[I]Mezzo secolo dopo l
Censura dei mediocri
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"Mi avevano anche detto di non farmi riconoscere dai giornalisti, allora ci sono andato travestito da profugo polacco" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui
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Beh, letta stamani la classifica finale non ho più dubbio alcuno: il festival è ormai defunto. E con esso la canzone italiana, lasciando il posto al festival cheap&trash mediasettiano, alfiera la sua splendida conduttrice. Italia amore mio. Una prece.

p.s.: Rossi non abita qui.Last edited by Almalibre; 22-02-2010, 09:37.Dalla culla del tempo, in perpetuo dondolio.
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nonOriginariamente Scritto da Silenzio Visualizza MessaggioIl festival deve essere intoccabile.
Deve restare la solita buffonata, non sia mai si decida di apportare qualcosa di meglio.[B][I][FONT="Verdana"][COLOR="Blue"]La realt
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Diciamo che il Festival per sopravvivere si adatta in modo darwiniano alla nuova sensibilità del pubblico.
Però vorrei dire una cosa: se qualcuno si prende la briga di risalire un po' nel tempo, non potrà negare che, salvo qualche piccola modifica, gli argomenti di chi apprezza il festival così come quelli di chi lo critica o disprezza, sono sostanzialmente rimasti gli stessi da almeno quarant'anni a questa parte.
Scandali pre e post festival, contestazioni clamorose o più o meno folkloristiche, cantanti di pregio esclusi e ignorati dalla critica, cantanti mediocri premiati ecc. ecc.
Viene da pensare che quello che tiene in piedi la kermesse è più il contorno che la musica in sè, infatti, del valore artistico e delle canzoni presentate si parla sempre pochissimo e quasi sempre solo da parte degli addetti ai lavori.
Quanto alla pretesa di Rossi, come fu a suo tempo quella di Fo e di Franca Rame di essere accolti in RAI, francamente mi sembra un po'pretestuosa.
Sono artisti che hanno sempre preso a pesci in faccia tanto le persone quanto i simboli degli interessi economici e culturali che sostengono Sanremo e la RAI (almeno RAI 1 e RAI 2), per quale motivo dovrebbero essere accolti a braccia aperte?
Io non credo che sia una questione di censura ma di contrapposizione tra messaggi che si vogliono lanciare al pubblico e di differenti platee che sono disponibili a recepirli.
Voglio dire: Dario Fo non può certo di dire di essere stato sistematicamente escluso dalla televisione e nemmeno Rossi, probabilmente però, con Canzonissima e il Festival di Sanremo non c'entrano molto.
Che poi Rossi auspichi un ritorno o un revival degli anni 70 in Italia, onestamente, lo trovo un po' macabro...Last edited by mat; 22-02-2010, 11:17.Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
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Beh Mat, non è che Rossi abbia preteso di tornare alla Rai e al Festival. Sono stati gli autori del Festival che lo hanno contattato proponendogli uno spazio, e hanno anche apprezzato il suo pezzo, giudicandolo opportuno ad essere trasmesso.
Quel che fa specie e la successiva marca indietro, a passi lenti.Membro del Consiglio degli Admin
[RIGHT][I]L'ironia
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Certo che può far pensare, è però fuori luogo parlare di censura secondo me.
Partecipare ad uno spettacolo non è un diritto ma una semplice opportunità artistica.
Ma poi, ripeto, cosa c'entra Paolo Rossi con Sanremo?Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
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Non voglio essere pedante però censura significa che una persona ha uno spazio in cui gli è garantito esprimere un pensiero e questo diritto gli è negato: Paolo Rossi ha diritto di esprimere il suo pensiero in un teatro dove sta rappresentando uno spettacolo o in TV se partecipa ad uno spettacolo ma non è un suo diritto essere invitato e parteciparvi.
Io ho il diritto di esprimere le mie idee su un forum o su un giornale ma non è mio diritto scrivere su un giornale o un forum se le mie idee non sono apprezzate o gradite.
"Cosa c'entra Rossi con Sanremo" era in senso culturale, non mi sembra che le sue idee, i suoi valori siano molto in sintonia con quello che si rappresenta e glorifica a Sanremo.Last edited by mat; 23-02-2010, 22:22.Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
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Il senso culturale l'ho capito, e i paragoni fatti restano in piedi: sono forse più in sintonia i personaggi sopra citati?
Quanto al fatto censura, ho capito, ma ripeto non ha chiesto di esservi invitato, na ha preteso nessun diritto. E' stato chiamato dagli autori, è stato giudicato idoneo dagli autori, e gli stessi autori dopo avergli confermato spazio e contenuti lo hanno tagliato per via dell'intervento di "qualcuno".
Faccio davvero fatica a non chiamarla censura.Membro del Consiglio degli Admin
[RIGHT][I]L'ironia
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Il festival di Sanremo è una manifestazione privata che è trasmessa sulla TV pubblica, ha un direttore artistico, uno staff di autori, scenografi, direttori d'orchestra, non ci trovo niente di strano che prima l'abbiano chiamato e poi ci abbiano ripensato.Originariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza MessaggioQuanto al fatto censura, ho capito, ma ripeto non ha chiesto di esservi invitato, na ha preteso nessun diritto. E' stato chiamato dagli autori, è stato giudicato idoneo dagli autori, e gli stessi autori dopo avergli confermato spazio e contenuti lo hanno tagliato per via dell'intervento di "qualcuno".
Faccio davvero fatica a non chiamarla censura.
Così come un regista o un produttore di un film può decidere di assegnare una parte a un attore e poi cambiare idea e assegnarla a un altro, sono scelte discrezionali, tecniche che nessuno può giudicare. Si possono criticare a posteriori come scelte artisticamente errate, ma parlare di censura è davvero fuori luogo, pensa a Barbareschi quando sosteneva che non lavorava perchà "quelli di sinistra" non lo facevano lavorare, in realtà è un attore mediocre e come show man è ancora peggio.
Ne sta dando prova adesso che è in TV è diventato come il prezzemolo.
Gli artisti su queste presunte censure o discriminazioni ci marciano.Moderatore Debate Square
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