Leggende

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  • Xilinx23
    The Count
    • 01/06/05
    • 41139

    #31
    Riguardo alla Basilica di San Giovanni in Laterano (Roma) riporto la legge da di Costantino I, imperatore romano:

    Pare che Costantino fosse stato colpito da lebbra, nel 313. Rifiutatosi di sacrificare bambini il cui sangue lo avrebbe guarito, Costantino, che era evidentemente un grande sognatore, sognò due sconosciuti di nome Pietro e Paolo, che gli dicevano di mandare a cercare un eremita Silvestro, che con i suoi compagni si era sottratto alle persecuzioni anticristiane in una grotta del monte Soratte e avrebbe saputo guarirlo.
    Costantino li scambiò per dei e mandò a chiamare Papa Silvestro, che, arrivato, gli mostrò due ritratti degli apostoli Pietro e Paolo, nei quali l'imperatore riconobbe i suoi "dei" del sogno. Allora Silvestro impose all'imperatore di liberare i cristiani carcerati e digiunare una settimana, poi lo immerse nel fonte battesimale e l'imperatore ne uscì guarito.
    Costantino dedicò allora gli otto giorni successivi a fare leggi sulla cristianizzazione di Roma e sullo stabilimento della potestà dei vescovi e della chiesa.
    L'ottavo giorno, dice la leggenda, l'imperatore andò alla chiesa di san Pietro, dove confessò piangendo le sue colpe. Prese poi il piccone e iniziò personalmente lo scavo per costruire la basilica e portò via sulle sue spalle dodici carichi di terra.

    In San Giovanni esiste ancora, piuttosto nascosta, la tomba di papa Silvestro, che anche da morto non perde la sua fama di mago, e si dice che la tomba trasudi acqua quando un papa viene a morte.


    E riguardo alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, riporti brevemente questa:


    Sull’architrave della navata maggiore incominciava la serie dei ritratti dei papi, ma dopo il disastroso incendio del 1823 ne rimasero intatti solo 42: da san Pietro ad Innocenzo I. Dopo i restauri i medaglioni originali, distaccati, furono posti ed ancora conservati sulle pareti del corridoio del monastero, ma in questo “trasloco”, non ci si curò delle iscrizioni apposte né dell’ordine cronologico.

    Oggi si contano 266 medaglioni dipinti, e 28 ancora vuoti.
    Una leggenda sostiene che, una volta riempiti tutti i medaglioni, finirà anche il mondo.
    Membro del Consiglio degli Admin


    [RIGHT][I]L'ironia

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    • Fragolino83
      In love!
      • 02/06/05
      • 1818

      #32
      Il Castello di Montorio
      Il castello di Montorio
      Socio Milan Club Discutere.it

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      • Solaika
        Opinionista
        • 25/01/06
        • 2011

        #33
        Originariamente Scritto da Matthias
        Ne riporto una io: [...]
        Che bella... mi piace sentire queste storie...
        ...E' che mi disegnano così...

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        • Solaika
          Opinionista
          • 25/01/06
          • 2011

          #34
          [QUOTE=CignoNero]L'Emilia Romagna
          ...E' che mi disegnano così...

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          • Solaika
            Opinionista
            • 25/01/06
            • 2011

            #35
            Originariamente Scritto da AngelDust
            [...] Il suo profilo è ancor oggi noto come l'Omo Morto.
            Se visto di profilo (non ho trovato una foto migliore!) ha la forma di una testa sdraiata. In questa foto si vede bene il naso.
            Anche noi qui nel Lazio abbiamo un "profilo famoso" che da sul mare.
            Si tratta della Maga Circe.
            Di questi luoghi ne parlano Odissea, l'Eneide e le Metamorfosi.
            la Maga Circe, secondo la mitologia greca, nasce da Elio e dalla ninfa Perseide. Grazie a delle pozioni magiche ella riusciva a trasformare gli uomini in animali lasciandoli in possesso del raziocinio e liberi di andare sull'isola del Circeo. L'eroe Greco Ulisse la incontrerà nel suo vagabondare e per liberare i suoi compagni, trasformati dalla semidio in maiali, mangerà un erba che lo renderà immune. Infatti Circe, sorpresa dal fatto che qualcuno potesse resistere ai suoi poteri magici, si innamorò di lui e acconsentì a ridare le sembianze umane agli sventurati. Ulisse rimase sull'isola per un anno e, quando decise di partire la Maga gli indicò come avrebbe potuto trovare la rotta per Itaca dalle indicazioni del Tebano Tiresia che avrebbe incontrato da vivo nel regno dei morti.
            il tratto di costa del Circeo è uno degli spettacoli più suggestivi che possa offrire il litorale laziale, come dimostra il grande sviluppo del turismo.
            Questo promontorio immerso nel mare, simile a una figura addormentata, in cui molti vedono il profilo della Maga Circe, che ha legato queste terre con un incantesimo eterno e impalpabile, ma ancora oggi come secoli fa irresistibile…
            ...E' che mi disegnano così...

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            • CignoNero
              Banned
              • 26/10/05
              • 5131

              #36
              Originariamente Scritto da Solaika
              Questa la sapevo!! Mi ha sempre affascinato questa storia. Sono stata anche a una famosa mostra (Mysteria) dove si parlava di lei!!
              Se non ci sei mai stata, ti consiglio la visita notturna al castello.

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              • fitz roy
                Opinionista
                • 06/04/06
                • 46

                #37
                Ciao Inga, non sono veneziano, ma ho lavorato per due anni a venezia. Citt

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                • CignoNero
                  Banned
                  • 26/10/05
                  • 5131

                  #38
                  IL CASTELLO DI BARDI (PR)

                  La leggenda di Moroello e Soleste

                  Ogni castello che si rispetti ha un fantasma nascosto in qualche sotterraneo o che si aggira nelle sale abitate anche in vita. Anche la fortezza di Bardi non sfugge a questa regola.
                  Soleste, la giovane figlia del castellano freme per Moroello comandante delle truppe, ma il padre l'ha promessa in sposa ad un feudatario vicino. Un matrimonio che porter

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                  • Matthias

                    #39
                    Originariamente Scritto da Solaika
                    Che bella... mi piace sentire queste storie...

                    Grazie...

                    Ne ho un altro paio, su altri luoghi dove ho vissuto e che mi sono cari...appena ho tempo di metterle giù bene le posto...
                    Last edited by Ospite; 19-04-2006, 09:35.

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                    • Solaika
                      Opinionista
                      • 25/01/06
                      • 2011

                      #40
                      Originariamente Scritto da CignoNero
                      Se non ci sei mai stata, ti consiglio la visita notturna al castello.
                      No non ci sono mai stata... Ma mi piacciono da morire i castelli.
                      Parecchi anni fa sono stata a visitare quello di Paolo e Francesca. E' dalle tue parti giusto?
                      Anche quella
                      ...E' che mi disegnano così...

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                      • CignoNero
                        Banned
                        • 26/10/05
                        • 5131

                        #41
                        [QUOTE=Solaika]No non ci sono mai stata... Ma mi piacciono da morire i castelli.
                        Parecchi anni fa sono stata a visitare quello di Paolo e Francesca. E' dalle tue parti giusto?
                        Anche quella

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                        • fitz roy
                          Opinionista
                          • 06/04/06
                          • 46

                          #42
                          Leggende metropolitane Veneziane
                          "Passare sotto l'angolo di palazzo ducale porta jella". Quando uno dal ponte della Paglia va verso la piazza o viceversa, per tagliare, passa sotto i portici del palazzo. Molti non ci passano per quel motivo. Sarà vero?

                          Che ne dire della striscia delle strisce in marmo del selciato di piazza S. Marco? La storia ci dice che chi camminava a "fare liston" sopra quelle righe si proclamava un gay in cerca del partner.




                          La pietra rossa del sottoportico di corte Zorzi. Si dice che chi pesta la pietra rossa vada male all'esame di scuola (è nella strada che va al Sarpi) o che porti sfortuna. Una volta si diceva che lì si fermò la peste. La leggenda vuole che la Madonna apparve proprio in quel luogo quando in tutta Venezia imperversava la malattia annunciando la fine delle sofferenze.



                          Smerdariol

                          Leggenda metropolitana? Si dice che sia un personaggio particolare esistito realmente o solo nella fantasia di qualche burlone. Era un signore con un tabarro nero che portava sempre con se un secchio. Girava per le calli e per i campi così conciato per servire qualche signore a cui scappava qualche bisogno corporale. Avete capito bene: un cesso ambulante. In pratica chi non ne poteva più lui porgeva il secchio e con il tabarro nascondeva tutto. Alla fine una lauta mancia aiutava al povero smerdariol a campare dignitosamente. Non sarebbe una brutta idea. Molte persone adesso fanno cose ben più indecenti senza vergognarsi ma solo per prendere soldi. Ognuno pensi quel che vuole.

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                          • fitz roy
                            Opinionista
                            • 06/04/06
                            • 46

                            #43
                            Se passate alle Fondamente Nove e proseguite verso la fine fino al distributore della benzina siete in un posto particolare. Di fronte a voi avete il cimitero e di fianco il cosiddetto Casino degli Spiriti, già raccontato altre volte.
                            Un’altra oscura e misteriosa leggenda vi aspetta in quei posti.
                            Nel periodo seguente la seconda guerra mondiale Venezia, come nelle altre città italiane, viveva un brutto momento fatto di fame e miseria. In quei anni era vivo il fenomeno del contrabbando di sigarette fatto di fughe e rincorse tra le barche della Finanza e le velocissime barchette blu a fondo piatto dei contrabbandieri locali.
                            Linda Cimetta era una donna che spesso arrivava a Venezia per comperarne un po’ e contrabbandarle a Belluno dove viveva col marito. In città non era ben vista perché si diceva facesse anche la prostituta.
                            Dopo un po’ di lei non si seppe più nulla.
                            La polizia indagò sulla sua scomparsa e venne a conclusione che Linda era stata vittima di un omicidio. Vennero pure trovati i colpevoli rei di averla uccisa con una scure, segata a pezzi, messa dentro un baule e gettata in mare.
                            In quei giorni alcuni ragazzi si tuffarono dalla riva delle Fondamente Nove e trovarono un baule pieno zeppo di seppie e granchi. Con la fame che c’era immaginatevi il parapiglia.
                            E immaginatevi pure cosa successe quando tra una seppia e l’altra emerse il corpo fatto a pezzi di una donna.
                            D’ora in poi nessun veneziano si sognerebbe mai di andare a pescare da quelle parti, vuoi per tradizione, rispetto, paura.

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                            • fitz roy
                              Opinionista
                              • 06/04/06
                              • 46

                              #44
                              Ci troviamo sopra il ponte della Fava tra S. Lio e S. Bortolomio. Davanti a noi c'é la chiesa dedicata a Santa Maria della Consolazione o, come diciamo tutti, della Fava. Della Fava perché anticamente v'era un negozio di un commerciante che vendeva appunto le fave.


                              La storia inizia tanto tempo fa quando non c'era neanche la chiesa che vediamo ora ma una di più piccola che dava proprio in riva e dove c'é quella di adesso c'era il suo cimitero.

                              Maria, figlia di un ricco commerciante, e Gregorio, pittore di immagine sacre, erano amanti segreti da quasi tre anni. Il padre di Maria però la voleva sposata con un'altro. In fretta e furia gli trovarono un giovanotto ricco da maritare con cui stette a malincuore per altri tre anni. Ma dopo una breve malattia Maria morì e venne sepolta proprio nel cimitero della chiesa.

                              Era inverno e a Venezia cadde la neve. Dal cimitero si levò una figura, era Maria. Andò dal marito e poi dai suoi genitori ma tutti la scacciarono come fosse il demonio in persona. Maria andò allora dal suo amato Gregorio il quale stava al suo tavolo da lavoro mentre stava dipingendo un'immagine della Madonna da donare alla chiesa: "Non aver paura, non ti farò del male" disse Maria. E si abbracciavano. Gregorio, senza dire niente a nessuno, curò e vestì la sua amata finché il giorno di Natale apparvero in chiesa tra lo stupore di tutti. Alcuni, riconoscendo i due, gridarono al miracolo. Quella volta però anche i genitori la vollero in sposa a Gregorio e l'immagine della Madonna regalata dallo sposo alla chiesa fu considerata miracolosa intitolando la chiesa Santa Maria della Consolazione per il sentimento che era derivato ai genitori e al primo amore di Maria nell'averla trovata.

                              Subito i parrocchiani vollero eretta una chiesa intitolata alla Madonna della Consolazione e per riporvi l'immagine della Madonna dipinta da Gregorio. Ma vollero anche costruire nella facciata della chiesa le due statue dei due innamorati a ricordo.

                              Ma un giorno, mentre erano in corso i lavori della nuova chiesa sia l'immagine della Madonna sia le statue di Maria e Gregorio scomparvero nel nulla.

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                              • fitz roy
                                Opinionista
                                • 06/04/06
                                • 46

                                #45
                                Siamo in una notte di novembre del 1929 e siamo in pieno dopoguerra. Dalle parti di campo Ruga in quel posto che si dice sia la coda del pesce Venezia e cioè dalle parti di San Pietro di Castello.

                                E proprio dalla riva che entra in calle che va al sottoportico Zurlin, il sottoportico più basso di Venezia, inizia questa breve storia. Quella notte nevicava, passa una gondola. Al riparo del felze stava il dottore personale del vescovo che ritornava a casa dopo aver prestato le sue cure.

                                All'altezza della riva che va in calle del sottoportico Zurlin sente una voce. E' una ragazza che grida aiuto avvolta nel suo scialle nero. Sua madre sta male. Sorpreso che la ragazza avesse riconosciuto in lui un dottore prese la sua borsa in cuoio e si affrettò a soccorrere la madre della ragazza. Entrò in una delle porte della corte interna e salì le scale. Là trovò la donna, che subito riconobbe come una sua ex domestica. Aveva la polmonite.

                                Il dottore fece di tutto per quella donna complimentandosi di avere una figlia così premurosa: se la domanda d'aiuto fosse stata invocata anche la mattina dopo sarebbe stato troppo tardi. Ma in quel momento la madre strabuzzò gli occhi: "Mia figlia? Ma è morta più di un mese fa!". Il dottore non voleva crederci, si girò e non vide più la ragazza. La madre, a prova che quello che diceva era vero, indicò al dottore di aprire l'armadio di fronte al letto per mostrargli le sue scarpe e il suo scialle. Il dottore riconobbe lo scialle nero che aveva visto addosso alla ragazza con la differenza che era perfettamente asciutto.

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