Palazzo delle papesse

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  • doxa
    Opinionista
    • 30/04/19
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    #1

    Palazzo delle papesse

    Palazzo delle Papesse

    disegno

    Questo edificio rinascimentale è a Siena. Fu costruito tra il 1460 e il 1495. Il disegno architettonico fu ispirato dal Palazzo Medici, che è a Firenze in Via Larga.

    E’ menzionato come “Palazzo delle papesse” perché fu commissionato nel 1459 da Caterina Piccolomini, una delle sorelle del papa Pio II, Enea Silvio Piccolomini, che pontificò dal 1458 al 1464, anno della sua morte. Nei suoi sei anni di pontificato, sostò a Siena per tre volte, e per due volte vi soggiornò tra il 1459 e il 1460. Durante quelle visite nella città toscana Pio II fece progettare alcune dimore che fossero rappresentative per la famiglia, come i due grandi edifici in via di Città e Banchi di Sotto, oltre a una Loggia e una cappella funeraria, simboli dell’ambiziosa politica dinastica di Pio II.

    Il periodo rinascimentale (ed oltre) non fu solo una stagione artistica da osservare attraverso capolavori oggi museali, nelle dimore nobiliari era una dimensione privata da vivere ogni giorno: pittura, arredo e rappresentazione sociale costituivano un unico linguaggio culturale, variabile nel tempo, l’area geografica e lo status della famiglia.

    Gli ornamenti erano funzionali:

    avevano la funzione rappresentativa: mostrare il rango ,la genealogia, e la cultura;

    la funzione identitaria: celebrare la famiglia con ritratti, stemmi, imprese;

    la funzione estetica: creare ambienti coerenti con il gusto dell’epoca;

    la funzione simbolica: temi mitologici, allegorici, religiosi: per esempio, le Virtù;

    la funzione collezionistica: molti nobili erano collezionisti e usavano le pareti come “galleria d’arte”.

    Le immagini ornavano in particolare il salone di rappresentanza, la sala da pranzo e la camera da letto. Quelle stanze erano il nucleo dell’autorappresentazione aristocratica. Venivano affrescate con cicli pittorici, stucchi e tele alle pareti.

    Le “camere padronali” spesso avevano dipinti i soffitti, le sovrapporte, c'erano quadri e apparati decorativi.

    Come dobbiamo immaginarci la camera da letto?
    Nella testiera di solito veniva dipinta una bella Venere, distesa, simbolo dell’amore che trionfa su Marte, dio della guerra.
    Per contrapposizione venivano raffigurate anche le Virtù


    Gli scaloni monumentali e le anticamere dei palazzi signorili di alto rango erano decorati con cicli pittorici, stemmi, ritratti scultorei, statue.

    Quasi tutte le grandi dimore avevano una cappella gentilizia privata, spesso decorata con affreschi, pale d’altare e stucchi.

    Nel cortile interno del Palazzo Piccolomini (“delle papesse”) c’è la loggia, affrescata: sono dipinti frutti e fiori, candelabri, figure allegoriche e mitologiche.

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    Last edited by doxa; Ieri, 17:25.
  • doxa
    Opinionista
    • 30/04/19
    • 2667

    #2

    Scrisse Giorgio Vasari nel 1568: “Usandosi in que’ tempi per le camere de’ cittadini cassoni (= cassapanche, col frontale o i fianchi dipinti con l’emblema della casata) grandi di legname a uso di sepolture, e con varie fogge nei coperchi, niuno era che i detti cassoni non facesse dipingere, ed oltre alle storie che si facevano nel corpo dinanzi e nelle teste, in su i cantoni, e talora altrove, si facevano fare l’arme, ovvero le insegne delle casate. E le storie che nel corpo dinanzi si facevano erano per lo più di favole tolte da Ovidio e da altri poeti; ovvero storie raccontate dagli storici greci e latini; e similmente cacce, giostre, novelle d’amore ed altre cose somiglianti”.

    Un discendente dei Piccolomini, l’arcivescovo Ascanio, nel 1633, ebbe come ospite nel “Palazzo delle Papesse” lo scienziato Galileo Galilei. Dopo la sua condanna in quell’anno da parte dell'Inquisizione, fu confinato agli arresti domiciliari a Roma nella residenza dell'ambasciatore del Granduca di Toscana, Francesco Niccolini. Nel mese luglio Galilei riuscì a lasciare la capitale dello Stato Pontificio con l’aiuto dell'arcivescovo Ascanio II Piccolomini, che lo ospitò a Siena nel Palazzo delle Papesse.

    Durante la sua permanenza a Siena, Galilei poté incontrare e scrivere con personalità della città e partecipare a dibattiti scientifici. Fece anche alcune osservazioni della luna dal tetto del palazzo. Inoltre si dedicò alla composizione dei “Discorsi e dimostrazione matematiche intorno a due nuove scienze”, pubblicato in Olanda nel 1638 per scampare alla censura del Tribunale dell’Inquisizione. Il testo evidenzia che egli perfezionò gli studi sui principi della meccanica utile in seguito a Newton per formulare la sua legge della gravitazione universale. Il matematico Teofilo Gallaccini ricorda nei suoi scritti le sei osservazioni della Luna di Galileo effettuate dalla loggia del Palazzo nel mese di agosto. Facendo uso del telescopio il grande scienziato scoprì che questo satellite non era perfetto né sferico come si riteneva, ma costellato in superficie da montagne e crateri.

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    Last edited by doxa; Ieri, 16:10.

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    • doxa
      Opinionista
      • 30/04/19
      • 2667

      #3
      A Siena il Palazzo Piccolomini (“delle papesse”), vicino Piazza del Campo e al duomo, è ormai adibito a mostre d’arte, come quella attualmente in corso fino all’1 novembre di quest’anno.

      L’esposizione racconta la produzione di arte domestica sviluppata a Siena tra il 400 e il ‘500: cassoni, spalliere, testate di letto, manufatti tessili e suppellettili sono nel percorso, che evidenzia la varietà anche figurativa ideata per ornare alcuni spazi della vita quotidiana.

      Sono oggetti che un tempo facevano parte delle residenze nobiliari senesi, ormai sparsi tra musei italiani e stranieri, dove spesso, separati dal loro contesto originario, appaiono come semplici dipinti o arredi isolati.
      La mostra li riunisce idealmente, riportandoli alla loro funzione e al loro significato originario.

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      • follemente
        Opinionista

        • 22/12/09
        • 11809

        #4
        Non ricordo di esserci stata.

        Comunque bel thread, Doxa!

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