Tuffo

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  • doxa
    Opinionista
    • 30/04/19
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    #1

    Tuffo

    A Roma sono giorni di afa (= caldo eccessivo, alti tassi di umidità ed assenza di vento) ed è facile pensare al mare, ai tuffi, l’immersione in acqua: che delizia! Che tuffo … immaginario.

    Oltre che immaginario il tuffo può anche essere simbolico, come quello effettuato dall’efebo raffigurato a Paestum sulla petrosa lastra di copertura di una tomba, rinvenuta nel 1968 dagli archeologi in una piccola necropoli di fine VI – inizio V sec. a. C..

    E’ una “tomba a cassa”, costituita da cinque lastre calcaree di travertino. Quando fu trovata le lastre erano accuratamente interconnesse e stuccate. Il pavimento della cassa: il basamento roccioso sul quale fu costruita la tomba, dipinta all’interno tra il 480 e il 470 a. C..

    Nella lastra di copertura: un giovane nudo ed agile che si tuffa in acqua dal “trampolino” di mattoni squadrati. Simbolicamente quel trampolino allude alle “Colonne d’Ercole”: nell’antichità indicavano il passaggio dal mondo conosciuto all’ignoto, ma anche il transito dalla vita terrena all’aldilà, oppure il viaggio che l’anima compie verso l’oltretomba.

    Sono visibili anche due alberi stilizzati con rami senza foglie.



    nella lastra di copertura si vede una frattura, precedente alla decorazione e al montaggio della tomba.

    Nel VI secolo a. C. in Grecia e nella Magna Grecia iniziò a diffondersi tra le sette iniziatiche l’idea di una vita oltre la morte, e si sa da testimonianze scritte che all’epoca a Paestum c’erano i pitagorici.

    Queste le foto panoramiche della “Tomba del tuffatore” osservata dall’interno.


    visione d’insieme della tomba dal basso verso l’alto



    Il defunto sepolto aveva bisogno di un’immagine da ammirare per l’eternità. Lui, supino, doveva potersi “guardare” quando si tuffava. Attorno a sé gli amici nel simposio.

    La decorazione sulle quattro lastre laterali: scene tradizionali di simposio (lati lunghi, nord e sud) e personaggi in cammino (lati brevi, est ed ovest); la scena principale sul coperchio evoca un paesaggio marino e il tuffatore è raffigurato in volo verso il mare.

    I personaggi dei banchetti, a gruppi di due, sono presentati in diverse posizioni: mentre giocano al cottabo, suonano la cetra o il dìaulos, sono allungati o seduti sui letti ((le klinai) e conversano.

    Il pittore utilizzò la tecnica a tempera con il procedimento della sinopia, sull’intonaco di calce e sabbia, applicato in due strati dei quali il più sottile, in superficie, ben levigato e liscio, contiene anche polvere di marmo che gli conferisce consistenza.

    segue
    Last edited by doxa; Ieri, 17:23.
  • follemente
    Opinionista

    • 22/12/09
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    #2
    Molto originale, Doxa!

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    • doxa
      Opinionista
      • 30/04/19
      • 2672

      #3
      Ovidio nella quindicesima epistola delle “Heroides” fu il primo scrittore a raccontare il suicidio dell’antica poetessa Saffo per l’amore non corrisposto da parte del giovane Faone, traghettatore a Lesbo. Gli esperti, però, dicono che forse la paternità di quel racconto d’amore struggente non è ovidiano. Saffo riversa nell’epistola alcuni suoi sentimenti, da quelli nostalgici a quelli erotici.

      La Saffo ovidiana affida alla lettera il ricordo, triste, del suo innamoramento dei loro amplessi e la gelosia. Trova spazio, però, anche il ricordo del fratello Carasso (caduto in rovina per amore), delle fanciulle del tiaso e del consiglio, fatale, di una Naiade che la invita a liberarsi del dolore gettandosi da una rupe nel mare di Leucade.

      Quel consiglio fatale ispirò nel 1801 il pittore francese Antoine-Jean Gros a dipingere un quadro, titolato “Saffo a Leucade”, anche noto come “La morte di Saffo”, conservato in Francia, a Bayeux, nel Museo “Baron Gérard”.

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      Saffo è raffigurata in un paesaggio notturno un po’ illuminato dalla luce lunare nell'atto di gettarsi nel mare sottostante. Pensiamo alle sensazioni della poetessa prima di lanciarsi nel vuoto, il momento in cui, disperata, abbandona l’altura e vola verso l’ignoto.

      E’ soltanto un racconto mitologico, quel tuffo forse non avvenne. Sappiamo da altre fonti che i sentimenti amorosi di Saffo erano destinati ad alcune delle sue compagne.

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