Il libro che state leggendo

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  • circolo.pickwick.ter
    gattara
    • 09/12/09
    • 1196

    #3781
    Originariamente Scritto da Morwen Visualizza Messaggio
    Ho appena finito "appunti di un venditore di donne" di Faletti.
    Debole, finale scontantissimo.
    Irritante l'uso dell'aggettivo "poco", di cui ha abusato indistintamente dall'inizio alla fine.
    freudiano anzichenò
    arpia certificata

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    • Heisenberg
      Opinionista
      • 07/06/12
      • 168

      #3782


      Riprendo il terzo romanzo di G. Martin, che avevo interrotto con la lettura di "I fiumi della guerra" (secondo libro edizione Mondadori). Speriamo che "Il Portale delle Tenebre" riservi un finale con meno "lacrime e sangue"
      Chi non prova freddo non potrà mai assaporare appieno il gusto di una cioccolata calda con i biscotti (Drizzit by Bigio)

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      • Morwen
        Cinnamon Girl
        • 03/12/09
        • 7242

        #3783
        Originariamente Scritto da circolo.pickwick.ter Visualizza Messaggio
        freudiano anzichenò
        in che senso?
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        "Find what you love and let it kill you"

        Charles Bukowsky

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        • _____37_____
          Spesso assente
          • 28/07/10
          • 1297

          #3784
          Originariamente Scritto da Morwen Visualizza Messaggio
          in che senso?
          Nel senso che Faletti doveva essere in qualche modo consapevole del "poco" valore di ciò che stava scrivendo.
          A me già non era piaciuto "Io uccido", con questo ci avrei acceso il barbecue.
          Tutti i miei peccati sono mortali. [Michelangelo Merisi]

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          • Morwen
            Cinnamon Girl
            • 03/12/09
            • 7242

            #3785
            Aaaahn ok.
            Anche a me "Io uccido" non era piaciuto granchè ma mi sono fatta tentare da questo "noir" perchè avevo letto recensioni positive di molti lettori. Apprezzamenti soprattutto riguardo all'ambientazione tutta italiana, e all'epoca storica che fa da sfondo.
            Potrebbe avere del potenziale ma ne esce una descrizione superficiale e raffazzonata delle Brigate Rosse, Aldo Moro, Milano notturna e malavita organizzata.
            E' un minestrone.
            E vabbè, il protagonista mutilato che si fa delle docce fredde per compensare le mancate erezioni fa anche un po' tenerezza
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            "Find what you love and let it kill you"

            Charles Bukowsky

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            • Frutto
              Opinionista
              • 05/02/10
              • 2025

              #3786
              deve avere una sessualità quantomeno peculiare il signor faletti, ci pesta sempre dentro la pratica sessuale estrema o il feticismo morboso.
              No, tu non sei una persona cattiva, tu sei fantastica, sei la persona che preferisco...
              Peccato che di tanto in tanto sai essere una gran troia.

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              • Morwen
                Cinnamon Girl
                • 03/12/09
                • 7242

                #3787
                E' che è facile pensare di rendere piccante e trasgressivo un romanzo usando il sesso in tutte le salse. In realtà è ancora più facile cadere nel banale.
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                "Find what you love and let it kill you"

                Charles Bukowsky

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                • terra
                  distratta
                  • 07/12/09
                  • 12689

                  #3788
                  germinal (émile zola)

                  purtroppo la mia traduzione, benché firmata camillo sbarbaro, è datata e ampollosa. ciononostante il libro mi è piaciuto molto e l'ultimo centinaio di pagine è andato via quasi d'un fiato. alla fine, però, non ho capito bene quale sia l'idea che zola vuole far passare: che gli scioperi sono inutili? che l'uomo è malvagio - homo homini lupus - salvo, forse, quand'è un uomo sfruttato e quindi, si direbbe, impotente? l'ottimismo con cui si chiude germinal è luminoso come il sole dell'avvenire, ma non abbastanza da lasciarmene vedere le basi. comunque aggiungo che leggendo ho pensato a the grapes of wrath e ai minatori del sulcis, ma anche agli studi di medicina fatti da flaubert per descrivere la morte di mme bovary, non perché si parli qui di medicina ma per la precisione con cui è descritta la miniera. e mi sono stupita di come uno scrittore di quell'epoca parli senza falsi pudori di sesso.

                  Moderatore Arte e letteratura


                  terra

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                  • circolo.pickwick.ter
                    gattara
                    • 09/12/09
                    • 1196

                    #3789
                    Originariamente Scritto da terra Visualizza Messaggio
                    germinal (émile zola)

                    purtroppo la mia traduzione, benché firmata camillo sbarbaro, è datata e ampollosa. ciononostante il libro mi è piaciuto molto e l'ultimo centinaio di pagine è andato via quasi d'un fiato. alla fine, però, non ho capito bene quale sia l'idea che zola vuole far passare: che gli scioperi sono inutili? che l'uomo è malvagio - homo homini lupus - salvo, forse, quand'è un uomo sfruttato e quindi, si direbbe, impotente? l'ottimismo con cui si chiude germinal è luminoso come il sole dell'avvenire, ma non abbastanza da lasciarmene vedere le basi. comunque aggiungo che leggendo ho pensato a the grapes of wrath e ai minatori del sulcis, ma anche agli studi di medicina fatti da flaubert per descrivere la morte di mme bovary, non perché si parli qui di medicina ma per la precisione con cui è descritta la miniera. e mi sono stupita di come uno scrittore di quell'epoca parli senza falsi pudori di sesso.
                    dissento sul benché. è datata perché l'ha fatta camillo sbarbaro, suvvia. e magari un francesista ci potrebbe dire che anche lo zola originario è datato nella scrittura.
                    il disastro nella miniera lo ricordo ancora dopo 35 anni, anche se l'unico personaggio per cui mi sono commossa è il cavallo cieco.
                    credo che il messaggio di zola - indipondentemente dalle quintalate di analisi antologiche cui sono stata esposta negli anni - sia che l'uomo è sostanzialmente una bestia (la béte humaine, appunto, e sarebbe bello trovare la e con ^) ma c'è una speranza di redenzione nel sol dell'avvenir.
                    arpia certificata

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                    • terra
                      distratta
                      • 07/12/09
                      • 12689

                      #3790
                      il benché era per l'ampollosa

                      Moderatore Arte e letteratura


                      terra

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                      • circolo.pickwick.ter
                        gattara
                        • 09/12/09
                        • 1196

                        #3791
                        Originariamente Scritto da terra Visualizza Messaggio
                        il benché era per l'ampollosa
                        ti aspettavi uno sbarbaro più scorrevole? credo che sia quella che ho anch'io, ma non la ricordo così. però devo anche dire che quando l'ho letta avevo un allenamento diverso da oggi.
                        mi vien da riprenderlo, ma temo che mi deprimerei scoprendo che non lo reggo più. non sarebbe laprima volta che mi succede.
                        arpia certificata

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                        • terra
                          distratta
                          • 07/12/09
                          • 12689

                          #3792
                          grandi ustionati (paolo nori)

                          lo confesso, quando leggo queste cose autobiografiche, soprattutto di autori che frequento un po', mi sento in imbarazzo. è come se li sorprendessi in mutande, mi sento così e da qualche parte so di averlo già scritto. tuttavia, dopo aver letto anche altri libri su disavventure ospedaliere vere o finte, questo qua mi ha inflitto così poco sentimentalismo che mi veniva la tentazione di passar sopra allo stile di nori, che digerisco a fatica. una delle cose migliori è foscolo, comunque. quando nori verrà a milano tra un paio di settimane vorrei che mi firmasse questa copia o magari noi la farem vendetta, non so ancora.

                          Moderatore Arte e letteratura


                          terra

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                            distratta
                            • 07/12/09
                            • 12689

                            #3793
                            non piangete la mia morte (bartolomeo vanzetti)

                            la rabbia, la rabbia con cui ho letto questo libro. dalle lettere e dal discorso finale di vanzetti esce chiara e limpida la figura di un uomo coerente con i suoi ideali altissimi, coraggioso, generoso. degli avvenimenti c'è poco da dire, si conoscono - quindi dico delle emozioni, che sono forti. sull'onda dell'emozione mi sono riascoltata la ballata di sacco e vanzetti, cantata da joan baez, che so a memoria. ora so che le parole di quella ballata sono proprio le parole di vanzetti.

                            Moderatore Arte e letteratura


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                              distratta
                              • 07/12/09
                              • 12689

                              #3794
                              storia di altre storie (vincenzo cerami, francesco guccini)

                              inizia un po' troppo simile al "dizionario delle cose perdute" che ho appena letto e già temevo la delusione da manovra editoriale, ma poi viene il bello. la storia e l'importanza di non impararla passivamente, la lingua letteraria e il dialetto, la velocità e i suoi effetti. amo guccini da molto tempo, ma adesso amo anche cerami. e pasolini è la guest star.

                              Moderatore Arte e letteratura


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                                • 07/12/09
                                • 12689

                                #3795
                                la libertà delle donne - contro il femminismo moralista (valeria ottonelli)

                                la prima parte del libro, quella che batte insistentemente sul tasto del femminismo moralista, l'ho trovata irritante e spesso vagamente in malafede, con dei distinguo che non condivido e mi sono sembrati pretestuosi. invece mi è piaciuta e ho trovato acuta la discussione sul congedo di paternità obbligatorio e sul lavoro domestico e di cura, discorsi che - come dice l'autrice - vengono affrontati in italia senza sganciarsi da una concezione della famiglia troppo tradizionalista e arretrata. se non avesse voluto essere (gratuitamente) provocatorio, sarebbe un buon libro.

                                Moderatore Arte e letteratura


                                terra

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