mòghera burbiosa?E’vero,arzìa
          per tutto il giorno,e tràmiga e cucumbe
          col capo chino in mogna micrargìa.

          Verra’ l’inverno si,verra’il mordese
          verranno tante gosce aggramerine,
          ma intanto il sole schìcchera gigliese
          e sgnèllida tra cròndale velvine.

          Canta cicala,càntera il manfrore,
          il mezzogiorno zàmpiga e leona.
          Canta cicala in zìlleri d’amore:
          E gnacche alla formica ammucchiarona!


          Fosco Maraini

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66039

            #1550
            Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
            Sto invecchiando
            mADDàààIIII: Fino ai 40 una Donna è giovane.
            amate i vostri nemici

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            • Bauxite
              Cosmo-Agonica

              • 25/12/09
              • 36341

              #1551
              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
              mADDàààIIII: Fino ai 40 una Donna è giovane.

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66039

                #1552
                A diciotto anni le convinzioni sono le colline da cui ci affacciamo alla vita. A quaranta sono le caverne in cui ci nascondiamo.
                (Francis Scott Fitzgerald)
                amate i vostri nemici

                Comment

                • Bauxite
                  Cosmo-Agonica

                  • 25/12/09
                  • 36341

                  #1553
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                  A diciotto anni le convinzioni sono le colline da cui ci affacciamo alla vita. A quaranta sono le caverne in cui ci nascondiamo.
                  (Francis Scott Fitzgerald)
                  Gli aforismi stanno di lá.

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66039

                    #1554
                    Ai suoi ordini, Mademoiselle Bauxite!

                    Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
                    e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
                    Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
                    Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
                    le coincidenze, le prenotazioni,
                    le trappole, gli scorni di chi crede
                    che la realtà sia quella che si vede.
                    Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
                    non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
                    Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
                    le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
                    erano le tue.

                    EUGENIO MONTALE
                    amate i vostri nemici

                    Comment

                    • Bauxite
                      Cosmo-Agonica

                      • 25/12/09
                      • 36341

                      #1555
                      C’è chi meglio degli altri realizza la sua vita.
                      E’ tutto in ordine dentro e attorno a lui.
                      Per ogni cosa ha metodi e risposte.
                      E’ lesto a indovinare il chi il come il dove
                      e a quale scopo.
                      Appone il timbro a verità assolute,
                      getta i fatti superflui nel tritadocumenti,
                      e le persone ignote
                      dentro appositi schedari.
                      Pensa quel tanto che serve,
                      non un attimo in più,
                      perché dietro quell’attimo sta in agguato il dubbio.
                      E quando è licenziato dalla vita,
                      lascia la postazione
                      dalla porta prescritta.
                      A volte un po’ lo invidio
                      per fortuna mi passa.

                      Wislawa Szymborska

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                      • Acquerapide
                        Opinionista
                        • 14/07/08
                        • 8254

                        #1556
                        Questa la voglio scolpita per quando schianto:

                        Laus Vitae

                        O Vita, o Vita,
                        dono terribile del dio,
                        come una spada fedele,
                        come una ruggente face,
                        come la gorgóna,
                        come la centàurea veste;
                        o Vita, o Vita,
                        dono d'oblìo,
                        offerta agreste,
                        come un'acqua chiara,
                        come una corona,
                        come un fiale, come il miele
                        che la bocca separa
                        dalla cera tenace;
                        o Vita, o Vita,
                        dono dell'Immortale
                        alla mia sete crudele,
                        alla mia fame vorace,
                        alla mia sete e alla mia fame
                        d'un giorno, non dirò io
                        tutta la tua bellezza?
                        Chi t'amò su la terra
                        con questo furore?
                        Chi ti attese in ogni
                        attimo con ansie mai paghe?
                        Chi riconobbe le tue ore
                        sorelle de' suoi sogni?
                        Chi più larghe piaghe
                        s'ebbe nella tua guerra?
                        E chi ferì con daghe
                        di più sottili tempre?
                        Chi di te gioì sempre
                        come s'ei fosse
                        per dipartirsi?
                        Ah, tutti i suoi tirsi
                        il mio desiderio scosse
                        verso di te, o Vita
                        dai mille e mille vólti,
                        a ogni tua apparita,
                        come un Tìaso di rosse
                        Tìadi in boschi folti,
                        tutti i suoi tirsi!

                        Nessuna cosa
                        mi fu aliena;
                        nessuna mi sarà
                        mai, mentre comprendo, mondo
                        Laudata sii, Diversità
                        delle creature, sirena
                        del mondo! Talor non elessi
                        perché parvemi che eleggendo
                        io t'escludessi,
                        o Diversità, meraviglia
                        sempiterna, e che la rosa
                        bianca e la vermiglia
                        fosser dovute entrambe
                        alla mia brama,
                        e tutte le pasture
                        co' lor sapori,
                        tutte le cose pure e impure
                        ai miei amori;
                        però ch'io son colui che t'ama,
                        o Diversità, sirena
                        del mondo, io son colui che t'ama.

                        Vigile a ogni soffio,
                        intenta a ogni baleno,
                        sempre in ascolto,
                        sempre in attesa,
                        pronta a ghermire,
                        pronta a donare,
                        pregna di veleno
                        o di balsamo, tòrta
                        nelle sue spire
                        possenti o tesa
                        come un arco, dietro la porta
                        angusta o sul limitare
                        dell'immensa foresta,
                        ovunque, giorno e notte,
                        al sereno e alla tempesta,
                        in ogni luogo, in ogni evento,
                        la mia anima visse
                        come diecimila!

                        È curva la Mira che fila,
                        poi che d'oro e di ferro pesa
                        lo stame come quel d'Ulisse.

                        Tutto fu ambìto
                        e tutto fu tentato.
                        Ah perché non è infinito
                        come il desiderio, il potere
                        umano? Ogni gesto
                        armonioso e rude
                        mi fu d'esempio;
                        ogni arte mi piacque,
                        mi sedusse ogni dottrina,
                        m'attrasse ogni lavoro.
                        Invidiai l'uomo
                        che erige un tempio
                        e l'uomo che aggioga un toro,
                        e colui che trae dall'antica
                        forza dell'acque
                        le forze novelle,
                        e colui che distingue
                        i corsi delle stelle,
                        e colui che nei muti
                        segni ode sonar le lingue
                        dei regni perduti.

                        Tutto fu ambìto
                        e tutto fu tentato.
                        Quel che non fu fatto
                        io lo sognai;
                        e tanto era l'ardore
                        che il sogno eguagliò l'atto.
                        Laudato sii, potere
                        del sogno ond'io m'incorono
                        imperialmente
                        sopra le mie sorti
                        e ascendo il trono
                        della mia speranza,
                        io che nacqui in una stanza
                        di porpora e per nutrice
                        ebbi una grande e taciturna
                        donna discesa da una rupe
                        roggia! Laudato sii intanto,
                        o tu che apri il mio petto
                        troppo angusto pel respiro
                        della mia anima! E avrai
                        da me un altro canto.

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                        • efua
                          Posh&Rebel
                          • 07/12/11
                          • 34903

                          #1557
                          Giusto due parole
                          La parte in neretto
                          -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

                          -Where there’s will there’s a way-

                          -Work hard have fun & be nice-


                          Comment

                          • BiO-dEiStA
                            Eufonista
                            • 22/02/10
                            • 5403

                            #1558
                            Siede la patria mia tra il monte e 'l mare,
                            Quasi teatro ch'abbia fatto l'arte,
                            Non la natura, a' riguardanti appare,
                            E 'l Tagliamento l'interseca, e parte:
                            S'apre un bel piano, ove si possa entrare,
                            Tra 'l merigge e l'occaso, e in questa parte
                            Quanto aperto ne lassa il mar e 'l monte
                            Chiude Liquenza con perpetuo fonte.

                            Nel mezzo siede la città, ch'eresse
                            Attila, e gli Unni, onde il suo nome ottenne;
                            Nobil Città, ch'ad Aquilea successe,
                            Che innanzi a quel flagello a terra venne:
                            E lo stesso crudel, che l'una oppresse,
                            Sollevò l'altra, ove il suo campo ei tenne:
                            Così si cambia il mondo, e le ruine
                            Son de le cose ad un principio e fine.

                            Non è di basso nome, e fu già caro
                            Albergo al grande Julo, onde s'appella:
                            Dolci acque, verdi selve, ed aer chiaro,
                            Bei colli, largo pian, vaghe castella,
                            Fertil terren, che la speranza raro
                            Ingannar suol, la fan leggiadra e bella:
                            E 'l liquor di Lieo cresce in tal copia,
                            Ch'a largo anco d'altrui tempra l'inopia.



                            (Erasmo da Valvasone, La caccia canto I, stanze 102-104)
                            Originariamente Scritto da Careful with that
                            i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                            Originariamente Scritto da Ned Flanders
                            Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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                            • Acquerapide
                              Opinionista
                              • 14/07/08
                              • 8254

                              #1559
                              L'ho già postata, la riposterò.



                              Come, my friends,
                              'T is not too late to seek a newer world.
                              Push off, and sitting well in order smite
                              The sounding furrows; for my purpose holds
                              To sail beyond the sunset, and the baths
                              Of all the western stars, until I die.
                              It may be that the gulfs will wash us down:
                              It may be we shall touch the Happy Isles,
                              And see the great Achilles, whom we knew.
                              Tho' much is taken, much abides; and tho'
                              We are not now that strength which in old days
                              Moved earth and heaven, that which we are, we are;
                              One equal temper of heroic hearts,
                              Made weak by time and fate, but strong in will
                              To strive, to seek, to find, and not to yield.

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                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66039

                                #1560
                                Non ti amo come fossi rosa di sale, topazio
                                o freccia di garofani che propagano il fuoco,
                                t’amo come si amano certe cose oscure,
                                segretamente, tra l’ombra e l’anima.
                                Ti amo come pianta che non fiorisce e reca
                                dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori,
                                e grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
                                il denso aroma che sale dalla terra.

                                Ti amo senza sapere come, né quando, né da dove,
                                ti amo direttamente senza problemi né orgoglio,
                                ti amo così perché non so amare altrimenti

                                che in questo modo in cui non sono e non sei,
                                tanto vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
                                tanto vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio
                                sonno.

                                Saprai che non t’amo e che t’amo
                                perché la vita è in due maniere,
                                la parola è un’ala del silenzio,
                                il fuoco ha una metà di freddo.
                                Io t’amo per cominciare ad amarti,
                                per ricominciare l’infinito,
                                per non cessare d’amarti mai:
                                per questo non t’amo ancora.

                                T’amo e non t’amo come se avessi
                                nelle mie mani le chiavi della gioia
                                e un incerto destino sventurato.

                                Il mio amore ha due vite per amarti.
                                Per questo t’amo quando non t’amo
                                e per questo t’amo quando t’amo.

                                Sete di te m’incalza nelle notti affamate.
                                Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
                                Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
                                Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
                                Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
                                in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.
                                Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
                                Mi segui come gli astri seguono la notte.
                                Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
                                Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
                                Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
                                Solco per il torbido seme del mio nome.
                                Esista una terra mia che non copra la tua orma.
                                Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.

                                Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
                                Come poter non amarti se per questo devo amarti.
                                Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
                                Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
                                Sete di te, sete di te, ghirlanda atroce e dolce.
                                Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
                                Gli occhi hanno sete, perché esistono i tuoi occhi.
                                La bocca ha sete, perché esistono i tuoi baci.
                                L’anima è accesa di queste braccia che ti amano.
                                Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
                                Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
                                E in essa si distrugge come l’acqua nel fuoco.

                                PABLO NERUDA
                                amate i vostri nemici

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