9 novembre 1989: un bene o un male?

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  • Tomleo
    Banned
    • 19/03/05
    • 2045

    #16
    Un cambiamento drastico dal sistema
    comunista al nostro sistema non
    è facile'
    Bisogna riconoscerlo.
    Come sarebbe stato anche il contrario.
    I cinesi sono stati piu intelligenti..

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    • yuri gagarin
      Dall'altra parte del muro
      • 19/06/05
      • 1336

      #17
      Peccato che questo 3d si sia arenato, potevamo sviluppare una discussione interessante
      Last edited by yuri gagarin; 08-05-2006, 14:45.
      GUAI AI NEMICI DEL POPOLO

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      • Mototopo
        ma anche no!
        • 13/07/05
        • 12241

        #18
        Mototopo

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        • N3m0
          Eterodosso
          • 02/10/04
          • 3895

          #19
          Questione complessa, come è stato più volte detto.
          Il problema principale dal punto di vista geo-politico è stata la rottura di un equilibrio, il ritorno a pulsioni centrifughe non solo in URSS, ma in tanti paesi europei e dell'est-europeo.
          In alcuni casi intere nazioni erano tenute insieme dalla forza o dal carisma di un leader, in altri casi si son risvegliati nazionalismi di carta creati apposta dall'occidente per dar fastidio all'unione sovietica.
          La guerra ideologica a tutte le grandi federazioni socialiste, penso anche al pan-arabismo egiziano, hanno ulteriormente polverizzato interessi, confini...
          Lo squilibrio creatosi è così forte, e la parte di pianeta interessata così vasta, che i vincitori -gli usa- si son trovati un mondo impossibile da gestire.
          L'assalto della logica capitalistica alla russia poi ha completamente distrutto il paese, che si viveva sotto il giogo di una dittatura, ma che riusciva a procurare cibo, vestiti ed istruzione per tutti. Ora siam tornati ai piedi mozzati per cancrena per l'inverno moscovita.
          In definitiva il peggior affare per la russia imho è stato cacciare un uomo come gorbaciov.
          [URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non

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          • Matthias

            #20
            [QUOTE=N3m0]
            In definitiva il peggior affare per la russia imho

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            • Gloucester
              Opinionista
              • 29/03/06
              • 5314

              #21
              Originariamente Scritto da N3m0
              Questione complessa, come è stato più volte detto.
              Il problema principale dal punto di vista geo-politico è stata la rottura di un equilibrio, il ritorno a pulsioni centrifughe non solo in URSS, ma in tanti paesi europei e dell'est-europeo.
              In alcuni casi intere nazioni erano tenute insieme dalla forza o dal carisma di un leader, in altri casi si son risvegliati nazionalismi di carta creati apposta dall'occidente per dar fastidio all'unione sovietica.
              La guerra ideologica a tutte le grandi federazioni socialiste, penso anche al pan-arabismo egiziano, hanno ulteriormente polverizzato interessi, confini...
              Lo squilibrio creatosi è così forte, e la parte di pianeta interessata così vasta, che i vincitori -gli usa- si son trovati un mondo impossibile da gestire.
              L'assalto della logica capitalistica alla russia poi ha completamente distrutto il paese, che si viveva sotto il giogo di una dittatura, ma che riusciva a procurare cibo, vestiti ed istruzione per tutti. Ora siam tornati ai piedi mozzati per cancrena per l'inverno moscovita.
              In definitiva il peggior affare per la russia imho è stato cacciare un uomo come gorbaciov.
              Personalmente ammiro l'opera politica di riforma interna tentata da Gorbaciov, ma ritengo che la Glasnost abbia solamente (e paradossalmente) accelerato un processo di dissoluzione oramai inevitabile sul medio periodo. Anzi, in tale ottica il tentato golpe ai danni di Gorbaciov, razionalmente, può essere ritenuto pienamente giustificato nella misura in cui si riconosca ai golpisti la consapevolezza che a quel punto della sua storia il sistema sovietico poteva essere preservato soltanto mediante l'esercizio della forza, e che una sua democratizzazione ne avrebbe provocato lo sfilacciamento. Le forze centrifughe in seno all'URSS esistevano da sempre, e credo che in gran parte fossero dovute all'evidente e stridente contraddizione che intercorreva fra la facoltà all'autodeterminazione ed alla gestione collegiale della cosa pubblica teoricamente sancite dalla dottrina comunisma, e la scarsamente flessibile autocrazia monopartitica e burocratica propria invece del socialismo reale sovietico.

              Se tale contraddizione avesse finito per riguardare la sola Russia i problemi, paradossalmente, sarebbero stati relativamente limitati e probabilmente di facile soluzione; come a tutt'oggi rilevato in merito alla svolta chiaramente autocratica imboccata della Russia di Putin, il popolo russo non dispone di una cosciente e sentita cultura democratica, ed esso tende a considerare i princìpi cardine di una democrazia occidentale, quali libertà di voto, di associazione, libera iniziativa, alla stregua di fumosi ideali sacrificabili sull'altare dell'autocrazia in nome di tangibili certezze materiali (Limes n.6/2004).

              La debolezza dell'URSS, al contrario, si estrinsecava non nel cuore del sistema sovietico, ma al livello periferico nel momento in cui tale sistema finiva per coinvolgere stati e popolazioni un tempo indipendenti e che da sempre mal tolleravano l'imperialismo panslavo su cui la Russia sovietica fondava i propri rapporti di vicinato con gli stati confinanti (ora ridotti a stati satellite nel quadro del Patto di Varsavia). La miscela esplosiva costituita dal processo di democratizzazione intrapreso da Gorbaciov e dalle potenti lusinghe del liberalismo occidentale portò Mosca ad allentare e quindi a perdere il controllo non della Russia interna bensì della periferia dell'impero, innescando un collasso che si propagò sino al cuore del sistema determinando la cadute delle istituzioni sovietiche e dell'ideologia che le animava.

              [EDIT]
              Volendo fare una piccola aggiunta, credo che il reale punto di svolta nella storia sovietica per quel che attiene al fondamentale rapporto fra centro e periferia sia stato rappresentato non tanto dalla rivolta di Budapest del 1956 quando dalla Primavera di Praga del 1968. Laddove il primo si presentava come un violento moto indipendentista, il secondo si configurò come reale movimento di riforma, inteso non a sfidare il governo sovietico ma ad intraprendere un dialogo teso a riconfigurare gli stessi rapporti fra i paesi del Patto di Varsavia in nome di una maggiore autonomizzazione e flessibilità: l'obiettivo non era tanto quello di portare la Cecoslovacchia fuori dell'orbita sovietica, quanto quello di permettere al popolo cecoslovacco di partecipare realmente alla vita politica ed istituzionale, esprimendo una classe politica in grado di godere di ampia autonomia rispetto alle direttive di Mosca, fermo restando l'accettazione della dottrina comunista ed il mantenimento di stretti rapporti con l'URSS. Giacchè un simile processo rischiava di avere significativi contraccolpi anche all'interno dello stesso cuore russo dell'URSS, giacchè si sarebbe venuta a creare una paradossale e contraddittoria situazione tale per cui la periferia dell'Impero avrebbe finito per godere di maggiori libertà rispetto al proprio centro, va dato atto al conservatorismo, allo scarso coraggio ed alla miopia della politica brezhneviana per aver fatto naufragare quella che costituì l'ultima occasione per avviare un processo di evoluzione e snellimento dell'intero edificio sovietico prima che subentrasse una sclerosi progressiva.
              Last edited by Gloucester; 09-05-2006, 12:36.

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              • yuri gagarin
                Dall'altra parte del muro
                • 19/06/05
                • 1336

                #22
                [QUOTE=Qfwfq]Personalmente ammiro l'opera politica di riforma interna tentata da Gorbaciov, ma ritengo che la Glasnost abbia solamente (e paradossalmente) accelerato un processo di dissoluzione oramai inevitabile sul medio periodo. Anzi, in tale ottica il tentato golpe ai danni di Gorbaciov, razionalmente, pu
                Last edited by yuri gagarin; 09-05-2006, 16:42.
                GUAI AI NEMICI DEL POPOLO

                Comment

                • from hell
                  Opinionista
                  • 12/04/06
                  • 191

                  #23
                  [QUOTE=Piotr Aleksejevic]E' una questione pi
                  [I]Quando sar

                  Comment

                  • escavatore
                    la libert
                    • 26/06/06
                    • 3151

                    #24
                    Sar
                    [COLOR="DarkRed"][SIZE="1"][I][B][COLOR="Teal"][COLOR="DarkRed"][SIZE="4"][FONT="Comic Sans MS"]mi hanno chiesto cos'

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                    • Boss1971
                      Opinionista
                      • 29/06/06
                      • 19

                      #25
                      Castro pi

                      [QUOTE=Piotr Aleksejevic]E' una questione pi

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                      • maurie
                        Opinionista
                        • 04/06/06
                        • 94

                        #26
                        La caduta del muro di Berlino ha un significato straordinario. Quel simbolo ha ridato forza a milioni di persone per tornare alla libertà. Pochi eventi hanno avuto un valore storico piu' significativo.

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