Uh, che mai ha detto! L'eccellentissimo signor Marchese Arsura mi sposerebbe? Eppure, se mi volesse sposare, vi sarebbe una piccola difficoltà. Io non lo vorrei. Mi piace l'arrosto e del fumo non so che farne. Se avessi sposati tutti quelli che hanno detto di volermi, oh, avrei pure tanti mariti! (...) E questo signor Cavaliere, rustico come un orso, mi tratta sì bruscamente? Questi è il primo forestiere capitato alla mia locanda, il quale non abbia avuto piacere di trattare con me. Non dico che tutti in un salto s'abbiano a innamorare; ma disprezzarmi così? è una cosa che mi muove la bile terribilmente. è nemico delle donne? Non le può vedere? Povero pazzo! Non avrà ancor trovato quella che sappia fare. Ma la troverà, La troverà. E chissà che non l'abbia trovata? Con questi per l'appunto mi ci metto di picca. Quei che mi corrono dietro, presto m'annoiano. La nobiltà non fa per me. La ricchezza la stimo e non la stimo. Tutto il mio piacere consiste in vedermi servita, vagheggiata, adorata. Questa è la mia debolezza, e questa è la debolezza di quasi tutte le donne. A maritarmi non ci penso nemmeno; non ho bisogno di nessuno; vivo onestamente, e godo la mia libertà. Tratto con tutti, ma non m'innamoro di nessuno. Voglio burlarmi di tante caricature d'amanti spasimanti; e voglio usar tutta l'arte per vincere, abbattere e conquassare quei cuori barbari e duri che sono i nemici di noi, che siamo la miglior cosa che abbia prodotto al mondo la bella madre natura.
Ecco a voi: I giorni si somigliano tutti e non è facile contarli. Da non so quanti giorni facciamo la spola, a coppie, dalla ferrovia al magazzino: un centinaio di metri di suolo in disgelo. Avanti sotto il carico, indietro colle braccia pendenti lungo il fianco, senza parlare.
Intorno, tutto ci è nemico. Sopra di noi, si rincorrono le nuvole maligne per separarci dal sole; da ogni parte ci stringe lo squallore del ferro in travaglio. I suoi confini non li abbiamo mai visti, ma sentiamo, tutto intorno, la presenza cattiva del filo spinata che ci segrega dal mondo. E sulle impalcature, sui treni in manovra, nelle strade, negli scavi, negli uffici, uomini e uomini, schiavi e padroni, i padroni schiavi essi stessi; la paura muove gli uni e l'odio gli altri, ogni forza tace. Tutti ci sono nemici o rivali.
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