Canzoni e poesie

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  • Acquerapide
    Opinionista
    • 14/07/08
    • 8254

    #1

    Canzoni e poesie

    A volte i testi delle canzoni sono poesie. Postiamo dei testi di canzoni, o solo dei passaggi, che per noi hanno un messaggio poetico?

    Proviamo:

    Brian Eno, By this river

    Here we are
    Stuck by this river,
    You and I
    Underneath a sky that's ever falling down, down, down
    Ever falling down.

    Through the day
    As if on an ocean
    Waiting here,
    Always failing to remember why we came, came, came:
    I wonder why we came.

    You talk to me
    as if from a distance
    And I reply
    With impressions chosen from another time, time, time,
    From another time.
  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66024

    #2
    Io che non seguo il mio
    cuore
    perché so già dove mi
    porterà
    fra milioni di persone
    lui ha scelto te
    e non ti tradirà.
    Non mi fido del mio cuore
    perché so già
    che soffrirò
    in amore non c'è ragione
    perché dubbi non ho,
    perché dubbi non ho.
    Mai nessuna mi ha mai
    detto
    sono pazza di te
    mai, mai nessuna è grande
    come te
    che metti i tuoi sogni dentro
    ai miei
    e riesci ad essere sempre
    come sei, come sei.
    Forse seguirò il mio cuore
    o forse l'ho seguito già
    in amore non c'è ragione
    perché dubbi non ha
    perché dubbi non ha.
    Mai nessuna mi ha mai
    detto
    sono pazza di te
    mai, mai nessuna è grande
    come te
    che metti i tuoi sogni dentro
    ai miei
    e riesci ad essere sempre
    come sei, come sei, come
    sei.
    Mai nessuna mi ha mai
    detto
    sono pazza di te
    mai, mai nessuna è grande
    come te
    che metti i tuoi sogni dentro
    ai miei
    e riesci ad essere sempre
    come sei, come sei, come
    sei
    amate i vostri nemici

    Comment

    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66024

      #3
      STRADA FACENDO

      io ed i miei occhi scuri siamo diventati grandi
      insieme
      con l'anima smaniosa a chiedere di un posto che
      non c'è
      tra mille mattini freschi di biciclette
      mille più tramonti dietro i fili del tram
      ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me
      io e i miei cassetti di ricordi e di indirizzi che ho
      perduto
      ho visto visi e voci di chi ho amato prima o poi
      andar via
      e ho respirato un mare sconosciuto nelle ore
      larghe e vuote di un'estate di città
      accanto alla mia ombra nuda di malinconia
      io e le mie tante sere chiuse come chiudere un
      ombrello
      col viso sopra al petto a leggermi i dolori ed i miei
      guai
      ho camminato quelle vie che curvano seguendo il
      vento
      e dentro a un senso di inutilità...
      e fragile e violento mi son detto tu vedrai vedrai
      vedrai
      strada facendo vedrai
      che non sei più da solo
      strada facendo troverai
      un gancio in mezzo al cielo
      e sentirai la strada far battere il tuo cuore
      vedrai più amore, vedrai
      io troppo piccolo tra tutta questa gente che c'è al
      mondo
      io che ho sognato sopra un treno che non è partito
      mai
      e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna
      per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità
      e giovane e violento mi son detto tu vedrai vedrai
      vedrai
      strada facendo vedrai
      che non sei più da solo
      strada facendo troverai
      anche tu un gancio in mezzo al cielo
      e sentirai la strada far battere il tuo cuore
      vedrai più amore vedrai
      e una canzone neanche questa potrà mai cambiar
      la vita
      ma che cos'è che ci fa andare avanti e dire che
      non è finita
      cos'è che ci spezza il cuore tra canzoni e amore
      che ci fa cantare e amare sempre più
      perché domani sia migliore, perché domani tu
      strada facendo vedrai

      CLAUDIO BAGLIONI
      amate i vostri nemici

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      • Acquerapide
        Opinionista
        • 14/07/08
        • 8254

        #4
        Blackbird

        Merlo che canti nel cuore della notte
        Prendi queste ali spezzate e impara a volare
        Per tutta la vita
        Non hai aspettato che questo momento per spiccare il volo

        Merlo che canti nel cuore della notte
        Prendi questi occhi incavati e impara a vedere
        Per tutta la vita
        Non hai aspettato che questo momento per essere libero

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        • dark lady
          la viaggiatrice
          • 09/03/05
          • 70446

          #5
          Una canzone - Guccini

          La canzone è una penna e un foglio
          così fragili fra queste dita,
          è quel che non è, è l'erba voglio
          ma può essere complessa come la vita.
          La canzone è una vaga farfalla
          che vola via nell'aria leggera,
          una macchia azzurra, una rosa gialla,
          un respiro di vento la sera,
          una lucciola accesa in un prato,
          un sospiro fatto di niente
          ma qualche volta se ti ha afferrato
          ti rimane per sempre in mente
          e la scrive gente quasi normale
          ma con l'anima come un bambino
          che ogni tanto si mette le ali
          e con le parole gioca a rimpiattino.

          La canzone è una stella filante
          che qualche volta diventa cometa
          una meteora di fuoco bruciante
          però impalpabile come la seta.
          La canzone può aprirti il cuore
          con la ragione o col sentimento
          fatta di pane, vino, sudore
          lunga una vita, lunga un momento.
          Si può cantare a voce sguaiata
          quando sei in branco, per allegria
          o la sussurri appena accennata
          se ti circonda la malinconia
          e ti ricorda quel canto muto
          la donna che ha fatto innamorare
          le vite che tu non hai vissuto
          e quella che tu vuoi dimenticare.

          La canzone è una scatola magica
          spesso riempita di cose futili
          ma se la intessi d'ironia tragica
          ti spazza via i ritornelli inutili;
          è un manifesto che puoi riempire
          con cose e facce da raccontare
          esili vite da rivestire
          e storie minime da ripagare
          fatta con sette note essenziali
          e quattro accordi cuciti in croce
          sopra chitarre più che normali
          ed una voce che non è voce
          ma con carambola lessicale
          può essere un prisma di rifrazione
          cristallo e pietra filosofale
          svettante in aria come un falcone.

          Perché può nascere da un male oscuro
          che è difficile diagnosticare
          fra il passato appesa e il futuro,
          lì presente e pronta a scappare
          e la canzone diventa un sasso
          lama, martello, una polveriera
          che a volte morde e colpisce basso
          e a volte sventola come bandiera.
          La urli allora un giorno di rabbia
          la getti in faccia a chi non ti piace
          un grimaldello che apre ogni gabbia
          pronta ad irridere chi canta e tace.
          Però alla fine è fatta di fumo
          veste la stoffa delle illusioni,
          nebbie, ricordi, pena, profumo:
          son tutto questo le mie canzoni
          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

          Comment

          • Acquerapide
            Opinionista
            • 14/07/08
            • 8254

            #6
            Joy Division – Love Will Tear Us Apart

            When routine bites hard,
            And ambitions are low,
            And resentment rides high,
            But emotions won't grow,
            And we're changing our ways, taking different roads.

            Then love, love will tear us apart again.
            Love, love will tear us apart again.

            Why is the bedroom so cold?
            You've turned away on your side.
            Is my timing that flawed?
            Our respect runs so dry.
            Yet there's still this appeal
            That we've kept through our lives.

            But love, love will tear us apart again.
            Love, love will tear us apart again.

            You cry out in your sleep,
            All my failings exposed.
            And there's a taste in my mouth,
            As desperation takes hold.
            Just that something so good just can't function no more.

            But love, love will tear us apart again.
            Love, love will tear us apart again.
            Love, love will tear us apart again.
            Love, love will tear us apart again.

            Comment

            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66024

              #7
              IS IT A CRIME?

              It may come, it may come as some surprise
              but I miss you
              I could see through, all of your lies
              But I stll miss you
              He takes her love, but it doesn't feel like mine
              He tastes her kiss, her kisses are not wine, they're not mine
              He takes, but surely she can't give what I'm feeling now
              She takes, but surely she doesn't know how

              Is it a crime
              Is it a crime
              That I still want you
              And I want you to want me too

              My love is wider, wider than vitoria lake
              My love is taller, taller than the empire state

              It dives and it jumps and it ripples like the deepest ocean
              I can't give you more than that, surely you want me back

              Is it a crime
              Is it a crime
              That I still want you
              And I want you to want me too

              My love is wider than vitoria lake
              Taller than the empire state
              It dives and it jumps
              I can't give you more than that, surely you want me back

              Is it a crime
              Is it a crime
              That I still want you
              And I want you to want me too

              It dives and it jumps
              And it ripples like the deepest Ocean
              I can't give you more than that
              Surely you want me back

              Tell me
              Is it a crime

              SADE
              amate i vostri nemici

              Comment

              • LucyLu
                Opinionista
                • 16/02/11
                • 86

                #8
                Follie preferenziali - Caparezza

                La guerra? Preferisco ammazzare il tempo,
                preferisco sparare cazzate,
                preferisco far esplodere una moda,
                preferisco morire d'amore,
                preferisco caricare la sveglia,
                preferisco puntare alla roulette,
                preferisco il fuoco di un obiettivo,
                preferisco che tu rimanga VIVO.

                Comment

                • arecata
                  • 03/04/13
                  • 5519

                  #9
                  'O Surdato 'Nnammurato

                  Si lo so, vi sento Il solito campanilista, più gli epiteti etc etc, tuttavia le canzoni napoletane sono le canzoni nate in Italia più conosciute nel mondo e molte4 di esser, alla base, hanno la poesia, l'anima di questo thread . Ritengo sia anche interessante conoscerne la storia che ne ha determinato la nascita, ad esempio non credo che sappiate che 'Funiculì funicolà ' è stato uno dei primi jingle pubblicitari.. nacque per reclamizzare la funicolare del Vesuvio, o che "Torna a Surriento" fu scritta su richiesta di un famoso albergatore ad invitare l'ospite, il primo ministro in carica, ad attuare i lavori promessi e poi ritornare.



                  Aniello Califano, rampollo di ricca famiglia di Sorrento, un po’ scapigliato e di carattere esplosivo, amava le donne e la poesia. Fugge da Sorrento con la scusa di studiare a Napoli e invece inizia a comporre versi per canzoni e corteggia molte sciantose. Con successo. Quando scoppia la guerra si trova ancora in città e frequenta sempre i tabarin. Per strada nessuno esalta il conflitto, nessuno vuole eroi. Tutti piangono i fidanzati, i mariti, i figli al fronte. Gli spettacoli nei café chantant sono pieni di retorica patriottica, fatti di lustrini, divise e bandiere tricolori. Ballerine col cappello da bersagliere. Quelle sono di moda. È la legge della propaganda. Sui giornali si legge solo di vittorie e di avanzate. Ogni tanto ci sono gli spazi bianchi della censura. Di morti no. Però nelle case di Napoli arrivano migliaia di telegrammi provenienti dallo Stato maggiore: «…è caduto nell’adempimento del proprio dovere…». Califano è un impulsivo. Ma quali inni per la patria. Scrive di getto, una notte d’agosto, una poesia e la porta all’editore Gennarelli, che aveva iniziato la carriera come rappresentante di pianoforti della casa tedesca Musikwerke di Lipsia. E che poi convergerà nella famosa casa editrice Bideri. Quando l’uomo che aveva tra i suoi collaboratori Ferdinando Russo, legge i versi si commuove. Vuole musicarli per trasformare quelle frasi in una canzone. La scelta cade su Enrico Cannio, che compone una marcetta insistente ma allo stesso tempo malinconica. Il successo è enorme. Però viene osteggiato dalla propaganda militarista. Perché, come più tardi la bollarono i fascisti del Ventennio, «è una canzone disfattista». Sì, oggi possiamo immaginarla magari come inno del Napoli, come ritornello da intonare allo stadio o alle feste, ma allora «’O surdato ‘nnammurato» era pericolosa per chi la cantava. I vertici dello stato maggiore ne capirono subito la forza e la misero al bando. Alla stessa stregua delle strofe anarchiche, di «Ta pum» e della nenia «maledetto Cadorna». Le leggi per la repressione e la censura erano severissime. Ai carabinieri venne impartito l’ordine di punire con decisione chiunque cantasse canzoni «disfattiste». Revoca delle licenze, prigione. Ma si poteva anche finire davanti a un plotone d’esecuzione. Socialisti, anarchici e codardi erano il male delle forze armate e Cadorna chiedeva «punizioni esemplari». Furono a centinaia i soldati sorpresi a cantare ‘O surdato che finirono di fronte alla corte marziale. Ma perché? Eppure il testo racconta di un innamorato che sogna la sua amata e le giura amore eterno. Non si fa alcun riferimento alla guerra.

                  Chi parla è un soldato, sì ma lo intuiamo solo dal titolo. Non si fa mai riferimento al fronte. Né alla patria. Si tace sulle battaglie, sul sangue, sui morti. Non si maledice, non si irride. Si sogna la propria amata e basta. Però è di fondo, in tutte la strofe, il desiderio di tornare a casa. È questa semplicità che diede grande forza alla canzone e che impaurì i vertici dello Stato maggiore. Per loro era l’inno di chi voleva tornare a casa, lasciare il fronte, la guerra. In pratica disertare. Perché sognare il ritorno dall’amata significa odiare la trincea, perché se la vita è una donna non può essere la patria. Ciò che manca al soldato è l’affetto, la pace. Il contrario della guerra. Ecco allora come un canto d’amore diventi la più grande delle condanne al conflitto, senza mai nominarlo, senza mai dire una parola contro. Anche i soldati veneti, lombardi, toscani cantarono O surdato. Gli alti comandi dopo qualche mese si arresero alla canzone che dilagava fra le truppe a metà del 1916. Dopo cento anni ‘O surdato è attualissimo. Fu osteggiato, censurato, cancellato dal fascismo. Ma non è mai morto. Non ha tempo, non ha paese o frontiera. «’O surdato ‘nnammurato» è un messaggio d’amore universale, per tutte le volte che il pensiero va alle cose importanti ma lontane e per tutte le volte che il dolore della vita si rifugia in ciò che si ama. Ultima annotazione. Ancora oggi si disputa sul come cantarla. A squarciagola, con ritmo incalzante o a bassa voce e con melodia più lenta. Ognuno ha i suoi gusti. Ma è innegabile che una delle interpretazioni più forti è quella di Anna Magnani nel film «La sciantosa» di Alfredo Giannetti del 1971. Un soffio di voce e parole dure come macigni.



                  Staje luntana da stu core,
                  a te volo cu 'o penziero:
                  niente voglio e niente spero
                  ca tenerte sempe a fianco a me!
                  Si sicura 'e chist'ammore
                  comm'i só sicuro 'e te...

                  Oje vita, oje vita mia...
                  oje core 'e chistu core...
                  si stata 'o primmo ammore...
                  e 'o primmo e ll'ùrdemo sarraje pe' me!

                  Quanta notte nun te veco,
                  nun te sento 'int'a sti bbracce,
                  nun te vaso chesta faccia,
                  nun t'astregno forte 'mbraccio a me?!
                  Ma, scetánnome 'a sti suonne,
                  mme faje chiagnere pe' te...

                  Oje vita, oje vita mia...
                  oje core 'e chistu core...
                  si stata 'o primmo ammore...
                  e 'o primmo e ll'ùrdemo sarraje pe' me!

                  Scrive sempe e sta' cuntenta:
                  io nun penzo che a te sola...
                  Nu penziero mme cunzola,
                  ca tu pienze sulamente a me...
                  'A cchiù bella 'e tutt''e bbelle,
                  nun è maje cchiù bella 'e te!

                  Oje vita, oje vita mia...
                  oje core 'e chistu core...
                  si stata 'o primmo ammore...
                  e 'o primmo e ll'ùrdemo sarraje pe' me!
                  Pánta rhêi hōs potamós

                  arecata è il 2° nick-name di Blasel

                  Comment

                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66024

                    #10
                    Non appartiene infatti solo a Napoli: Ma all'Italia e al Mondo intero!
                    amate i vostri nemici

                    Comment

                    • Tiberio
                      Opinionista
                      • 16/08/16
                      • 3530

                      #11
                      Quelle di De André e in generale di quasi tutti i cantautori del periodo 60-80 sono tutti testi poetici
                      "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

                      Comment

                      • Yele
                        abstract
                        • 16/08/16
                        • 6082

                        #12
                        Originariamente Scritto da Tiberio Visualizza Messaggio
                        Quelle di De André e in generale di quasi tutti i cantautori del periodo 60-80 sono tutti testi poetici
                        la più bella di De Andrè per me è Via del campo:

                        Via del Campo, c'è una graziosa
                        gli occhi grandi color di foglia
                        tutta notte sta sulla soglia
                        vende a tutti la stessa rosa.

                        Via del Campo, c'è una bambina
                        con le labbra color rugiada
                        gli occhi grigi come la strada
                        nascon fiori dove cammina.

                        Via del Campo, c'è una puttana
                        gli occhi grandi color di foglia
                        se di amarla ti vien la voglia
                        basta prenderla per la mano
                        e ti sembra di andar lontano
                        lei ti guarda con un sorriso
                        non credevi che il paradiso
                        fosse solo lì al primo piano.

                        Via del Campo ci va un illuso
                        a pregarla di maritare
                        a vederla salir le scale
                        fino a quando il balcone è chiuso.
                        Ama e ridi se amor risponde
                        piangi forte se non ti sente
                        dai diamanti non nasce niente
                        dal letame nascono i fior...
                        dai diamanti non nasce niente
                        dal letame nascono i fior...

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                        • Yele
                          abstract
                          • 16/08/16
                          • 6082

                          #13
                          Struggente...

                          I'll take care of you


                          I know you’ve been hurt
                          By someone else
                          I can tell by the way
                          You carry yourself
                          But if you’ll let me
                          Here’s what I’ll do
                          I’ll take care of you
                          I, I loved and lost
                          The same as you
                          So you see I know
                          Just what you’ve been through
                          And if you’ll let me
                          Here’s what I’ll do
                          I just have got to take care of you
                          You won’t ever have to worry
                          You don’t ever have to cry
                          I’ll be there beside you
                          To dry your weeping eyes
                          So darlin’ tell me
                          That you’ll be true
                          ‘Cause there’s no doubt in my mind
                          I know what I want to do
                          And just as sure
                          One and one is two
                          I just got, I got to take care of you
                          I just got to take care of you
                          Take care of you

                          Scritta da Brook Benton, incisa da Bobby Bland ne 1959

                          cantata oggi da Beth Hart, grandissima voce a cui mi sono appassionata da poco, ma che ti perfora l'anima.

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                          • Tiberio
                            Opinionista
                            • 16/08/16
                            • 3530

                            #14
                            L'album Non al denaro, non all'amore né al cielo di De André, scritto con altri e basato sull'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters è un capolavoro.

                            Un chimico

                            Solo la morte m’ha portato in collina
                            un corpo fra i tanti a dar fosforo all’aria
                            per bivacchi di fuochi che dicono fatui
                            che non lasciano cenere, non sciolgon la brina.
                            Solo la morte m’ha portato in collina.

                            Da chimico un giorno avevo il potere
                            di sposare gli elementi e di farli reagire,
                            ma gli uomini mai mi riuscì di capire
                            perché si combinassero attraverso l’amore.
                            Affidando ad un gioco la gioia e il dolore.

                            Guardate il sorriso guardate il colore
                            come giocan sul viso di chi cerca l’amore:
                            ma lo stesso sorriso lo stesso colore
                            dove sono sul viso di chi ha avuto l’amore.
                            Dove sono sul viso di chi ha avuto l’amore.

                            È strano andarsene senza soffrire,
                            senza un volto di donna da dover ricordare.
                            Ma è forse diverso il vostro morire
                            vuoi che uscite all’amore che cedete all’aprile.
                            Cosa c’è di diverso nel vostro morire.

                            Primavera non bussa lei entra sicura
                            come il fumo lei penetra in ogni fessura
                            ha le labbra di carne i capelli di grano
                            che paura, che voglia che ti prenda per mano.
                            Che paura, che voglia che ti porti lontano.

                            Ma guardate l’idrogeno tacere nel mare
                            guardate l’ossigeno al suo fianco dormire:
                            soltanto una legge che io riesco a capire
                            ha potuto sposarli senza farli scoppiare.
                            Soltanto la legge che io riesco a capire.

                            Da chimico, no, non mi volli sposare.
                            Non sapevo con chi e chi mi avrei generato:
                            Son morto in un esperimento sbagliato
                            proprio come gli idioti che muoion d’amore.
                            E qualcuno dirà che c’è un modo migliore.
                            "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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                            • Tiberio
                              Opinionista
                              • 16/08/16
                              • 3530

                              #15
                              Passing Afternoon - Iron & Wine (Samuel Beam)

                              There are times that walk from you like some passing afternoon
                              Summer warmed the open window of her honeymoon
                              And she chose a yard to burn but the ground remembers her
                              Wooden spoons, her children stir her Bougainvillea blooms

                              There are things that drift away like our endless, numbered days
                              Autumn blew the quilt right off the perfect bed she made
                              And she's chosen to believe in the hymns her mother sings
                              Sunday pulls its children from their piles of fallen leaves

                              There are sailing ships that pass all our bodies in the grass
                              Springtime calls her children 'till she let's them go at last
                              And she's chosen where to be, though she's lost her wedding ring
                              Somewhere near her misplaced jar of Bougainvillea seeds

                              There are things we can't recall, blind as night that finds us all
                              Winter tucks her children in, her fragile china dolls
                              But my hands remember hers, rolling 'round the shaded ferns
                              Naked arms, her secrets still like songs I'd never learned

                              There are names across the sea, only now I do believe
                              Sometimes, with the windows closed, she'll sit and think of me
                              But she'll mend his tattered clothes and they'll kiss as if they know
                              A baby sleeps in all our bones, so scared to be alone.

                              Traduzione
                              Trascorrendo il pomeriggio

                              Ci sono periodi che passano come fossero pomeriggi
                              l’estate scaldò la finestra aperta della sua luna di miele
                              e lei scelse un cortile da bruciare ma la terra si ricorda di lei
                              cucchiai di legno, i suoi bambini agitano i fiori della Bougainvillea
                              Ci sono cose che passano come i nostri infiniti giorni numerati
                              l’autunno soffiò via la trapunta dal letto che aveva preparato
                              e ha scelto di credere negli inni che sua madre canta
                              domenica allontana i bambini dalle pigne di foglie cadute
                              Ci sono navi che oltrepassano i nostri corpi sull’erba
                              la primavera chiama i suoi bambini finché alla fine li lascia andare
                              e ha scelto dove stare anche se ha perso la sua fede nuziale
                              in qualche luogo vicino al barattolo di semi di Bougainvillea
                              Ci sono cose che non possiamo ricordare cieche come la notte che ci sorprende
                              l’inverno rimbocca le coperte ai suoi bambini le sue fragili bambole di porcellana
                              ma le mie mani ricordano le sue rotolando intorno alle felci ombrose
                              braccia nude, i suoi segreti amano ancora canzoni che non avrei mai imparato
                              Ci sono nomi oltre il mare a cui solo ora credo
                              a volte con le finestre chiuse lei si siede e pensa a me
                              ma rimetterà a posto i suoi vestiti strappati e si baceranno come se sapessero
                              un bambino dorme nelle nostre ossa spaventato di essere solo.
                              "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

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