“L’Entranger” (2025) di Francois Ozon
Tratto dal famoso romanzo di Albert Camus ebbe una prima versione da parte di Visconti con Mastroianni, pellicola che non lasciò tracce e di cui pochi si ricordano. Mersault è ad Algeri, colonia francese, impiegato con poche ambizioni, un tipo apatico che rimane ad ascoltare gli altri senza mai replicare ma ha la fortuna di conoscere una ragazza che lo toglie dal torpore di un’esistenza grigia. Verrà però coinvolto in una vicenda drammatica che ne segnerà il destino. Il film era a Venezia in concorso ed è ammirevole l’impegno di Ozon a mantenere una cifra stilistica pari a quella del libro, malgrado la lentezza di alcune sequenze, necessarie per non discostarsi troppo dall’idea e dai ritmi imposti da Camus, con un b/n discreto, opportunamente anticato per ridurre la tipica patina del digitale. Apprezzabile la parte conclusiva nella quale Mersault ha uno scatto di dignità per contrapporsi alle avversità.
L’Entranger ***
Tratto dal famoso romanzo di Albert Camus ebbe una prima versione da parte di Visconti con Mastroianni, pellicola che non lasciò tracce e di cui pochi si ricordano. Mersault è ad Algeri, colonia francese, impiegato con poche ambizioni, un tipo apatico che rimane ad ascoltare gli altri senza mai replicare ma ha la fortuna di conoscere una ragazza che lo toglie dal torpore di un’esistenza grigia. Verrà però coinvolto in una vicenda drammatica che ne segnerà il destino. Il film era a Venezia in concorso ed è ammirevole l’impegno di Ozon a mantenere una cifra stilistica pari a quella del libro, malgrado la lentezza di alcune sequenze, necessarie per non discostarsi troppo dall’idea e dai ritmi imposti da Camus, con un b/n discreto, opportunamente anticato per ridurre la tipica patina del digitale. Apprezzabile la parte conclusiva nella quale Mersault ha uno scatto di dignità per contrapporsi alle avversità.
L’Entranger ***


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