Benigni e i 10 comandamenti

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66024

    #16
    Originariamente Scritto da Morwen Visualizza Messaggio
    ho controllato ma non l'ho trovato, forse è ancora presto e devo aspettare un po' prima che venga caricato sul sito.
    Grazie comunque
    Ma figurati....
    Stasera 21,15 seconda parte.

    Ciao, a domani.
    A domani, amici!
    amate i vostri nemici

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #17
      Di una vita milionaria e' facile innamorarsi.

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      • Pazza_di_Acerra
        люблю беспокоиться
        • 09/12/09
        • 28840

        #18
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Un innamorato della vita.
        Infatti: guarda cheBenigni è notoriamente un depresso cronico...
        semel in anno licet insanire, cotidie melius

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66024

          #19
          Esilarante l'inizio, di ieri sera.
          Mistico ed esistenziale l'epilogo....

          La seconda serata si aperta, in classico stile 'benignesco', con un mini-monologo prima dell'esegesi vera e propria dei comandamenti. Monologo stavolta estremamente breve, assolutamente apolitico, solo con un rapido riferimento alle politiche del governo ("voglio ringraziare chi ci ha visto ieri sera, gli manderei un regalino, un prosciutto, un mazzo di fiori, 80 euro...") e uno a Mafia capitale ("ascolti alti perché stanno tutti a casa, chi per la crisi, chi per i domiciliari"). E un'auto-battuta, per chi ha sottolineato i toni troppo religiosi della puntata di ieri: "Forse ho esagerato un po', la gente oggi mi ha fermato: chi si voleva confessare, chi mi ha chiesto se ero libero per un battesimo, c'è gente che vuole destinarmi l'8 per mille addirittura, un altro mi ha chiesto l'indirizzo della parrocchia o mi ha prenotato per la messa di Natale".

          Poi l'affondo sulla corruzione: "Non rubare? Dio ha fatto un comandamento per noi italiani, sembra che l'abbia scritto proprio in italiano, è il comandamento che sentiamo un po' nostro". E ancora: Il comandamento "non rubare" è il meno seguito, "non ce ne importa niente. Forse qualcuno pensa che sia formulato male eppure è così semplice. 'Non si capisce bene...e' fumoso, direbbe qualcuno. Ma lo capirebbero anche i bambini, e infatti in Italia lo capiscono solo i bambini". Poi il passaggio più amaro: "A volte c'è stima per il ladro, vengono anche applauditi, e quelli che rubano non si vergonano più, nemmeno se gli dici 'ladro', che è infamante. Quando li prendono si vergognano perchè si sono fatti beccare e non perchè hanno rubato".

          Ma lo show è soprattutto un inno appassionato all'amore, allo spettacolo della vita, alla ricerca della felicita'. Il precetto che tiene in sè tutti gli altri è "Ama il prossimo tuo come te stesso. Amarsi - sottolinea l'attore e regista - è il problema fondamentale dell'umanità. Non ci rimane molto tempo, affrettiamoci ad amare, amiamo sempre troppo poco e troppo tardi, perchè al tramonto della vita saremo giudicati sull'amore".

          amate i vostri nemici

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #20
            Ha affondato anche sul non commettere atti impuri, poi presentato urbis et orbis dai preti come il non masturbarti, ma nato come non commettere adulterio e cio' non in difesa dell'ammore, o della famiglia, ma quale presupposto di una vita eterna in terra fondata sulla tracciabilita' e certezza delle origini, cosa che costruiva una vita eterna costituita da una progenie futura che potendo risalire alle sue origini andava a realizzare la vita eterna di queste in un "dna" dal nome certo.

            Ne deriva che benigni forse e' credente, ma non del dio del vaticano verso cui proponeva una class action per i danni causati ad intere generazioni con le sue strumentali distorsioni di mostruosi contatori del fatidico quante volte?

            Il santificare le feste e' nato come riposati e santifica il sabato, poi variato per opportunita' del culto.

            Il non rubare, al di la della satirica attuale proibiva il commercio degli schiavi.

            Di fatto i comandamenti organizzavano un sistema sociale evoluto inconcepibile 3500 anni fa, ma comunque concepito successivamente a livello civile, ben poco dicevono di anime, premi oltretomba e quant'altro di etereo e commerciale la "corretta interpretazione clericale" ha poi letto forte dell'infallibilita' che le permetteva di cantarsela e suonarsela secondo opportunita' propria.

            Al contorno benigni ha esplicitato che lo spettacolo e' il risultato di un lavoro di assemblaggio di opere di altri di cui lui faceva la presentazione spettacolare, a cui, per 4 milioni di euro, dare corpo e sentimento, da palcoscenico, era il minimo che ci si potesse aspettare.

            Come dire che dopo aver visto "la vita e' bella" uno si aspetta che l'attore in quella realta' si comportasse come il personaggio interpretato
            Last edited by Il gatto; 17-12-2014, 14:51.

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66024

              #21
              Questo il commento de l'Avvenire, il giornale dei Vescovi italiani.....

              L’anima va in onda su Raiuno in prima serata ed è un’ottima notizia. L’anima che reclama il suo spazio, l’amore con le sue ragioni, la vita da restituire a ciò che davvero conta. E i Dieci Comandamenti che sbocciano e fioriscono e abbacinano nella loro infinita sapienza e magnificenza e bellezza. Roberto Benigni, lunedì e martedì sera, ha compiuto forse la sua impresa più prodigiosa. Far scoprire agli italiani qualcosa che pensavano di conoscere già, per antica abitudine, per il catechismo da bambini, per sentito dire. Ci era riuscito con l’Inno di Mameli, con la Divina Commedia, con la Costituzione. Ma i Dieci Comandamenti… doveva lottare con il naso alzato di molti laici e la diffidenza di non pochi cattolici. Era la Bibbia stavolta: «Stasera ci giochiamo tutto» esordiva, e aveva ragione.

              Risultato? Una meraviglia. Benigni saltella sul palco del Palastudio di Cinecittà, suda e ride e sorride e si commuove, riempie i cento minuti della diretta di un diluvio di parole e di brevi silenzi. Parte dall’Esodo, con Dio che appare a un «pastore extracomunitario ricercato» (qualche licenza bisogna concedergliela) e forse non dirà nulla di realmente nuovo, nulla che qualche parroco non abbia già detto da qualche pulpito e qualche catechista insegnato ai suoi ragazzi. Ma dalla sua ha il carisma, ha la televisione, ha la diretta, ha la possibilità di raggiungere milioni di italiani in un colpo solo. Dio appare nel roveto a un pastore balbuziente e lo sceglie. «Che cosa arde e non consuma? Ma è l’amore! Come si fa a resistere?». I Comandamenti, dall’arido elenco di divieti a cui purtroppo sono stati spesso malridotti, diventano inno all’amore e alla libertà. Dio si presenta non come Creatore ma come Liberatore dall’oppressione. L’oppressione a cui sono ridotti gli ebrei in Egitto; ma anche l’oppressione degli idoli, di tutto ciò con cui l’uomo sostituisce Dio. Un liberatore che mette dei divieti? Certo, perché «è dalla legge che deriva la libertà».

              Non può sfuggire la portata dell’operazione. Benigni smantella la libertà intesa come «fa’ ciò che vuoi», senza norme, che mette l’individuo e il suo capriccio al centro e tutto il resto scompare o, se ostacola il capriccio, va rimosso. Al centro ricolloca Dio. Un Dio geloso, che ama e chiede di essere riamato, che «non vuole entrare nelle nostre teste ma nei nostri cuori». Un Dio esigente e inquieto, tutto il contrario degli idoli (denaro, potere, successo, egocentrismo…) che intorpidiscono e addormentano. Che non tollera che nel suo nome, «invano», si celebrino guerre e sopraffazioni e violenze di qualsiasi tipo. Si ferma, Benigni, e si fa serio: «Non rendere vana la tua vita». Ma il meglio deve ancora venire ed è il rendere santa la festa, il settimo giorno in cui ci si ferma e Dio reclama attenzione per sé, e la nostra anima pure: «Siamo connessi con il mondo ma disconnessi con noi stessi. Il corpo corre e l’anima rimane indietro, boccheggiante».

              Poi – e siamo alla seconda serata – i Comandamenti che regolano i rapporti fra gli uomini. «Onora il padre e la madre», ossia onora la vita. «Non uccidere» che vuol dire non smettere di essere uomini. «Non commettere adulterio», inno alla fedeltà del patto fra uomo e donna, analogo a quello fra Dio e l’umanità. Comandamento a lungo ridotto a «non commettere atti impuri» di cui Benigni ha gioco facile nell’enfatizzare e nel ridicolizzare il limite, scherzando: «Un peccato e un incubo che riguardava noi maschi 12enni...». E qui il clown ruba il palcoscenico all’esegeta anche con battute di seconda mano su Chiesa e preti.

              Termina la serata. Cento minuti volati via per magia… no, per miracolo. Non mancheranno i critici, per ragione o per preconcetto. Chi mormora: «Chi si crede di essere, chi lo ha autorizzato?», sentendosi espropriato di un’esclusiva. Chi storce il naso davanti ai quattro “aiutanti” da lui citati: il poeta Franco Marcoaldi, la Bibbia del Mulino, la giornalista e saggista Silvia Giacomoni e il pastore valdese Paolo Ricca. Ma i Comandamenti sono di tutti, non di qualcuno. Sono donati da Dio all’umanità intera. E lo Spirito Santo si serve, per i suoi scopi, di chi pare a Lui. Benigni, nelle Sue mani, è stato docilissimo, quindi lo Spirito ha scelto bene.

              Nessuno potrà accusare il Vaticano di “ingerenza”. E quel che conta è il risultato: l’anima ha conquistato la prima serata e ha “costretto” milioni di italiani a porsi le domande fondamentali sulla vita, suggerendo le risposte giuste. Il soffio dello Spirito, attraverso la tv, ora sta volteggiando dove gli pare e dove noi neanche immaginiamo. Questo, e non altro, conta alla fine di una pagina memorabile di televisione.

              amate i vostri nemici

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #22
                Anche il duce annuncio' lo spezzeremo le reni alla grecia sui suoi media, ma chi doveva farlo era gia' morto in albania.

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66024

                  #23
                  Pensiero notturno di una sogliola: "Che vita piatta è la mia!"
                  Non so perchè, ma spesso te mi fai venire in mente questa battuta: Un ti entusiasma nulla.
                  amate i vostri nemici

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #24
                    In compenso esulti te per i millantati trionfi epocali ed universali dei tuoi gerarchi santi.

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66024

                      #25
                      19 dicembre 2014
                      Una telefonata che non si dimentica. Martedì sera Papa Bergoglio avrebbe chiamato Roberto Benigni, in forma privata. Dal Vaticano non c'è conferma o smentita, ma monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia commenta: "Non sorprende" questo ulteriore gesto di Bergoglio.

                      La Chiesa in "uscita" di Bergoglio
                      "La sua trasmissione sui Dieci Comandamenti", dice monsignor Paglia, "si inserisce bene nel solco della Chiesa 'in uscita" voluta da Bergoglio. In questo caso si tratta di 'artisti in uscita' che sanno utilizzare il bagaglio della sapienza biblica senza però tanti orpelli". Monsignor Paglia ha sentito l'attore toscano al telefono: "Era molto sorpreso da questo boom di ascolti. Non mi ha detto i contenuti della chiamata (con Papa Francesco, ndr) ma l'abbiamo presupposto", ha aggiunto ridendo in un'intervista con Famiglia Cristiana.

                      Il presidente del pontificio consiglio per la famiglia: "La trasmissione sui Dieci Comandamenti si inserisce bene nel solco della Chiesa 'in uscita' voluta da Bergoglio" 
                      amate i vostri nemici

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