Gli esseri umani.

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  • Hamlet
    Opinionista
    • 12/11/05
    • 877

    #16
    Originariamente Scritto da thorpe
    Non conosco il motivo della mia presenza qui.
    Vorrei poter dire che per me c'è una missione, un cammino già tracciato da un'intelligenza superiore, un destino intriso di attenzione e amore. Ma non ci riesco.

    Posso solo dire che tendere a sé stessi non è praticabile nella nostra società, non è praticabile e basta. La nostra essenza più pura è spoglia tanto del corpo quanto della mente, è uno spazio vuoto nascosto nelle profondità della nostra complessa costruzione organica e psichica. Se tendiamo a noi stessi, tendiamo al vuoto, al nulla, ad annullare tutto ciò che ci definisce e caratterizza secondo i canoni condivisi della società (e non parlo di società in termini socio-politici, ma meramente sociologici, ovvero di aggregato di esseri umani che, in quanto animali sociali, vivono insieme sacrificando parte delle loro libertà in favore di una maggiore stabilità e sicurezza).
    La libertà che sacrifichiamo è proprio la libertà da noi stessi, dalla nostra costruzione che muoviamo nel tessuto sociale.

    Volgersi al sè significa abbandonarsi totalmente, e credo che pochissimi siano in grado di farlo.
    Io credo nell'esatto contrario della tua ipotesi.
    Saluti a te Thorpe.
    Io credo che la nostra essenza più pura (ti rispondo immediatamente perchè hai utilizzato il concetto di "puro") è l'"attimo pieno" di chi siamo. Credo che questo "tutto/pieno" abbia anche principi di identità, soggettività, mi piace,è vero, pensarla anche come la filosofia buddhista che parla di un tutt'uno unico, ma credo che la nostra essenza è piena anche di individualità del nostro essere. Da piccoli siamo vuoti di esperienze ma pieni di "essenza dell'uomo".
    Ciò che svuota la nostra "essenza pura" è il riempirci di "cose vuote", una sorta di "orizzonte degli eventi", quello che accade nei buchi neri nello spazio, attira "cose" per rendersi "visivamente" più vuota.
    Io ho imparato a stare attento all'uso dei termini che utilizziamo ogni giorno da sempre, non amo "chiudere" in un termine un'intero "pensiero", quindi anche in questo caso, al termine "essenza" possiamo dare termini diversi: anima, l'IO, Dio, Natura, perfezione.
    Grazie.

    Per quanto possa spingere il mio pensiero sul "trascendente" e nella sua massima rappresentazione umana, accettandola o meno, io non credo nel destino scritto (concordo con te in questo, quindi). Nella e della mia esistenza io applico il dubbio, sempre, non scetticismo, dubbio...ma sono molto convinto, ecco perchè utilizzo il termine "credo", che il destino scritto non abbia modo di esistere. Sarebbe troppo semplicistico per tutto ciò che "non è vita".
    Last edited by Hamlet; 22-05-2006, 14:11.

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    • Xilinx23
      The Count
      • 01/06/05
      • 41139

      #17
      Originariamente Scritto da Kyra
      ....se preferisci, per esser ditrutti dalla vita.
      In fondo e' la vita che ci distrugge, non la morte....
      Quel che penso, ci "consumiamo" vivendo appieno tutto quello che ci capita, siano esse cose belle o brutte, siano gioie o dolori.

      "...Ed
      Membro del Consiglio degli Admin


      [RIGHT][I]L'ironia

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      • Micol
        warrior
        • 08/01/06
        • 11506

        #18
        Originariamente Scritto da Hamlet
        Eppure non hai idea di quanto "un guerriero", anche senza usare metafore, possa essere romantico e possa esserci idealismo e romanticismo in un lavoro da "guerrieri".
        Non mi sembra di aver parlato di idealismo, il romantico che ho usato, l'ho usato tra virgolette, di proposito, forse avrei dovuto darne l'accezione che per me, visti i post precedenti, era scontata, e vale a dire quel ricollegare il senso della vita alla sofferenza, a sentimenti struggenti, alla malinconia, ...
        e a questo io ho risposto, sono un guerriero, forse nuovamente sbagliando perch
        Ducunt fata volentem, nolentem trahunt- il fato conduce dolcemente chi lo segue, trascina chi gli resiste.

        ---------------------------------------------
        Amministratore oggetti smarriti condominio "AZ"

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        • Hamlet
          Opinionista
          • 12/11/05
          • 877

          #19
          Originariamente Scritto da Micol
          Non mi sembra di aver parlato di idealismo, il romantico che ho usato, l'ho usato tra virgolette, di proposito, forse avrei dovuto darne l'accezione che per me, visti i post precedenti, era scontata, e vale a dire quel ricollegare il senso della vita alla sofferenza, a sentimenti struggenti, alla malinconia, ...
          e a questo io ho risposto, sono un guerriero, forse nuovamente sbagliando perché non ho spiegato che cosa intedessi...ma pensavo fosse abbastanza chiaro, visto il mio post precedente...

          COmunque son qui per parlarne
          Saluti a Te Micol,
          in effetti ho nominato l'Idealismo, l'essere Idealista, perchè personalmente ritengo che "romanticismo", che non è solo camicie di pizzo e vestiti e musica di fine '800, sia la "base" interiore dalla quale può partire l'idealismo. Di sicuro, Ti chiedo scusa per questo, ho effettuato involontariamente un transfert di pensiero, per cui nominando l'uno ho reso partecipe l'altro nella discussione.
          Ciò non toglie il contenuto del mio intervento.
          Sono d'accordo con Kyra per quanto riguarda un guardare la vita con occhi "stoici", lo sono stato, lo sono tuttora, magari in maniera "soft". Lasciamo stare il passato, dove chiamarmi "pessimista" era un complimento, ora dico che ero "nero"; parliamo di come vedo le "cose" oggi. Io non credo che la vita sia sofferenza, dolore, pianto, morte...io credo che nella vita ci sia sofferenza, dolore, pianto, morte (ed intendo con morte quella che avviene in vita, dell'altra non posso conoscere il "futuro" perchè malgrado mi è stato insegnato, parlo con la mia anima d'altro, non del suo ipotetico futuro tra beatitudine o sofferenza), consapevoli che il "dolore" esiste, un pò come dice Guccini "...camminare tra Morte e Rose..." , io sono consapevole che in tutte le cose che faccio ho sempre la percezione che vivo un momento felice che ha la sua valenza ma compete sempre con momenti di dolore, che sono intorno, o dentro, o fuori...voglio dire, Tu mi vedi, mi osservi, io rido tantissimo, in maniera "creativa", ridere per me è vitale, tutto ciò che mi fà ridere mi dà vita, molto autoironico ed ho un senso dell'umorismo molto particolare...ma le due rughe che segnano il mio volto, quasi simmetriche mi ricordano sempre il mio senso "stoico" della vita, quella fatta, in cui il "dolore" l'ha fatta da padrona, ed ora in cui il "dolore" l'ho ritrovo in tutto ciò che è "passione", "idealismo", "romanticismo"...e mi sento in guerra, dentro e fuori, ecco il motivo per cui posso essere "un guerriero" della vita ma esserlo in modo "stoico".
          Però, però, se per "guerrieri" intendi, e vorrei che mi rispondessi, "i rampanti", "la guerra al successo", "chi deve raggiungere sempre calpestando tutti", "la rabbia di riuscire con strumenti di persuazione sugli altri", allora sono certo che posso definirmi "uomo di pace", sempre e comunque.
          Last edited by Hamlet; 23-05-2006, 18:05.

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          • Jampa
            ........
            • 21/07/05
            • 6179

            #20
            [QUOTE=Micol](Jampa, quoto la tua frase, perché ben rispecchia il pensiero espresso finora da diversi utenti...)

            forse questa frase è interpretabile in modi diversi, a me, ha un po' stupito...

            Sicuramente bisognerebbe capire cosa si intende per perfezione, in alcune culture, la perfezione è proprio l'obiettivo da raggiungere... che poi, non si raggiungerà forse mai, ma, come scriveva Kyra, può essere il motore...

            Forse è vero che in alcune cose ci si allotana da sé, ma noi non siamo un insieme di emozioni, di sentimenti, di idee, tutti in perfetta sintonia tra loro, quindi, se tendere verso sé stessi è rimanere ancorati a tutti questi, e invece aspirare alla perfezione è l'avvicinarsi a quelli che sono i sentimenti, le emozioni, le idee che ci fanno stare bene, sinceramente, io preferisco l'idea di avvicinarmi alla perfezione...


            questa idea di perfezione è poi ciò che muove l uomo a ricercare sempre
            Credo che ci sia bisogno di fermarsi ascoltarsi è questo il motore che ci spinge in avanti...........
            E' il momento di andare

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            • Kyra
              Disappointed Idealist
              • 24/10/05
              • 22455

              #21
              Bisogna sempre mettersi d'accordo su cosa si intende per "perfezione".

              Se mi riferisco alla "perfetta idea di me", ovvero al me perfettamente espanso, senza i limiti che mi sento ora, beh... e' un bell'obiettivo, per raggiungere il quale devo ANCHE necessariamente ascoltare me stesso (che poi e' il tema che ti sta a cuore adesso).
              I'm laying down, eating snow
              My fur is hot, my tongue is cold
              On a bed of spider web
              I think of how to change myself

              A lot of hope in a one man tent
              There's no room for innocence
              So take me home before the storm
              Velvet mites will keep us warm.

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              • Micol
                warrior
                • 08/01/06
                • 11506

                #22
                [QUOTE=Hamlet]Saluti a Te Micol,
                in effetti ho nominato l'Idealismo, l'essere Idealista, perch
                Ducunt fata volentem, nolentem trahunt- il fato conduce dolcemente chi lo segue, trascina chi gli resiste.

                ---------------------------------------------
                Amministratore oggetti smarriti condominio "AZ"

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                • Hamlet
                  Opinionista
                  • 12/11/05
                  • 877

                  #23
                  Devo prendere spunto da un esempio sotto forma di metafora che tempo f

                  Comment

                  • Kyra
                    Disappointed Idealist
                    • 24/10/05
                    • 22455

                    #24
                    [QUOTE=Hamlet]
                    [B]Se ci trovassimo in un deserto, un posto dove il confine che riusciamo a vedere
                    I'm laying down, eating snow
                    My fur is hot, my tongue is cold
                    On a bed of spider web
                    I think of how to change myself

                    A lot of hope in a one man tent
                    There's no room for innocence
                    So take me home before the storm
                    Velvet mites will keep us warm.

                    Comment

                    • Hamlet
                      Opinionista
                      • 12/11/05
                      • 877

                      #25
                      Originariamente Scritto da Kyra
                      Probabilmente, ed e' solo un'ipotesi, in una situazione del genere, non avendo nulla da desiderare oltre a quello che gia' ho... sarei gia' "perfetto" in quanto esistente. Tenderei ad essere quello che sono in maniera naturale e, privo di confronti o punti di riferimento, sarei perfetto nel mio stato.

                      Questo pero' non vuol dire che in assoluto la perfezione sia "mancanza di desideri"... ci tengo a dirlo
                      Bene, grazie, e questo è un punto. La propia esistenza, intendo, in me stesso, indipendentemente da cosa capirò di me fino agli anni concessi dai calcoli statistici (76/80), ipotizzando la "Comprensività Infinita", alla quale io credo molto non per "libro letto" ma per lettura di me stesso e delle persone che incontro ogni giorno, la perfezione resta interiormente a noi nell'insieme del nostro essere ed intendo "insieme completo", certamente non l'ha sentiremo o vedremo mai, ma la perfezione e la completezza che non possiamo conoscere perchè, qualora potremmo essere "tutto", come minimo, "esploderemo" in follia o pazzia, a secondo degli atti che farai.
                      Mentre resto del parere che l'atto dell'uomo, qualunque esso sia, resta imperfetto perchè tocca sempre ciò che nasce perfetto, e con la sua incompletezza non può fare altrimenti, non c'è intenzione maldestra, ma succede. Gli esempi sono nel concreto, nell'astratto, nelle realtà e in tutto ciò che rientra nella sfera delle possibilità dei sogni e della fantasia.
                      Questo è un punto in cui credo.
                      Grazie.
                      Last edited by Hamlet; 25-05-2006, 23:28.

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                      • Micol
                        warrior
                        • 08/01/06
                        • 11506

                        #26
                        [QUOTE=Hamlet][...] Se ci trovassimo in un deserto, un posto dove il confine che riusciamo a vedere
                        Ducunt fata volentem, nolentem trahunt- il fato conduce dolcemente chi lo segue, trascina chi gli resiste.

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                        Amministratore oggetti smarriti condominio "AZ"

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                        • Hamlet
                          Opinionista
                          • 12/11/05
                          • 877

                          #27
                          Originariamente Scritto da Micol
                          Non ci troviamo in questa situazione... intendo dire, semmai ci trovassimo in una situazione simile non ci poremmo questo quesito...Hamlet...
                          No, di proposito ho portato il discorso sulla "comprensività Infinita", non è un'ipotesi quella che ho espresso e la Tua risposta, che rispetto, blocca la discussione a quanto pare, quindi non posso non rispondere perchè devo immaginare di non essere stato chiaro.
                          Io credo che Noi siamo tutto, possiamo essere tutto, il nostro essere (e riposto il postato perchè la tua affermazione precedente sulla continuità di un discorso che non và ripetuto non è nel mio modo di esporre il mio pensiero, vale a dire che se è il caso posso essere ripetitivo e meno sintetico) dicevo, il nostro essere è pari ad una presenza in un deserto, siamo nel suo centro, perchè questo crediamo, ed il punto che copriamo è quello che crediamo il nostro IO, ma guardo in fondo, un punto incerto è credo che posso raggiungere quel punto per vedere cosa ho "dentro" lontano da dove mi trovo ora, mi incammino e ritrovo il punto che da lontano osservavo, ma il mio orizzonte è identico e identico e identico al precedente..."comprensività Infinita"..."dentro" siamo tutto, così sono perfezione, ma tutto Noi non possiamo "attuare" o "applicare" nel nostro vivere, ecco l'imperfezione.
                          Chiaramente mi riferisco alla perfezione pura del nostro essere, perfezione fine a se stessa, non legata a ciò che cerchiamo di fare in modo perfetto, quello è un'altro campo.
                          Last edited by Hamlet; 25-05-2006, 23:46.

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                          • Hamlet
                            Opinionista
                            • 12/11/05
                            • 877

                            #28
                            Originariamente Scritto da Kyra
                            Probabilmente, ed e' solo un'ipotesi, in una situazione del genere, non avendo nulla da desiderare oltre a quello che gia' ho... sarei gia' "perfetto" in quanto esistente. Tenderei ad essere quello che sono in maniera naturale e, privo di confronti o punti di riferimento, sarei perfetto nel mio stato.

                            Questo pero' non vuol dire che in assoluto la perfezione sia "mancanza di desideri"... ci tengo a dirlo


                            ...e neanche che siamo tutti uguali nell'essere, ma forse lo siamo nell'essenza.
                            Il dubbio

                            Comment

                            • Ariane
                              Opinionista
                              • 20/05/06
                              • 265

                              #29
                              [QUOTE=thorpe]

                              Posso solo dire che tendere a s

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