E come sarebbe possibile? Un gianista che disegna la svastica per terra col riso, una volta appreso che lo stesso simbolo è stato usato in Germania dai nazisti, non ripudia se' stesso, ma coloro che anno usato la svastica per ideologie sbagliate.
"Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
So che sto pisciando fuori dal vaso, ma quest'immagine per me è un simbolo di forza, di sacrificio, di estremo impegno e di volontà di giustizia. Ed è diventata un simbolo.
"Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli
Ma grazieeee! Aldilà del simbolo, conta la sostanza
Se ancora esiste il simbolo vuol dire che la sostanza non c'è, e quando c'è la sostanza cessa il compito del simbolo.
In un libro ho trovato, ovviamente perché ho cercato.
Per spiegare il SIMBOLO partiamo dal concetto di SEGNO.
Si chiama SEGNO qualsiasi realtà che, quand'è conosciuta, porta a conoscerne un'altra. Quando la mente si imbatte in un SEGNO, è obbligata a cambiar direzione: il SEGNO le fa comprendere un'altra cosa. Il segno può essere un'azione ( lo starnuto, segno di raffreddore), un oggetto ( il fumo, segno del fuoco) o una situazione ( essere bagnato, SEGNO, per esempio, che è piovuto). la connessione tra SEGNO e significato può essere naturale ( latrato> cane) o arbitraria, stabilita per convenzione ( alfabeto, il suono delle lettere). Ma c'è una terza specie di connessione, che può chiamarsi intuitiva: il cielo può evocare la divinità; quest'ultimo tipo di connessione è quella propria del SIMBOLO.
Di fatto dentro la categoria SEGNO si possono distinguere i SEGNALI dai SIMBOLI.
Il SEGNALE è la modalità più semplice del SEGNO; in esso spicca soprattutto il suo aspetto oggettivo agli occhi di uno spettatore. Il SEGNALE si fonda infatti sull'associazione di due realtà concrete unite da una connessione naturale ( fumo>fuoco) o convenzionale ( color verde> passaggio libero); lo spettatore conoisce l'esistenza di entrambe le realtà e sa per esperienza o apprendimento la connessione esistente tra esse.
Il SIMBOLO, da parte sua, è un SEGNO che combina due aspetti della realtà: uno per così dire oggettivo, e l'altro soggettivo. L'uomo, che vive al tempo stesso a contatto col mondo interiore della sua esperienza e col mondo esteriore degli esseri e degli oggetti, cerca di identificare, spiegare e ordinare le sue esperienze interiori e quelle provocate dal mondo esteriore, per trovare un punto di riferimento. Creando SIMBOLI cerca di formulare tali esperienze così da dare loro un senso e trovare simultaneamente quello degli esseri e oggetti che le provocano.
Il SIMBOLO possiede quindi due componenti: una esperienziale, prerazionale, che ha le sue radici nel mondo interiore delle emozioni, nello strato psichico dell'inconscio; l'altra razionale, appartenente allo strato della conoscenza riflessa.
L'unione di entrambe le componenti costituisce il SIMBOLO.. Questo può quindi definirsi come la formazione figurata di un'esperienza umana, allo scopo di attribuirle un senso all'interno del mondo.
L'immagine o realtà in cui si incarna il SIMBOLO si chiama SIGNIFICANTE; l'esperienza espressa è il SIGNIFICATO.
Ma te credi nel significato universale della Pace? Se si, è chiaro che la prima cosa sia viverlo concretamente nella propria vita. Identificarsi in un simbolo, ne è solo la logica conseguenza.....
Ahahahahahahaha no, alla Pace come la intende Lui, carissima.
"Beati gli operatori di pace, perchè saranno chiamati figli di Dio!"
La pace non è una fra le altre ma la questione decisiva, basilare. Non è solo l’assenza della guerra, ma è un progetto “shalom” di serenità, di equilibrio con noi stessi, nelle relazioni fra persone, comunità e popoli, con tutti gli esseri viventi.
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