Wilde aveva capito molto, se non tutto, della vita...Dal momento che viene al mondo, l'uomo e' soggetto a debolezza, malattia e morte. Deve comunque vivere, cercando la sua e l'altrui felicità. Scopre altresi' che questo gli e' impossibile se non chiede l'aiuto dall'alto, dal divino. Anche l'inevitabile esperienza del dolore, vissuta in comunione col Suo Dio, acquista un senso e un valore grande!
Algibolo, avevo questo brano salvato sul pc, non ricordo esattamente di che libro fosse, ma dovrebbe essere il "De Profundis" di Wilde... Ma non assicuro nulla.
[QUOTE=conogelato]Wilde aveva capito molto, se non tutto, della vita...Dal momento che viene al mondo, l'uomo e' soggetto a debolezza, malattia e morte. Deve comunque vivere, cercando la sua e l'altrui felicit
[QUOTE=Xilinx23]E l'agnosticismo, non meno della fede, dovrebbe avere i suoi riti. Ha disseminato i suoi martiri, dovrebbe raccogliere i suoi santi, e lodare Iddio ogni giorno per essersi celato agli uomini. Ma che sia fede o agnosticismo, per me non deve essere nulla di esteriore. I suoi simboli devono essere creati da me. Soltanto ci
ciao a tutti!
io adoro Wilde,sono daccordo con conogelato,che dice che aveva capito qusi tutto della vita...infatti lo hanno tolto dalla circolazione,immagino fosse mooolto scomodo!
cmq,riguardo al dolore,io ne ho vissuto uno che mi ha distrutto,tempo fa.ma mi ha anche fatta crescere molto
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